Siria: presunto attacco di Israele contro Latakia

Pubblicato il 7 dicembre 2021 alle 7:53 in Israele Siria

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L’esercito siriano ha accusato Israele di aver condotto un attacco missilistico contro il porto di Latakia, nel Nord-Ovest della Siria, respinto dalle forze di Damasco. Sino ad ora, non sono state registrate vittime, ma danni materiali in alcuni dei container situati nello scalo portuale.

La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa siriana filogovernativa, SANA, la quale, basandosi sulle informazioni riferite da una fonte militare, ha precisato che l’attacco è stato effettuato all’1:23, ora locale, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre. Stando a quanto precisato, il “nemico israeliano” ha lanciato “diversi missili” dal Mediterraneo, mirando al Sud-Ovest di Latakia e, in particolare, al deposito di container nel porto commerciale. Alcuni container, ha aggiunto la fonte, sono stati incendiati. La televisione di stato siriana ha fatto riferimento a cinque esplosioni e ad un enorme incendio divampato nell’immediato. Parallelamente, il governatore di Latakia, Amer Ismail Hilal, ha dichiarato le squadre antincendio sono riuscite a domare le fiamme risultate dalla “aggressione israeliana” e che stavano proseguendo con le operazioni di raffreddamento.

Nel corso della giornata del 7 dicembre, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), centro di monitoraggio con sede a Londra, ha riferito che i missili israeliani hanno preso di mira un carico di armi iraniane, presumibilmente destinato a esponenti di Hezbollah in Siria. Nel precisare che si è trattato del 27esimo attacco in Siria attribuito a Israele dall’inizio del 2021, il SOHR ha confermato che non sono state provocate vittime. Tuttavia, è stato messo in luce come Mosca, alleata di Damasco, abbia consentito agli aerei israeliani di colpire un’area che ospita altresì truppe russe. 

Latakia costituisce un porto rilevante per la Siria, in quanto è qui che giunge gran parte delle merci importate da un Paese che risente delle conseguenze di un conflitto decennale. Inoltre, il governatorato omonimo ospita una base aerea russa di Khmeimim. Ad ogni modo, il porto Nord-occidentale, sebbene di rado, è stato già colpito da Israele in passato, nel quadro delle operazioni volte a contrastare due dei suoi principali avversari regionali, l’Iran e il gruppo paramilitare sciita Hezbollah. In particolare, è dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei contro diverse località in Siria. Nell’ultimo anno, le operazioni hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Questo perché, a detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza nei territori siriani, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

Uno degli ultimi episodi è del 24 novembre, data in cui 2 civili e 3 soldati di Damasco sono stati uccisi, mentre altri 7 individui sono rimasti feriti, a seguito di un attacco missilistico presumibilmente condotto da Israele contro la Siria centrale. Il 17 novembre, invece, il “nemico israeliano” è stato accusato di aver perpetrato un attacco missilistico contro il Sud di Damasco, senza, tuttavia, provocare vittime. In tal caso, sarebbero stati presi di mira edifici vuoti situati nella zona meridionale della capitale. Ancora prima, l’8 novembre, diversi missili, lanciati dal Nord di Beirut, hanno preso di mira una serie di postazioni situate nel centro e sulla costa siriana, ma sono stati per la maggior parte intercettati e abbattuti dalle forze di difesa aerea siriana. Ad ogni modo, a detta di fonti locali, due soldati, di cui non è stata specificata la nazionalità, sono rimasti feriti, mentre sono stati altresì riportati danni materiali.

Dal canto loro, nel mese di ottobre scorso, le milizie affiliate all’Iran hanno messo in guardia da una violenta risposta alle aggressioni di Israele. Tale dichiarazione è giunta dopo che, il 13 ottobre, almeno un soldato siriano e altri 3 combattenti di gruppi filoiraniani sono rimasti vittima di un attacco aereo, presumibilmente condotto da Israele, nei pressi della città di Palmira, situata nel governatorato di Homs, nella Siria centrale.

Tali episodi si collocano nel quadro del più ampio conflitto civile in Siria, scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah. Sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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