Yemen: le tensioni continuano, dalla capitale a Ma’rib

Pubblicato il 6 dicembre 2021 alle 8:13 in Medio Oriente Yemen

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Mentre la coalizione internazionale a guida saudita ha continuato a colpire “obiettivi militari legittimi” nella capitale yemenita Sanaa, le forze filogovernative hanno riferito di aver contrastato i ribelli sciiti Houthi a Ma’rib, nel quadro di quelle che sono state definite le “battaglie più violente”.

È dal 23 novembre scorso che l’alleanza guidata da Riad, intervenuta nel conflitto yemenita per sostenere l’esercito yemenita, ha avviato un’operazione contro Sanaa, città tuttora posta sotto il controllo degli Houthi. Nella sera del 5 dicembre, le forze internazionali hanno riferito di aver distrutto 3 centri operativi, presumibilmente impiegati per lanciare missili e droni nella mattina della medesima giornata. Tale informazione è stata diffusa poche ore dopo che la coalizione ha annunciato di aver intercettato e distrutto 5 droni carichi di esplosivi diretti verso il Regno saudita.

Il giorno precedente, il 4 dicembre, l’alleanza a guida saudita ha dichiarato di aver distrutto uno dei principali siti adibiti allo stoccaggio di armi e rifornimenti, oltre che un magazzino sotterraneo appartenente al gruppo sciita. Gli attacchi contro Sanaa, ha precisato la coalizione, sono giunti in risposta alla perdurante minaccia posta dagli Houthi e ai loro tentativi di colpire oggetti e soggetti civili. L’operazione, inoltre, viene svolta nel rispetto del diritto umanitario internazionale e delle norme consuetudinarie, mentre sono state adottate misure preventive per salvaguardare la vita dei civili ed evitare danni collaterali nella capitale.

Come evidenziato più volte dalla coalizione stessa, l’operazione avviata il 23 novembre rappresenta una risposta alle continue azioni “ostili” degli Houthi a Ma’rib. Tale governatorato, il cui capoluogo omonimo dista circa 120 chilometri dall’Est di Sanaa, rappresenta l’ultima roccaforte delle forze filogovernative nel Nord dello Yemen. Dal mese di febbraio scorso, il gruppo sciita sta portando avanti un’offensiva volta ad espugnare una regione ricca di risorse petrolifere, che gli consentirebbe di completare i propri piani espansionistici nel Nord del Paese. Tuttavia, i ribelli devono far fronte alla forte resistenza dell’esercito yemenita, coadiuvato sia dalla coalizione internazionale a guida saudita sia da tribù e gruppi di resistenza locali.

In tale quadro, una fonte militare dell’esercito yemenita ha riferito che la regione è stata teatro di violenti scontri dalla mezzanotte del 4 dicembre alle 12:00 del giorno successivo. Questi hanno provocato ingenti perdite in termini materiali e di vite umane tra le fila Houthi, tra cui almeno 5 veicoli militari e 7 equipaggi con a bordo rinforzi, mentre decine di ribelli hanno perso la vita sul fronte meridionale di Raudhat Jahm, mentre tentavano di avanzare. Un altro fronte teatro di tensioni è Dhanna, anch’esso situato nel Sud della medesima regione. Ad accompagnare l’artiglieria delle forze filogovernative vi sono stati, anche in questo caso, i raid della coalizione a guida saudita. A tal proposito, fonti mediatiche affiliate agli Houthi hanno riportato che gli aerei da guerra della coalizione hanno lanciato 34 raid a Sirwah e al-Juba, a Ovest e a Sud del governatorato di Ma’rib. La coalizione, da parte sua, ha precisato, il 5 dicembre, di aver condotto 19 attacchi in 24 ore, provocando la morte di circa 115 combattenti ribelli- 

Ciò che continua a destare preoccupazione a livello internazionale è la situazione umanitaria a Ma’rib. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni aveva precedentemente riferito che 55.000 civili sono stati costretti a sfollare, nel periodo che va dal primo gennaio al 3 settembre 2021 nel solo governatorato. Poi, il primo dicembre, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) in Yemen ha sottolineato che la situazione umanitaria è peggiorata e che più di 45.000 persone sono state sfollate da Marib da settembre scorso. Da parte loro, le organizzazioni umanitarie continuano a fornire supporto, “nonostante le difficoltà legate all’accesso e alla mancanza di fondi”. Secondo quanto riferito da UNICEF il 19 ottobre, quattro bambini su 5, pari a 11 milioni, hanno bisogno di assistenza umanitaria.

L’offensiva di Ma’rib si colloca nel più ampio quadro conflitto civile, il quale ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato degli Houthi del 21 settembre 2014. Da allora, ad affrontarsi sui fronti di combattimento in Yemen vi sono, da un lato, i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e, dall’altro lato, le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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