Marocco: visita dell’inviato dell’Onu per il Sahara Occidentale

Pubblicato il 14 gennaio 2022 alle 11:17 in Marocco Sahara Occidentale

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Il Marocco ha accolto, il 13 gennaio, l’inviato delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, impegnato nel suo primo tour di carattere regionale. In tale occasione, il Regno Nordafricano si è detto disposto a riprendere il processo politico, guidato dall’Onu, per la risoluzione della questione relativa al Sahara Occidentale.

De Mistura, definito un diplomatico italiano veterano, ha incontrato il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, alla presenza del rappresentante permanente del Regno del Marocco alle Nazioni Unite, l’ambasciatore Omar Hilale. Nel corso dei colloqui, la delegazione marocchina ha ribadito i fondamenti della posizione del Regno, già espressa dal suo monarca, il re Mohammed VI, e, in particolare, l’impegno alla ripresa del processo politico, condotto sotto l’esclusivo auspicio dell’Onu, per raggiungere una soluzione politica nel Sahara Occidentale, sulla base dell’iniziativa di autonomia marocchina e nel quadro di “tavole rotonde”. Queste ultime dovrebbero vedere la presenza delle quattro parti interessate, ovvero il Marocco, il movimento indipendentista del Fronte Polisario, la Mauritania e l’Algeria, in linea con la risoluzione 2602 votata alle Nazioni Unite il 29 ottobre 2021.

L’inviato onusiano è giunto in Marocco nella sera del 12 gennaio. Come specificato dal portavoce Stephane Dujarric, le prossime tappe saranno la Mauritania e Tindouf, località algerina che ospita rifugiati Sahrawi, dove si prevede verranno organizzati colloqui con funzionari del Fronte Polisario, movimento appoggiato da Algeri. L’obiettivo è ascoltare le opinioni delle parti coinvolte nella questione del Sahara Occidentale e favorire una ripresa costruttiva del percorso politico, in stallo dal 2019. Secondo alcuni, il fatto che Rabat abbia deciso di accogliere il diplomatico onusiano potrebbe essere indice di un approccio più moderato, mentre la visita di De Mistura mostra la volontà delle Nazioni Unite di svolgere ancora un ruolo nella controversa regione.  

De Mistura, il quale ha ricoperto il ruolo di inviato speciale dell’Onu in Siria, Iraq e Afghanistan, oltre che di Sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale in Italia, è stato nominato, il 6 ottobre 2021, come rappresentante personale del Segretario generale dell’Onu per il Sahara Occidentale. Si tratta di una regione oggetto di una disputa che ha avuto inizio nel 1975, quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, anno in cui venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiede circa mezzo milione di individui. Inoltre, nonostante l’adesione del Marocco al cessate il fuoco, i tentativi del fronte separatista di effettuare operazioni militari contro le postazioni dell’esercito marocchino hanno portato Rabat a rivendicare il diritto di autodifesa, al fine di garantire la integrità territoriale e sicurezza nazionale.

A tal proposito, dopo circa 30 anni dalla proclamazione del cessate il fuoco, le tensioni si sono riaccese il 13 novembre 2020, quando le autorità marocchine hanno deciso di intervenire nella zona cuscinetto di Guerguerat, un piccolo villaggio nell’estremo Sud-Ovest del Sahara occidentale, per rispondere alle “pericolose e inaccettabili provocazioni” del Fronte Polisario. In realtà, già il 21 ottobre, stando a quanto riportato da fonti marocchine, gruppi armati fedeli al Fronte Polisario, pari a circa 70 combattenti, avevano chiuso il valico di frontiera tra Marocco e Mauritania e si erano infiltrati nell’area di Guerguerat, ostacolando la circolazione di persone e merci, oltre a limitare il lavoro degli osservatori militari della Missione dell’Onu MINURSO. Episodi di tensione si sono verificati anche nell’anno successivo, il 2021, senza, però, mai sfociare in un conflitto.

Ad aver complicato ulteriormente la situazione vi è stato il riconoscimento, da parte degli Stati Uniti, della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, come parte dell’accordo di normalizzazione tra Israele e Marocco, annunciato a dicembre 2020, e la successiva crisi diplomatica tra Rabat e Algeri, il cui culmine è stato raggiunto con l’interruzione delle relazioni diplomatiche, il 24 agosto 2021.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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