Vertice Biden-Putin: al centro la questione Ucraina

Pubblicato il 7 dicembre 2021 alle 20:14 in Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e l’omologo russo, Vladimir Putin, hanno discusso per circa due ore in videochiamata, martedì 7 dicembre, nel corso di quello che è stato considerato un incontro altamente delicato e dalle conseguenze potenzialmente esplosive viste le crescenti tensioni tra Russia e Ucraina.

Negli ultimi mesi, Mosca ha istituito linee di rifornimento, comprese unità mediche e scorte di carburante, che hanno fatto presagire la possibilità di un conflitto prolungato qualora decidesse di invadere il territorio ucraino. Le informazioni raccolte dall’intelligence statunitense stimano che la Russia potrebbe iniziare un’offensiva militare contro l’Ucraina nel giro di pochi mesi. Al momento, circa 175.000 truppe sono state schierate lungo il confine.

Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, la riunione è iniziata alle 10:00 e si è conclusa alle 12:08, ora locale. Si è trattato, a detta della CNN, di uno degli incontri di politica estera più cruciali dell’ancora prematura presidenza Biden. Quest’ultimo, in base a quanto riferito da fonti interne ai media internazionali, avrebbe dovuto esporre a Putin quali sanzioni e altre azioni punitive potrebbero essere prese dagli Stati Uniti qualora il presidente russo decidesse di invadere l’Ucraina. Secondo l’intelligence statunitense, il leader del Cremlino non avrebbe ancora effettivamente deciso di lanciare un’offensiva militare contro Kiev. Pertanto, Biden avrebbe notificato a Putin che, qualora quell’ipotesi dovesse realizzarsi, gli Stati Uniti sono pronti a prendere “sostanziali contromisure economiche” volte a infliggere “un danno significativo e grave all’economia russa”.

Nel tardo pomeriggio di martedì, a seguito della videochiamata, Biden ha in programma di parlare con il presidente francese, Emmanuel Macron, con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, il primo ministro italiano, Mario Draghi, e il primo ministro britannico, Boris Johnson, per riferire ai suoi alleati europei i risultati dell’incontro. Nella serata di lunedì 6 dicembre, i leader avevano discusso “la loro comune preoccupazione per l’ammassamento militare russo ai confini dell’Ucraina e per la retorica sempre più dura della Russia”, secondo una dichiarazione della Casa Bianca. “I leader hanno concordato di rimanere in stretto contatto con un approccio coordinato e globale in risposta all’aumento delle forze armate russe ai confini dell’Ucraina”, ha aggiunto. Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, informerà i giornalisti intorno alle 14:00, ora locale.

Anche il Pentagono ha confermato di aver continuato a osservare “capacità militare aggiuntiva” da parte delle forze russe lungo il confine con l’Ucraina. Negli ultimi giorni, i funzionari statunitensi hanno discusso dell’eventualità di sanzioni. Queste includerebbero misure punitive contro membri della cerchia ristretta di Putin e contro i produttori energetici. Ci sarebbe però anche la cosiddetta “opzione nucleare”, ovvero quella che prevede disconnettere la Russia dal sistema di pagamento internazionale SWIFT, utilizzato dalle banche di tutto il mondo. Le fonti hanno riferito che non è stata presa ancora alcuna decisione finale su se e quando applicare le nuove sanzioni. L’amministrazione Biden, hanno riferito, è attualmente in trattative e costante coordinamento con i partner europei, molti dei quali hanno relazioni economiche più strette con la Russia. Washington sta altresì esplorando l’opzione di una potenziale evacuazione di cittadini statunitensi dall’Ucraina se la Russia dovesse invadere il Paese e creare una situazione di insicurezza diffusa. Lo hanno riferito decine di fonti alla CNN. La pianificazione di emergenza è guidata dal Pentagono e arriva mentre l’amministrazione informa il Congresso su come si stanno preparando gli Stati Uniti. In un duro briefing davnti ai senatori, l’alto funzionario del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, ha delineato il severo pacchetto di sanzioni che l’amministrazione starebbe preparando in risposta a un potenziale attacco russo. Nonostante le gravi ripercussioni economiche di questo tipo di misure, le opzioni di cui dispongono gli Stati Uniti per scoraggiare un’invasione russa sono abbastanza limitate. 

Dal canto suo, Putin ha riferito, la scorsa settimana, di aver chiesto, in cambio del suo ritiro, la sottoscrizione di accordi specifici che escluderebbero qualsiasi ulteriore espansione della NATO verso Est e il dispiegamento delle sue armi vicino ai confini della Russia. Si crede dunque che il leader del Cremlino abbia detto a Biden che la NATO non deve ammettere l’Ucraina come membro dell’Alleanza. È però improbabile che il presidente USA accetti la richiesta. L’Unione europea “continua a sostenere pienamente l’Ucraina di fronte all’aggressione russa”, ha dichiarato, martedì 7 dicembre, in un tweet, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Risponderemo a qualsiasi ulteriore aggressione, aumentando ed espandendo le sanzioni esistenti”, ha aggiunto. Von der Leyen ha poi affermato che l’UE è “pronta ad adottare ulteriori misure restrittive”, in coordinamento con i suoi partner. “L’ascesa dell’estremismo e dell’autocrazia può essere un problema di sicurezza per i Paesi. In questo contesto, dobbiamo anche parlare dei movimenti militari russi e del loro massiccio ammassamento lungo il confine orientale dell’Ucraina”, ha ribadito.

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Chiara Gentili

di Redazione

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