La Russia vuole garanzie dagli USA sui rapporti NATO-Ucraina

Pubblicato il 6 dicembre 2021 alle 17:58 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo statunitense, Joe Biden, avranno un colloquio in collegamento video il 7 dicembre. Come affermato dal portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, i due parleranno delle tensioni riguardanti l’Ucraina, dell’espansione della NATO verso i confini russi e dell’iniziativa del leader russo per ricevere garanzie di sicurezza.

Di fronte al recente accumulo di soldati al confine tra Russia e Ucraina, più analisti e leader politici si sono chiesti se Putin possa effettivamente lanciare un’offensiva transfrontaliera o se stia usando i militari per fare pressione su Biden per ottenere garanzie sul fatto che l’Ucraina non entrerà a far parte della NATO. Secondo informazioni d’intelligence statunitensi ottenute dal Washington Post e altri media citati da South China Morning Post, il Cremlino potrebbe pianificare un’offensiva all’inizio del 2022 coinvolgendo fino a 175.000 soldati. La notizia ha messo in allarme Washington l’Europa in generale.

Molti analisti dubitano che Putin potrebbe lanciare un’invasione, che provocherebbe inevitabilmente una condanna internazionale e probabilmente nuove sanzioni. Altri credono invece che non sia così. La fondatrice della società di consulenza politica R. Politik Center e studiosa presso il Carnegie Moscow Center, Tatiana Stanovaya, ad esempio, ha affermato: “Putin ha alzato notevolmente la posta. Non sta più bluffando […] È pronto a fare un passo disperato”.

La crisi potrebbe rappresentare il maggior test per l’abilità e l’influenza in politica estera del presidente degli Stati Uniti. In passato, Biden e Putin si sono incontrati più volte, a partire dal 2011 al Cremlino. Al tempo vice presidente, Biden aveva affermato di aver detto al leader russo: “Non penso che tu abbia un’anima” e Putin avrebbe risposto: “Ci capiamo l’un l’altro”. I due si erano incontrati di nuovo nel 2014 a Ginevra per affrontare la questione della pressione militare russa sull’Ucraina e il 16 giugno scorso, sempre a Ginevra ma con Biden in veste di presidente statunitense per la prima volta. I contatti tra i due sono continuati da allora, così come le tensioni.

Il 3 dicembre, Biden ha promesso di rendere “molto, molto difficile” per la Russia lanciare un’invasione, senza però specificare come. Putin ha messo in guardia l’Occidente e Kiev di non superare “linee rosse” del Cremlino, compresa la costruzione di armi in Ucraina. Biden ha quindi risposto: “Non accetterò la linea rossa di nessuno”. Il giorno prima, anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha invitato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, a fornire “garanzie di sicurezza” che la NATO non si avvicinerà al confine con la Russia. Stanovaya ha affermato che potrebbe essere proprio questa la linea di fondo di Putin: “O la NATO fornisce garanzie o la Russia invade l’Ucraina”. Mosca ha però continuato a negare di avere intenzione di eseguire un’aggressione armata e ha accusato invece l’Occidente di fare provocazioni nel Mar Nero.

Alcuni analisti hanno affermato che la Russia sarebbe profondamente preoccupata per i legami più stretti dell’Ucraina con la NATO e starebbe esercitando pressioni per interrompere tale tendenza. La NATO ha riconosciuto Kiev nel giugno 2020 come uno dei pochi “partner dalle opportunità avanzate”, potenzialmente un passo verso l’adesione.

Heather Conley, una ex assistente del segretario di Stato americano per gli affari europei, ha affermato di ritenere che Putin sia disposto ad esercitare una “enorme pressione” nello stallo in Ucraina. Se la Russia dovesse riuscire ad ottenere quello che vuole durante l’incontro tra Putin e Biden e se tutti gli sforzi diplomatici fallissero, per Conley,Putin userebbe mezzi militari per raggiungere il suo obiettivo politico. Al contrario, un importante analista politico vicino al Cremlino, Fyodor Lukyanov, ha affermato di dubitare che Biden e Putin saranno d’accordo su qualcosa di concreto ma non si aspetta che scoppino ostilità se i colloqui dovessero fallire.

Oltre alla tematica dell’Ucraina, poi, tra Biden e Putin c’è un’altra serie di questioni caratterizzata da profonde divergenze, quali trattamento della Russia dei dissidenti politici o il sostegno di Mosca al regime di Bashar Al-Assad in Siria. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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