Cyberattacco sui siti governativi dell’Ucraina: “Preparatevi al peggio”

Pubblicato il 14 gennaio 2022 alle 13:54 in Europa Russia Ucraina

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I siti web di alcune istituzioni dell’Ucraina sono stati colpiti da un attacco informatico, il 14 gennaio. I portali sono stati oscurati ed hanno mostrato un messaggio: “Abbiate paura e preparatevi al peggio”. 

Sono stati presi di mira il Ministero degli Affari Esteri ucraino, il Consiglio dei Ministri e quello per la Sicurezza e la Difesa. Provando ad accedere ai relativi siti web, gli utenti hanno visto apparire un messaggio in ucraino, russo e polacco. “Ucraini! Tutti i vostri dati personali sono stati caricati sulla rete pubblica”, recita il testo, che aggiunge: “Tutti i dati sul computer sono stati distrutti, è impossibile ripristinarli. Tutte le vostre informazioni sono diventate pubbliche, abbiate paura e preparatevi al peggio. Questo è per il vostro passato, presente e futuro”. Quindi, il messaggio ha menzionato la Volinia, la Galizia, la Polesia e “le terre storiche”, oltre all’OUN-UPA.

La prima è l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, mentre l’UPA è l’Esercito Insurrezionale Ucraino. Si tratta di gruppi nazionalisti di destra fondati durante lo scorso secolo, rispettivamente nel 1929 e nel 1943, e che rappresentano uno l’evoluzione dell’altro, affondando le proprie radici nell’identità ucraina anti-comunista e anti-russa. L’UPA è stata riconosciuta come organizzazione estremista di destra e bandita dal territorio russo, con una decisione della Corte Suprema di Mosca del 17 novembre 2014, a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. Infine, un altro dettaglio che è possibile sottolineare è il fatto che i territori citati dal messaggio, Volinia, Galizia e Polesia, sono stati teatro di una serie di stragi compiuta dai tedeschi e dall’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini ai danni della minoranza polacca di quelle aree, dal 1943 al 1945. 

Tornando al cyber attacco del 14 gennaio, il messaggio visualizzato dagli utenti era accompagnato da alcune immagini barrate: la mappa, la bandiera e lo stemma dell’Ucraina, ma anche un maiale. L’animale viene spesso associato al Paese, molte volte con intento dispregiativo. Le autorità di Kiev hanno dichiarato che stanno indagando sull’accaduto e il ministro degli Esteri ha affermato che è troppo presto per dire chi possa celarsi dietro questo assalto informatico, sottolineando che Mosca aveva già agito in questo senso in passato. La Russia, per il momento, non ha commentato la notizia e ha sempre respinto tali accuse da parte dell’Ucraina. Il governo ucraino ha comunque annunciato di aver ripristinato la maggior parte dei siti web e ha assicurato la popolazione del fatto che nessun dato personale è stato rubato. Numerosi altri portali governativi erano stati bloccati per impedire la diffusione.

Intanto, l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha condannato l’attacco e ha affermato che il comitato politico e di sicurezza dell’UE e le unità informatiche si incontreranno per capire come aiutare Kiev. “Non posso incolpare nessuno perché non ho prove, ma possiamo immaginare”, ha affermato. Il cyber attacco arriva a seguito del fallimento di tre iniziative diplomatiche internazionali volte a mitigare la crisi in Ucraina orientale. Il 13 gennaio, c’è stato un incontro dell’OSCE, a seguito del quale l’ambasciatore degli Stati Uniti ha affermato che l’Occidente dovrebbe prepararsi a un’ulteriore escalation delle tensioni con Mosca. Il 9 e 10 gennaio, si sono svolti i colloqui sulla sicurezza tra Russia e Stati Uniti, all’interno della Missione Permanente degli USA presso le Nazioni Unite a Ginevra. Le discussioni sono terminate con un niente di fatto. Il 12 gennaio, il Consiglio Russia-NATO si è riunito a Bruxelles, per la prima volta in quasi tre anni, per discutere proprio della questione dell’Ucraina. Anche in questa occasione, non ci sono stati sviluppi diplomatici di alcun rilievo. 

La crisi è scoppiata tra novembre e dicembre del 2021, quando la Russia ha stanziato circa 100.000 soldati al confine con l’Ucraina. Stati Uniti, Europa e NATO hanno sollevato timori per una possibile invasione russa, ma Mosca ha negato di avere queste intenzioni, affermando di aver schiarato le proprie truppe per difendersi a sua volta, temendo un attacco. Tali sviluppi vanno inseriti nel contesto di un progressivo avvicinamento di Kiev alla NATO. Quindi, dal 17 dicembre, le autorità russe hanno esortato gli occidentali a fornire garanzie di sicurezza nella regione, che escludano l’espansione dell’Alleanza Atlantica in Ucraina e il dispiegamento delle sue armi nel territorio. Mosca ha avanzato altre richieste, come l’interruzione di qualsiasi attività militare euro-atlantica nell’Est Europa e il ritiro dei battaglioni multinazionali della NATO dalla Polonia e dagli Stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania. Gli USA e l’Alleanza, però, hanno respinto le proposte russe e hanno minacciato gravi sanzioni contro Mosca, se questa dovesse lanciare un’offensiva.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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