Pyongyang critica le sanzioni USA e lancia due missili

Pubblicato il 14 gennaio 2022 alle 9:46 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord avrebbe lanciato due sospetti missili balistici, dopo che gli USA hanno imposto sanzioni per frenare il suo programma missilistico e di armamenti, secondo quanto riferito il 14 gennaio da funzionari sudcoreani e giapponesi. Intanto, Pyongyang ha criticato le ultime sanzioni imposte da Washington, che sono state le prime adottate dall’amministrazione del presidente Joe Biden dal suo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2020.

In un primo momento, gli Stati maggiori riuniti (JCS) della Corea del Sud avevano affermato che Pyongyang aveva lanciato un missile non identificato verso Est, senza fornire ulteriori dettagli. Al contempo, anche la Guardia costiera giapponese aveva affermato di aver rilevato il lancio dalla Corea del Nord di quello che sembrerebbe essere stato “uno o più missili balistici alle 14:55″, ora locale. Un portavoce della Guardia costiera giapponese aveva poi detto ad AFP, citata da The Straits Times, che stava ancora analizzando dove fosse caduto l’ordigno e se si trattasse o meno di uno o più oggetti.

Più tardi, il JCS ha specificato di aver individuato il lancio di due missile a raggio corto da Uiju, nella provincia nordcoreana di Pyongan Settentrionale, che hanno percorso 430 km ad un’altitudine di 36 km. I due missili sono stati intercettati rispettivamente alle 02:41 e 02:52, ora locale. I mezzi avrebbero viaggiato a 6 volte la velocità del suono.

Nonostante le sanzioni internazionali sul suo programma di armi nucleari, dall’inizio del 2022, Pyongyang ha già effettuato due test di missili ipersonici, rispettivamente il 5 e l’11 gennaio scorsi. Dopo il secondo, che è stato supervisionato personalmente dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni su cinque persone legate al programma di armi balistiche del Paese, su un cittadino russo e su un’azienda russa. Washington ha poi chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di agire contro i trasgressori delle risoluzioni delle Nazioni Unite sulla Corea del Nord.

In risposta a tali misure, il 14 gennaio, un portavoce del Ministero degli Esteri di Pyongyang ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno nuovamente assunto una posizione provocatoria di fronte all’esercizio del proprio diritto all’autodifesa da parte di Pyongyang. Il portavoce ha specificato che il recente sviluppo di nuove armi fa parte degli sforzi per modernizzare la capacità di difesa nazionale della Corea del Nord e non è né indirizzato a nessun Paese specifico, né ha danneggiato la sicurezza degli Stati vicini. Pyongyang ha quindi sottolineato che, ciò nonostante, gli Stati Uniti hanno sollevato le attività legittime della Corea del Nord all’ordine del giorno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineando che gli USA considerano un problema il diritto all’autodifesa nordcoreano. Per Pyongyang, ciò dimostrerebbe che l’attuale amministrazione statunitense, mentre chiede diplomazia e dialogo, in realtà invoca una politica di isolamento e soffocamento nei confronti della Corea del Nord. Infine, il portavoce ha dichiarato che se gli USA adotteranno una posizione conflittuale, Pyongyang sarà costretta a reagire in modo più risoluto.

Intanto, il 13 gennaio, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha dichiarato che gli USA hanno chiarito di non avere alcun intento ostile contro Pyongyang e che intendono avviare dialoghi senza pre-condizioni. Blinken ha però definito le ultime attività nordcoreane “profondamente destabilizzanti”. Per il segretario di Stato di Washington, con i suoi ultimi test missilistici, Pyongyang starebbe cercando attenzioni.

I colloqui volti a persuadere la Corea del Nord a rinunciare ai suoi programmi nucleari e al suo arsenale di missili balistici sono ancora in stallo. Durante la presidenza dell’ex capo di Stato USA, Donald Trump, nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza di Trump e Kim. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati. Dopo l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, il presidente aveva dichiarato che non avrebbe cercato di concludere alcun “grande affare” con il leader Nord-coreano, seppur non rinunciando alla diplomazia. Finora, la Corea del Nord ha respinto le richieste di dialogo dell’amministrazione Biden chiedendo a Washington di abbandonare dapprima le proprie “politiche ostili” verso Pyongyang e i doppi standard rispetto al programma militare del Paese.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.