Cipro: riforma sui comuni posticipata a gennaio 2022

Pubblicato il 7 dicembre 2021 alle 9:43 in Cipro Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I partiti della Repubblica di Cipro hanno deciso, lunedì 6 dicembre, di posticipare al nuovo anno il voto in plenaria sui disegni di legge di riforma del governo locale, confermando il loro sostegno al progetto.

In precedenza, era stato concordato che alla sessione straordinaria del 6 dicembre della commissione interna della Camera le parti avrebbero reso note le rispettive posizioni finali sulla questione, e avrebbero fissato anche un giorno per votare i disegni di legge, presumibilmente il 20 dicembre, ultima data possibile prima della pausa del Parlamento per le festività. Al contrario, tali piano sono stati cambiati, e la Camera riprenderà le discussioni direttamente il 13 gennaio, con l’obiettivo di portare i disegni di legge alla successiva sessione plenaria.

Nel frattempo, le parti terranno delibere interne, e dialogheranno con il ministero dell’Interno che ha redatto la normativa. Il rinvio è stato chiesto dalle sentenze Disy, Diko e Verdi. Aristos Damianou, deputato di Akel e presidente della Commissione, ha espresso disappunto per il fatto che, dopo 11 sessioni, le parti non siano riuscite a portare i progetti di legge a conclusione, entro i tempi precedentemente concordati.

Damianou si è appellato a tutte le parti affinché “si rendano conto della portata della loro responsabilità” e “tengano fuori le meschine politiche e gli interessi di partito da uno sforzo il cui scopo ultimo è il bene pubblico”. Rispondendo alle domande, il parlamentare ha riferito che nessuno ha proposto ufficialmente di creare cinque grandi comuni metropolitani, come riportato da alcuni media. Damianou ha lasciato intendere che si trattasse di indiscrezioni volte a confondere le acque e far naufragare il processo. “Se ciò fosse consentito”, ha aggiunto, “la riforma del governo locale non si realizzerebbe nemmeno entro il 2024”.

Il governo prevede la creazione di un massimo di 17 comuni, mediante la fusione di quelli esistenti. Mentre Disy è d’accordo con il progetto del governo, i partiti di opposizione sembrano essersi uniti su una configurazione di 20 comuni. Da parte sua, il vice di Disy, Nikos Sykas, ha sostenuto che la nuova data del 13 gennaio non rappresenta una grave battuta d’arresto.

Pur insistendo sui 17 comuni, ha affermato che l’essenza non sta nel numero, ma piuttosto nell’efficacia della riforma. Senza dubbio, dovranno essere presi in considerazione alcuni criteri, come, come la densità di popolazione e i mezzi economici di ogni nuovo comune.

Allo stesso modo, il deputato Diko, Panicos Leonidou, ha affermato che il ritardo darebbe alle parti più tempo per modificare le rispettive posizioni che, a suo avviso, rappresenterebbe un aspetto positivo. “Non accadrà nulla di male a nessuno lasciando andare avanti la discussione… il dialogo e la comunicazione contribuiranno a rendere la legge più produttiva, trasparente e democratica”, ha spiegato Leonidou.

Secondo il quotidiano Politis, Diko ha avuto un ruolo cruciale in questa svolta. Durante il fine settimana passato, la segreteria del partito ha tenuto una riunione per decidere apparentemente la loro posizione finale. Nel corso della discussione sono emerse divergenze sull’opportunità di tenere un referendum, in modo che i residenti dei comuni e delle comunità avessero l’ultima parola sulle fusioni proposte.

La questione del referendum continua a essere sul tavolo delle trattative, nonostante a marzo 2021 il procuratore generale avesse ritenuto che non potessero essere tenuti per controversie legali: avere plebisciti dopo l’adozione dei disegni di legge implicherebbe che i disegni di legge fossero soggetti a plebisciti, mentre una volta che una legge è stata approvata dal Parlamento, questa è definitiva.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.