Libia: Williams, l’ex inviata ad interim dell’Onu, ritorna a mediare

Pubblicato il 7 dicembre 2021 alle 8:36 in Africa Libia

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La statunitense Stephanie Williams, già inviata ad interim per le Nazioni Unite nel 2020, è stata nominata consigliere speciale per la Libia dal Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Il suo compito sarà profondere sforzi di mediazione tra attori regionali e internazionali, garantendo, al contempo, lo svolgimento di elezioni presidenziali e legislative nel Paese Nord-africano.

La notizia, annunciata dalla Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), è giunta il 6 dicembre, a pochi giorni dal termine del mandato del capo della missione onusiana, Jan Kubis, altresì inviato speciale dell’organizzazione internazionale, il quale, il 17 novembre scorso, ha presentato le sue dimissioni. Stephanie Williams non è una figura nuova nel panorama sia libico sia internazionale. Nello specifico, la diplomatica statunitense ha sostituito l’ex inviato dell’Onu, Ghassan Salamé, a seguito delle dimissioni di quest’ultimo, presentate il 2 marzo 2020, e ha successivamente guidato gli sforzi e le iniziative che hanno portato all’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, e all’avvio del percorso politico libico, fino alla nomina delle autorità esecutive provvisorie, nel mese di febbraio 2021, contribuendo, in tal modo, al più ampio processo di pace e di transizione democratica della Libia. Prima ancora, la consigliera neoeletta aveva ricoperto il ruolo di vice rappresentante speciale politico di UNSMIL, dal 2018 al 2020.

Ora, è stato specificato in una nota della Missione di Sostegno, Williams “condurrà i buoni uffici e gli sforzi di mediazione e gli impegni con le parti interessate regionali e internazionali libiche per dare seguito all’attuazione dei tre percorsi di dialogo intra-libico a livello politico, economico e di sicurezza, sostenendo altresì lo svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari in Libia”. Come precisato dal portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, la nomina di Williams assicura la presenza delle Nazioni Unite in Libia durante un mese molto delicato come quello di dicembre. La consigliera, ha riferito il portavoce, si stabilirà a Tripoli e inizierà a lavorare nei prossimi giorni. Diversamente da quanto accade per l’inviato speciale dell’Onu, la carica di consigliere non richiede l’approvazione dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza. Pertanto, la mossa di Guterres è stata vista come un espediente per evitare un vuoto “imbarazzante” nel Paese Nord-africano, alla luce dell’approssimarsi delle elezioni, attualmente calendarizzate a partire dal 24 dicembre prossimo.

Dal canto suo, l’ex inviato Ghassan Salamé, sul proprio account Twitter, ha ringraziato il Segretario generale Guterres per la decisione presa e per aver conferito a Williams una posizione di responsabilità in Libia, facendo affidamento sulle capacità e sulla determinazione nel portare a termine quanto intrapreso in precedenza. Salamé aveva abbandonato l’incarico dopo circa tre anni dall’inizio del suo mandato, citando come motivazione le proprie condizioni di salute che non gli consentivano più di continuare a sostenere il carico di stress derivante dalla missione stessa, alla luce delle difficoltà riscontrate nel raggiungere la pace e la stabilità in Libia e nel dialogare con i diversi attori in conflitto.

La missione di Kubis, invece, aveva avuto inizio l’8 febbraio 2021. Prima di essere scelto come capo della Missione UNSMIL, Kubis ha rivestito il ruolo di ex-ministro degli Affari Esteri della Repubblica Slovacca, e, successivamente, di coordinatore speciale dell’Onu per il Libano, dal 2019. Inoltre, in passato, è stato anche inviato speciale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan e l’Iraq. Al momento, si è in attesa di scoprire chi sarà il suo successore, ma sono state già avviate trattative in merito. Guterres, da parte sua, si è detto impegnato a garantire la corretta prosecuzione del processo elettorale libico, ritenuto essere un passo fondamentale per il cammino di transizione democratica in Libia. Oltre al futuro capo di Stato, la popolazione libica attende di recarsi alle urne per poter esprimere la propria preferenza anche sui membri del Parlamento. Secondo quanto riferito dal capo della Commissione elettorale, Imad al-Sayeh, le elezioni legislative si terranno dopo 52 giorni dal primo turno delle presidenziali, presumibilmente il 14 febbraio 2022. Entrambe le elezioni rappresentano un momento significativo per l’elettorato libico, che si troverà a scegliere democraticamente le proprie autorità, dopo essere stato testimone, dal 15 febbraio 2011, di crisi e guerra civile.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione