Una provincia filippina pianificherebbe di invadere uno Stato della Malesia

Pubblicato il 9 dicembre 2021 alle 9:34 in Filippine Malesia

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Una fonte di sicurezza regionale di alto livello rimasta anonima ha rivelato, il 9 dicembre, a This Week in Asia, citata da South China Morning Post, che, il primo dicembre, ci sarebbe stato un incontro segreto ospitato da un alto funzionario del governo di Sulu, nelle Filippine meridionali, per discutere di una possibile invasione dello  Stato malese di Sabah, sull’isola del Borneo. 

In particolare, un funzionario eletto localmente della provincia di Sulu avrebbe riunito 19 sindaci dell’arcipelago provinciale per istituire un “esercito reale di Sulu” con l’obiettivo di reclutare fino a 600 uomini per invadere Sabah. Secondo la fonte che ha rivelato la notizia,  il potenziale di realizzazione del piano per attaccare lo Stato malese dipenderà da quanto sostegno politico e fondi potrà ottenere l’ideatore. Molti stakeholder nelle Filippine e all’estero sarebbero poi disposti a sfruttare questo problema per le rispettive politiche e per i loro interessi strategici. La fonte ha poi aggiunto che il mese di febbraio 2022 è stato indicato come il momento migliore per realizzare l’invasione. Tale data sarebbe stata scelta per commemorare un tentativo d’invasione di Sabah risalente ad otto anni fa da parte dei combattenti di Sulu. Infine, rispetto alle motivazioni, il piano sarebbe stato ideato poiché gli eredi del Sultanato di Sulu non hanno ottenuto il consenso del governo malese per regolare i diritti di proprietà su Sabah.

A livello operativo, dei 19 sindaci che hanno partecipato all’incontro segreto, 11 hanno accettato il piano mentre il resto non ha preso posizione, né accettandolo, né rifiutandolo. La fonte ha affermato: “Ogni sindaco dovrebbe fornire 50 uomini abili e coraggiosi in battaglia. Il costo delle munizioni e di altra logistica sarà a carico dell’alto funzionario che ha anche promesso di contribuire con 500.000 pesos, pari a circa 10.000 dollari, per costruire 100 motoscafi “. Ad oggi, si ritiene che il funzionario locale abbia fornito 500 armi da fuoco ai rappresentanti locali a Sulu che le avrebbero poi distribuite. Oltre a questo, tra 150 e 200 spie di Sulu sarebbero state inviate a Lahad Datu e Semporna, due importanti città costiere dove potrebbe sbarcare una forza di invasione. “Tutti i soldati Sulu che entreranno nelle acque di Lahad Datu e Semporna porteranno armi da fuoco […] Tutte le armi da fuoco saranno sepolte in un’area prima di essere utilizzate per attaccare l’area”. Infine, la fonte ha aggiunto che “nessuno” si era infiltrato a Sabah, ma ha avvertito che i cospiratori di Sulu hanno “cellule dormienti”. La fonte ha affermato anche che la raccolta di informazioni e la sicurezza sono state intensificate a Sabah dalla scoperta dell’incontro di Sulu.

Nel febbraio 2013, Sabah è stata teatro di un tentativo d’invasione senza successo da parte  di oltre 200 seguaci armati dell’autoproclamato sultano di Sulu delle Filippine, Jamalul Kiram III. Gli uomini erano guidati dal fratello del sultano, Agbimuddin Kiram. La Malesia aveva risposto inviando soldati e lanciando attacchi aerei. Il conflitto, che è durato più di un mese, ha portato nella morte di 68 uomini del sultanato di Sulu, nove membri del personale delle forze armate malesi e sei civili.

La sovranità di Sabah è all’origine di una lunga disputa tra Malesia e Filippine. Sebbene lo Stato è generalmente riconosciuto come territorio malese, le Filippine hanno più volte rivendicato la propria sovranità sul stale area. La disputa si rifà al 1878 quando l’allora sultano di Sulu, un territorio che si estendeva tra aree attualmente sotto il dominio di Malesia e Filippine, acconsentì a cedere la gestione di tale territorio alla British North Borneo Company, istituita proprio per amministrare il territorio dell’attuale Stato di Sabah dall’allora governo di Londra, nel 1888. Il sultanato divenne  quindi un protettorato dell’Impero britannico e il suo territorio fu poi annesso come Colonia del Borneo del Nord dalla corona inglese, nel 1946. Tuttavia,  una volta caduti gli accordi tra il Sultanato di Sulu e la British North Borneo Company nel 1957, il sultano decise di cedere la sovranità di Sabah al governo delle Filippine nel 1962 ma, l’anno successivo, gli inglesi lo contrassegnarono come parte della Federazione malese e da allora è stato un territorio sotto il dominio del governo di Kuala Lumpur.

Manila rivendica Sabah ritenendosi il successore di diritto del Sultanato e la disputa tra i due Paesi si riaccende ogni qual volta la Malesia deporta cittadini ritenuti filippini da tale territorio. Nel 2016, il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, aveva promesso di battersi per le rivendicazioni su Sabah, affermando di aver riconosciuto la rivendicazione del Sultanato di Sulu . Il 15 settembre 2020, il ministro degli Esteri filippino Teodoro Locsin Jnr ha poi riaffermato la sovranità delle Filippine su Sabah, durante la presentazione del bilancio del suo Ministero per il 2021.
Rommel Banlaoi, presidente dell’Istituto filippino per la ricerca sulla pace, la violenza e il terrorismo, ha affermato che la Royal Security Force del Sultanato di Sulu e del Borneo settentrionale dispone di circa 20-30 membri dei servizi armati regolari ma sarebbe in grado di mobilitare fino a 500 uomini armati Tausug, ovvero il gruppo etnico dominante di Sulu. Banlaoi ha affermato che i Tausug desidererebbero da tempo  di invadere Sabah.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione