Turchia: “Diversi membri dell’UE e della NATO sono interessati ai droni turchi”

Pubblicato il 6 dicembre 2021 alle 9:51 in Europa NATO Turchia

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Diversi membri dell’Unione Europea e della NATO sono interessati ad acquisire i droni turchi, e nell’industria della Difesa di Ankara in generale. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il 4 dicembre, in occasione della Conferenza Global Strategies in Defense and Aerospace Industry, tenutasi nella provincia orientale dell’Anatolia.

Cavusoglu ha spiegato che per la Polonia, in qualità di Paese membro, è importante aggiungere tali prodotti all’inventario dell’alleanza atlantica e dell’UE dopo aver acquistato i droni armati SIHAs dalla Turchia. Il ministro ha riferito, senza fare nomi, che la Turchia manterrà i contatti con gli altri Paesi interessati. “Se si sta aprendo un’opportunità di pace nella regione oggi, è ovvio il ruolo svolto dai prodotti dell’industria della difesa turca”, ha affermato Cavusoglu, aggiungendo che, in virtù della sicurezza nazionale turca, Ankara deve ricorrere al suo potere deterrente insieme alla diplomazia. Sottolineando che l’industria della difesa benefici l’efficienza turca nelle relazioni internazionali, il ministro ha annunciato che il Ministero degli Esteri ha deciso di stabilire un dipartimento dell’industria della difesa, con l’obiettivo di coordinare gli sforzi.

Lo scorso 15 novembre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva riferito che la Turchia aveva reso la propria industria della difesa indipendente, nonostante le “gang globali”. “Abbiamo elevato la nostra industria della difesa nella lega dei giganti, nonostante gli sforzi delle le gang globali nel cercare di renderci dipendenti”, aveva spiegato il leader turco.

Recentemente, l’industria della difesa turca ha annunciato di essere pronta ad avviare la produzione di massa di veicoli terrestri senza pilota (UGVs) leggeri, di classe media e di classe pesante, nel breve futuro, mentre il magnate dei droni turco Baykar ha reso noto che, nei prossimi due anni, testerà nuovi modelli di velivoli a pilotaggio remoto che miglioreranno le capacità della Turchia nel passaggio dalle operazioni terrestri alle operazioni navali. Come specificato da Haluk Bayraktar, uno dei due fratelli ingegneri a capo della compagnia Baykar, i nuovi droni TB3 saranno in grado di decollare dalle navi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano ungherese Magyar Nemzet, i droni armati turchi KARAYEL-SU, prodotti dalla compagnia turca Vestel Defense Industry, sono stati testati dall’aviazione di Budapest presso la base aerea di Papa. Gaspar Maroth, ufficiale della difesa ungherese, ha spiegato che, dal 2018, l’Ungheria ha attuato una strategia riguardante i droni, rivolgendosi a diverse industrie turche per l’approvvigionamento. I droni KARAYEL-SU hanno un’autonomia di 20 ore, oltre all’autonomia di decollo, atterraggio e volo.

Ad avviso di Erdogan, tutti i droni prodotti dalla Turchia sono molto richiesti a livello globale, grazie alle loro tecnologie di combattimento innovative. I velivoli a pilotaggio remoto Bayraktar TB2, prodotti dalla Baykar, hanno svolto un ruolo chiave in diversi conflitti, come in Siria, Iraq, Libia e Azerbaijan. Ad oggi, la compagnia turca ha contratti con 13 Paesi, tra cui un patto di produzione congiunta con l’Ucraina, e i suoi prodotti sono considerati talmente innovativi da aver rimodellato la moderna visione dei conflitti. Ciò ha reso la Turchia uno dei quattro principali produttori di droni al mondo, insieme a Stati Uniti, Israele e Cina.

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Sofia Cecinini

di Redazione