Turchia-Armenia: al via ai colloqui a Mosca

Pubblicato il 14 gennaio 2022 alle 11:52 in Armenia Turchia

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Dopo anni di relazioni interrotte, il 14 gennaio, gli inviati di Turchia e Armenia terranno colloqui a Mosca. Si tratta del primo tentativo di ristabilire i legami dall’accordo di pace del 2009, il quale non è mai stato ratificato.

I due Paesi sono in disaccordo su varie questioni, principalmente sul sostegno della Turchia all’Azerbaigian nella regione del Nagorno-Karabakh. Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri armeno, Yerevan si aspetta che i colloqui portino all’instaurazione di relazioni diplomatiche e alla riapertura delle frontiere, chiuse dal 1993. Per tale ragione, Turchia e Armenia non dispongono di rotte commerciali dirette. Il commercio indiretto è lievemente aumentato dal 2013, ma, secondo i dati ufficiali turchi, nel 2021 è stato di soli 3,8 milioni di dollari. La compagnia di bandiera turca Pegasus Airlines avvierà voli charter tra Istanbul e Yerevan all’inizio di febbraio 2022, come segno degli sforzi politici per normalizzare i legami con l’Armenia.

Il 15 dicembre scorso, la Turchia ha nominato Serdar Kilic, un ex ambasciatore negli Stati Uniti, suo inviato speciale per discutere gli step della normalizzazione con Yerevan. Tre giorni dopo, l’Armenia ha nominato il suo rappresentante speciale per il dialogo con Ankara, il vicepresidente dell’Assemblea nazionale Ruben Rubinyan.

Nonostante il sostegno alla normalizzazione da parte degli Stati Uniti, gli analisti ritengono che i colloqui saranno complicati. Washington, che ospita una grande diaspora armena, ha suscitato forti critiche dalla Turchia dopo aver definito gli incidenti del 1915 un “genocidio”. Le relazioni tra Armenia e Turchia sono storicamente complicate.

La posizione della Turchia sugli eventi del 1915 è che gli armeni persero la vita nell’Anatolia orientale in seguito allo schieramento di alcuni di essi con gli invasori russi, in ribellione alle forze ottomane. Il successivo trasferimento degli armeni ha provocato numerose vittime, con massacri da parte di militari e gruppi di milizie di entrambe le parti che hanno aumentato il bilancio delle vittime. La Turchia si oppone alla definizione degli incidenti come “genocidio”, descrivendoli invece come “una tragedia in cui entrambe le parti hanno avuto vittime”. Ankara ha più volte proposto la creazione di una commissione congiunta composta da storici turchi e armeni ed esperti internazionali per affrontare la questione.

Alla vigilia dei colloqui del 14 gennaio, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che l’Armenia ha bisogno di stringere buoni legami con l’Azerbaigian affinché lo sforzo di normalizzazione produca risultati.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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