Arabia Saudita: nuova mossa nella localizzazione dell’industria militare

Pubblicato il 9 dicembre 2021 alle 6:17 in Arabia Saudita Francia

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La società di difesa statale Saudi Arabian Military Industries (SAMI) ha formato una joint venture con la francese Figeac Aéro (FGA.PA), consentendo a quest’ultima di stabilire una propria fabbrica nel Regno del Golfo, volta alla produzione di componenti di aerostrutture. La mossa è in linea con il desiderio di Riad di aumentare le capacità di produzione militare all’interno del Paese.

A riportare la notizia è stato il quotidiano panarabo al-Arab, con riferimento a un accordo siglato il 4 dicembre, a margine del Forum per gli investimenti franco-saudita, svoltosi in concomitanza con la visita del capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron, nel Regno. SAMI, una consociata interamente controllata del Fondo per gli investimenti pubblici saudita (PIF), il gruppo francese Figeac Aéro e la Società saudita per gli investimenti industriali (Dussur) hanno stabilito una joint venture che, oltre alla costruzione di un impianto di “produzione ad alta precisione”, mira a sviluppare le capacità saudite di produzione di aerostrutture, formando ingegneri e tecnici, così da aumentare la localizzazione delle industrie aerospaziali sia militari sia civili, in linea con la Saudi Vision 2030.

Alla parte saudita è destinato il 60% delle quote, mentre alla società francese spetterà il restante 40%. Stando a quanto precisato, in una prima fase, si produrranno soprattutto componenti aerospaziali in lega leggera, alluminio, e metallo duro, titanio, per cui Figeac Aéro fornirà macchinari all’avanguardia e attrezzature di supporto. A detta di SAMI, poi, nei prossimi dieci anni la joint venture porterà avanti una serie di investimenti di maggiore portata, perlopiù sostenuti da istituti finanziari locali, mentre, secondo i programmi attuali, verrà costruito un nuovo impianto di produzione a Gedda, presso la sede della Aircraft Accessories and Components Company (AACC). Entro il 2030, si prevede che l’associazione di imprese franco saudita otterrà ricavi pari a 200 milioni di dollari.

“Attraverso la costituzione di questa nuova joint venture, noi di SAMI abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro impegno a sostenere lo sviluppo di un robusto settore industriale militare indigeno in Arabia Saudita. Creando una partnership distintiva tra aziende locali e un leader internazionale, miriamo ad accelerare la localizzazione di tecnologie avanzate nel dominio delle aerostrutture. In tal modo, aumenteremo anche i flussi di investimento e creeremo opportunità di lavoro di alta qualità per i giovani sauditi, in linea con gli obiettivi delineati nella Saudi Vision 2030″, ha affermato Ahmed bin Aqeel al-Khateeb, presidente di SAMI.

Come afferma al-Arab, la nuova partnership riflette il desiderio dell’Arabia Saudita di proseguire nel percorso di localizzazione dell’industria della difesa, sulla base della visione del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, volta a diversificare l’economia e porre fine allo stato di dipendenza militare. Riad, precisa il quotidiano, è considerato uno dei maggiori importatori nel campo della difesa a livello internazionale, avendo acquistato, negli ultimi cinque anni, l’11% delle importazioni globali di armi, il 79% delle quali proveniente dagli Stati Uniti. Tuttavia, in considerazione delle ingenti spese militari, delle sfide che il Regno deve affrontare nella regione, e delle condizioni poste da alcuni partner occidentali per concludere accordi in materia di armamenti, negli ultimi anni Riad si è convinta della necessità di cambiare approccio e di provare a localizzare l’industria della difesa.

A tal proposito, l’Arabia Saudita mira a investire più di 20 miliardi di dollari nell’industria militare nazionale nei prossimi dieci anni, come parte di un piano volto ad aumentare la spesa militare locale. Stando a quanto affermato dal governatore dell’Autorità generale per le industrie militari, Ahmad bin Abdulaziz al-Ohali, il governo di Riad, entro il 2030, intende spendere il 50% del proprio bilancio militare in equipaggiamento fabbricato localmente. In particolare, verranno investiti più di 10 miliardi di dollari nell’industria militare saudita nel prossimo decennio, e un importo simile verrà stanziato per ricerca e sviluppo. A tal proposito, il Paese mira a passare dall’attuale 0,2% destinato alla ricerca e allo sviluppo del settore militare al 4% entro il 2030, raggiungendo, in tal modo, i tassi medi a livello internazionale. Ciò, ha specificato al-Ohali, richiederà collaborazioni, anche con Abu Dhabi, Washington e con l’Europa.

Era stato lo stesso al-Khateeb ad affermare, nel mese di febbraio scorso, che SAMI intende generare entrate annuali pari a 5 miliardi di dollari entro il 2030, mentre un altro suo obiettivo è essere inserita tra le 25 migliori società di difesa a livello mondiale entro il 2030. I supervisori della società saudita sperano di contribuire al PIL del Regno con 14 miliardi di riyal entro il 2030, creare 40.000 posti di lavoro e spendere 6 miliardi in ricerca e sviluppo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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