Erdogan in visita ufficiale in Qatar

Pubblicato il 6 dicembre 2021 alle 9:29 in Qatar Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si trova in visita ufficiale in Qatar, dove rimarrà fino a martedì 7 dicembre, su invito dell’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, e per partecipare al settimo meeting del Comitato supremo strategico Turchia-Qatar a Doha.

Secondo un comunicato rilasciato dalla presidenza turca, durante l’incontro, verranno rinnovati tutti gli aspetti delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, e verranno prese decisioni per approfondire la cooperazione. Oltre a ciò, Erdogan e Al Thani affronteranno anche questioni di interesse regionale e internazionale. Come riferito dal quotidiano turco Hurriyet Daily, nell’occasione, è prevista la firma di diversi memorandum di intesa che porteranno un contributo significativo alle basi contrattuali delle relazioni tra Turchia e Qatar.

Nei giorni precedenti alla partenza di Erdogan, il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, a sua volta in visita in Qatar, ha riferito che la cooperazione tra i due Paesi mira a proteggere gli interessi ed i diritti dei cittadini qatarioti e turchi, e a migliorare la capacità di deterrenza, e non a intimidire altri Stati. A detta del ministro, le forze armate, aeree e navali turche e qatariote continueranno a condurre esercitazioni congiunte per massimizzare le proprie capacità.

Domenica 5 dicembre, l’ambasciatore qatariota ad Ankara, Mohammed bin Nasser Al Thani, ha riferito che il Qatar e la Turchia rafforzeranno le relazioni strategiche e “daranno una spinta per aprire nuovi orizzonti”. A suo dire, i due Paesi condividono visioni identiche sulla maggior parte delle questioni internazionali.

Le dichiarazioni dell’ambasciatore qatariota sono in linea con quelle rilasciate il 26 novembre, in occasione della 143esima assemblea dell’Unione interparlamentale (IPU), tenutasi a Madrid, dal portavoce del Parlamento di Ankara, Mustafa Sentop, il quale aveva affermato che la Turchia avrebbe sempre supportato gli obiettivi del Qatar nelle questioni regionali e internazionali. A margine dell’evento, Sentop aveva colloquiato con il presidente dello Shura Coincil del Qatar, Hassan bin Abdullah al-Ghanim, al quale aveva riferito di credere che l’amicizia e la fratellanza tra i due Parlamenti sarebbe continuata in futuro. “Il comune futuro politico dei leader della Turchia e del Qatar porterà le relazioni a un livello perfetto”, aveva dichiarato Sentop, aggiungendo di attribuire una grande importanza alla ripresa dei dialoghi di alto livello con gli altri Paesi della regione.

Il Qatar e la Turchia, entrambi sostenitori della Fratellanza Musulmana, hanno assunto la medesima posizione in diverse crisi nella regione del Medio Oriente e Nord Africa, tra cui quella libica. Dall’aprile 2016, Ankara possiede la base Qatar-Turkey Combined Joint Force Command, a Doha, del valore di 39 milioni di dollari. In seguito allo scoppio della crisi del Golfo, il 5 giugno 2017, tale struttura, inizialmente destinata soltanto all’addestramento militare, è stata convertita in una base operativa con capacità militari più complesse. Nell’agosto 2019, la Turchia ha poi annunciato l’apertura di una nuova base militare in Qatar, inaugurata nel dicembre dello stesso anno, con il nome di Khalid Bin Al Walid Military Camp.

L’asse Doha-Ankara è stato particolarmente rafforzato nel mese di giugno 2017, con un accordo, approvato e ratificato sia dal Parlamento turco sia dal presidente turco, il quale prevede la creazione di un meccanismo volto a rafforzare la formazione militare dei due Paesi, attraverso esercitazioni militari congiunte e il reciproco invio di truppe.  Il Qatar ha interesse negli armamenti della Turchia, soprattutto grazie alla performance di successo dei droni turchi in diversi fronti di combattimento, dalla Libia alla Siria all’Iraq, così come nel conflitto del Nagorno- Karabach, dove Ankara ha mostrato di fare sempre più affidamento sui droni, considerandoli tra i più importanti asset militari-industriali che sostengono la sua ascesa come potenza regionale. Secondo alcuni esperti, l’uso dei droni da parte della Turchia “cambierà la natura del potere terrestre”, in modo da minare le strutture di forza esistenti, così come avvenuto con l’Astrocorazzata, che ha reso obsolete le precedenti classi di corazzate, o con la portaerei, che ha reso le stesse navi da guerra obsolete all’inizio della Seconda guerra mondiale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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