India-Cina: migliorano i colloqui militari per risolvere le tensioni di confine

Pubblicato il 14 gennaio 2022 alle 12:02 in Cina India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero della Difesa cinese e il governo indiano hanno divulgato un comunicato stampa congiunto sul 14esimo round di colloqui a livello militare per risolvere le tensioni lungo la Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra India e Cina, nella sera del 13 gennaio. Sebbene non ci sia stata alcuna svolta nei colloqui, le parti hanno deciso di continuare i negoziati, denotando un miglioramento della situazione rispetto all’ultimo incontro di tale genere, risultato in accuse reciproche.

Dal comunicato stampa è emerso che, il 12 gennaio, le forze armate cinesi e indiane hanno tenuto il 14esimo round di colloqui, durato circa tredici ore, dalla parte cinese del punto di incontro di confine di Moldo-Chushul. La delegazione cinese è stata guidata dal comandante del distretto militare dello Xinjiang, il maggiore generale Yang Lin, e dalla sua controparte indiana, il generale luogotenente Anindya Sengupta, all’evento hanno partecipato anche rappresentanti dei Ministeri della Difesa e degli Esteri dei due Paesi. Le parti hanno continuato a parlare della risoluzione di problematiche nel settore occidentale della LAC e hanno affermato che ciò contribuirà a ripristinare la pace e la tranquillità nell’area e a promuovere le relazioni bilaterali. Cina e India hanno deciso di continuare a consolidare i risultati raggiunti, di adottare misure efficaci per preservare la sicurezza e la stabilità, di mantenere la comunicazione attraverso i canali militari e diplomatici e di raggiungere una soluzione accettabile per entrambe il prima possibile, attraverso il dialogo e la consultazione.

Secondo i media indiani, i colloqui tra le due parti si sono concentrati sul disimpegno dalla zona detta Hot Springs e da altre aree per cercare di allentare le tensioni al confine.

Il direttore del Dipartimento di ricerca dell’Istituto nazionale di studi strategici dell’Università di Tsinghua, Qian Feng, ha dichiarato a Global Times che, sebbene non ci siano stati progressi sostanziali nel 14esimo round di colloqui, il fatto che le parti abbiano rilasciato un comunicato stampa congiunto sarebbe un buon segno.

Dopo il 13esimo round di colloqui del 10 ottobre scorso, Cina e India si erano scambiate accuse reciproche e non avevano rilasciato un comunicato stampa congiunto. Secondo i media indiani, in tale occasione, il problema sarebbe nato dal fatto che l’Esercito popolare di liberazione(EPL) della Cina non avrebbe voluto affrontare la questione della smobilitazione militare da tre aree di tensione, che sono Hot Springs, Depsang Bulge e Charding Nullah Junction. In particolare, Pechino non sarebbe voluta andare oltre rispetto alla smobilitazione concordata in occasione del 12esimo incontro di livello militare sulla LAC tra Cina e India, organizzato lo scorso 31 luglio. Al tempo, India Today aveva affermato che la Cina e l’India avevano firmato un accordo di principio che stabiliva la smobilitazione dei rispettivi eserciti da due punti di primaria importanza nella parte occidentale della LAC, nella postazione denominata PP17A. In particolare, la Cina avrebbe accettato di ritirarsi da tale area, nota anche come Gogra Post. Tuttavia, Pechino si sarebbe rifiutata di ritirare i propri uomini dalla postazione PP15, nota come Hot Springs.

La LAC è un punto cruciale nelle relazioni sino-indiane in quanto si regge su un fragile equilibrio in tutti e tre i settori in cui può essere suddivisa, ovvero quello orientale, centrale e occidentale. Nel 2020, le tensioni di confine tra gli eserciti indiano e cinese si sono riaccese in più segmenti della LAC. In particolare, tra il 5 e il 6 maggio 2020, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Per mesi, la Cina non aveva fornito un numero esatto dei propri caduti in tale episodio fin quando, lo scorso 19 febbraio, aveva annunciato di aver perso almeno 4 uomini e di aver riportato anche un ferito grave. L’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967, nonché la prima volta dal 1975 in cui scontri di confine sino-indiani hanno causato vittime.

In seguito, il 7 settembre 2020, Nuova Delhi e Pechino si erano poi accusate reciprocamente di aver sconfinato nel territorio l’una dell’altra e di aver aperto il fuoco in segno di avvertimento, per la prima volta dal 1975, nella zona del lago Pangong Tso, un bacino che si estende dal territorio indiano di Ladakh fino alla regione autonoma del Tibet cinese e che è attraversato dalla LAC. Così facendo, le parti avevano violato un accordo firmato dalle due potenze il 29 novembre 1996 e che impedisce ad entrambe di aprire il fuoco o detonare esplosivi entro 2 km dalla LAC.

Parallelamente ai momenti di tensione, da maggio 2020, sono in corso più round di negoziati a livello militare e diplomatico per cercare di ridimensionare gli attriti lungo la LAC. Tra i risultati ottenuti, dal mese di febbraio 2021, le parti hanno iniziato a ritirare i soldati dei rispettivi eserciti schierati lungo il settore centrale della LAC all’altezza del lago Pangong Tso. Oltre a questo, c’è stata anche una smobilitazione delle rispettive forze armate anche nella Valle del Galwan a luglio 2021 e a Gogra nel successivo mese di agosto.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.