Biden e Putin parlano della crisi in Ucraina

Pubblicato il 31 dicembre 2021 alle 9:53 in Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno avuto una conversazione telefonica, il 30 dicembre, nel contesto di una crisi che coinvolge l’Ucraina e che ha visto Mosca accumulare soldati al confine di fronte ad un possibile avvicinamento di Kiev con la NATO. Biden ha minacciato nuove e rigide sanzioni contro Mosca se quest’ultima dovesse intraprendere azioni militari in Ucraina, mentre Putin ha parlato di una completa rottura dei legami tra le rispettive Nazioni se gli USA dovessero agire in tal senso.

In particolare, durante il colloquio della sera del 30 dicembre, durato cinquanta minuti, Biden ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero imporre nuove sanzioni contro la Russia se quest’ultima dovesse intraprendere ulteriori azioni militari contro l’Ucraina. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha affermato che Biden “ha esortato la Russia a ridurre le tensioni con l’Ucraina” e “ha chiarito che gli Stati Uniti e i suoi alleati e partner risponderanno in modo deciso se Mosca dovesse invadere ulteriormente l’Ucraina”. Secondo un funzionario rimasto anonimo e citato da Associated Press, Biden ha poi detto a Putin che le due potenze sono di fronte a “due strade”: diplomazia o deterrenza statunitense attraverso le sanzioni, e che la scelta su quale seguire “dipenderà dalle azioni della Russia nel prossimo periodo”. Biden ha sottolineati che il percorso diplomatico resta percorribile, nonostante i russi abbiano spostato circa 100.000 soldati verso l’Ucraina e i funzionari del Cremlino abbiano avanzato con maggiore fermezza loro richieste di nuove garanzie dagli Stati Uniti e dalla NATO.

Per Putin, ulteriori sanzioni da parte degli Stati Uniti potrebbe portare a una completa rottura dei legami tra le Nazioni. Il presidente russo ha quindi aggiunto che potrebbe essere una mossa che “i nostri antenati vedrebbero come un grave errore” e ha fatto notare che negli ultimi trent’anni sono stati commessi molti sbagli. Alla luce di ciò, Putin ha quindi affermato: “Faremmo meglio ad evitare altri errori simili in questa situazione”. Il presidente russo ha poi dichiarato che la Russia agirà come agirebbero gli Stati Uniti se fossero schierati armamenti offensivi vicino ai loro confini, senza però far trapelare altro sulle sue intenzioni. La Russia ha chiarito di volere un impegno scritto che l’Ucraina non sarà mai autorizzata ad aderire alla NATO e che l’equipaggiamento militare dell’alleanza non sarà posizionato negli ex Stati sovietici, richieste che l’amministrazione Biden ha finora respinto.

Parlando ai giornalisti dopo la telefonata, il consigliere per gli affari esteri di Putin, Yuri Ushakov, ha affermato che ulteriori sanzioni statunitensi “sarebbero un errore colossale che comporterebbe gravi conseguenze”. I funzionari della Casa Bianca hanno invece riferito che i due capi di Stato hanno concordato che ci sono aree in cui le parti possono fare progressi significativi ma anche differenze che potrebbero essere impossibili da risolvere. Come riferito dalla CNN, nonostante la telefonata non abbia prodotto alcuna svolta, il colloquio avrebbe comunque stabilito il tono per i prossimi colloqui diplomatici di persona tra le due parti.

I colloqui tra Biden e Putin sono arrivati in un contesto di crescenti tensioni tra le parti nate per un accumulo di truppe russe vicino all’Ucraina che ha sollevato timori in Occidente per un’ipotetica invasione. Mosca ha negato i piani per un attacco di tale genere, ma ha esortato gli occidentali a fornire garanzie di sicurezza che escludano l’espansione della NATO in Ucraina e il dispiegamento delle armi dell’alleanza nel suo territorio.  Il 17 dicembre scorso, il Ministero degli Esteri della Federazione Russa aveva pubblicato le bozze dell’accordo sulle garanzie di sicurezza presentate agli Stati Uniti e alla NATO. Oltre all’esclusione di Kiev dall’Alleanza atlantica, la Russia ha avanzato altre richieste quali l’interruzione di qualsiasi attività militare euro-atlantica nell’Est Europa e il ritiro dei battaglioni multinazionali della NATO dalla Polonia e dagli Stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania che un tempo erano nell’Unione Sovietica. Washington e l’Alleanza, però, hanno respinto le proposte russe. La crisi che si è poi aggravata quando il Cremlino ha irrigidito la sua insistenza sulle garanzie di sicurezza delle frontiere e ha testato missili ipersonici.

Dopo quella del 7 dicembre, l’ultima chiamata tra i leader di Washington e Mosca è avvenuta su richiesta di Putin, in vista dei colloqui programmati tra alti funzionari statunitensi e russi a Ginevra il 9 e 10 gennaio prossimi. I colloqui di Ginevra saranno seguiti da una riunione del Consiglio Russia-NATO il 12 gennaio successivo e da negoziati presso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che si terranno a Vienna il 13 gennaio. Le richieste della Russia saranno discusse durante i colloqui a Ginevra, ma non è ancora chiaro Biden  cosa sarebbe disposto ad offrire a Putin in cambio di un ridimensionamento della crisi.

Steven Pifer, che è stato ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina nell’amministrazione Clinton, ha affermato che l’amministrazione Biden potrebbe impegnarsi su alcuni elementi della bozza di documento della Russia se Mosca prenderà sul serio i colloqui. Nel frattempo, i membri chiave della NATO hanno chiarito che non c’è alcun desiderio di espandere l’alleanza nel prossimo futuro. Gli Stati Uniti e gli alleati potrebbero anche essere ricettivi al linguaggio nella bozza di documento dei russi che chiede l’istituzione di nuovi meccanismi consultivi. Tuttavia, il divieto su qualsiasi attività militare della NATO in Ucraina, Europa orientale, Caucaso o Asia centrale sarebbe una richiesta eccessiva per Pifer. In ogni caso, potrebbe essere possibile adottare alcune misure per limitare le esercitazioni e le attività militari su base reciproca.

Mentre Biden si preparava per i colloqui con Putin, il 29 dicembre, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Il suo Paese era già stato al centro di una crisi con la Russia nel 2014, quando le truppe russe avevano marciato nella penisola di Crimea del Mar Nero e avevano preso tale territorio all’Ucraina. Secondo il portavoce del comando europeo degli Stati Uniti, Chuck Pritchard, l’esercito statunitense ha effettuato voli di sorveglianza nello spazio aereo ucraino questa settimana, compreso un volo il 30 dicembre di un aereo E-8C JSTARS dell’Aeronautica Militare, equipaggiato per fornire informazioni sulle forze di terra.

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Camilla Canestri

di Redazione