Emirati Arabi Uniti -Iran: il disgelo nelle relazioni è sempre più tangibile

Pubblicato il 6 dicembre 2021 alle 16:28 in Emirati Arabi Uniti Iran

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Il principale consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti (UAE), Sheikh Tahnoon bin Zayed al-Nahyan, ha intrapreso una visita in Iran, oggi, lunedì 6 dicembre, la prima annunciata ufficialmente da quando i due Paesi hanno interrotto le relazioni diplomatiche, nel 2016. La mossa è stata vista come un ulteriore segnale di disgelo nelle relazioni tra Teheran ed Abu Dhabi.

Sheikh Tahnoon, fratello del principe ereditario emiratino, Mohammed bin Zayed, sovrano de facto del Paese del Golfo, ha tenuto dapprima colloqui con il suo omologo iraniano, Ali Shamkhani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale (SNSC), e, successivamente, ha incontrato il presidente dell’Iran, Ebrahim Raisi. I colloqui di oggi, svoltisi nella capitale Teheran, hanno riguardato soprattutto le relazioni bilaterali tra Iran ed UAE e alcune questioni regionali di mutuo interesse. Shamkhani, da un lato, ha sottolineato che è possibile raggiungere sicurezza e stabilità a lungo termine, ma solo cooperando a livello regionale, mentre ha affermato che la visita della delegazione emiratina in Iran rappresenta una “nuova pagina” nelle relazioni tra Teheran ed Abu Dhabi, che apre la strada verso un loro maggiore sviluppo e rafforzamento in diversi ambiti. In generale, ha dichiarato il consigliere iraniano, stringere rapporti con i Paesi vicini e favorire scambi economici, commerciali e in termini di investimento è tra le priorità di Teheran in materia di politica estera. Inoltre, l’Iran crede che il dialogo e la comprensione reciproca debbano sostituire un approccio di natura militare nel risanare le divergenze. Tuttavia, ha specificato Shamkhani, è altresì necessario che le questioni interne e regionali non subiscano l’influenza di attori esterni.

Dall’altro lato, anche Thanoon bin Zayed ha affermato che il proprio Paese desidera sviluppare legami “fraterni” con i vicini regionali, Iran incluso, il quale costituisce un Paese da una valenza geopolitica, che collega l’Est e l’Ovest del mondo. A tal proposito, il consigliere di Abu Dhabi ha proposto la formazione di gruppi di lavoro per ciascuna delle due nazioni, al fine di identificare i possibili ambiti di cooperazione congiunta a livello economico, energetico, sanitario e in materia di transiti, e gli ostacoli da rimuovere.

Alle parole del consigliere emiratino hanno fatto seguito quelle di Anwar Gargash, alto consigliere diplomatico del presidente emiratino, nonché ex ministro di Stato degli Affari Esteri, secondo cui la visita del 6 dicembre è da inserirsi nel quadro degli sforzi profusi dagli UAE per rafforzare i canali di comunicazione e cooperazione a livello regionale, nell’interesse della nazione. Come specificato da Gargash sul proprio account Twitter, Abu Dhabi desidera promuovere stabilità e prosperità, sviluppando relazioni positive basate sul dialogo, condividendo e gestendo “visioni divergenti”. Era stato proprio Gargash a lanciare il primo segnale di un possibile riavvicinamento tra Teheran ed Abu Dhabi, quando, il 30 novembre, aveva riferito che una delegazione degli Emirati Arabi Uniti si sarebbe recata presto in Iran, con l’obiettivo di “aprire una nuova pagina” nelle relazioni tra i due Paesi. Pochi giorni prima, il 24 novembre, lo stesso consigliere emiratino aveva tenuto un incontro, definito “insolito”, con il viceministro degli Esteri dell’Iran per gli affari politici, Ali Bagheri Kani.

Abu Dhabi ha interrotto le relazioni con Teheran a gennaio 2016, sulla scia di Riad. Tuttavia, da allora gli UAE e l’Iran hanno comunque mantenuto legami e delegazioni emiratine hanno visitato Teheran negli ultimi tre anni, sia segretamente sia pubblicamente. Ciò, secondo alcuni, deriverebbe da una “diplomazia collettiva” multilaterale promossa dal principe ereditario, Mohammad bin Zayed, il cui l’obiettivo è disinnescare le tensioni tra gli Stati del Medio Oriente e del Golfo. Ad ogni modo, al pari dell’Arabia Saudita, gli Emirati si sono spesso schierati sul lato opposto rispetto all’Iran in una serie di conflitti regionali, siriano e yemenita in primis. A tal proposito, Abu Dhabi è un membro della coalizione internazionale guidata da Riad che, il 26 marzo 2015, è intervenuta nel conflitto civile in Yemen per sostenere l’esercito filogovernativo e il presidente Rabbo Mansour Hadi. Teheran, dal canto suo, continua tutt’oggi ad appoggiare le milizie di ribelli sciiti Houthi. Ad oggi, la perdurante guerra in Yemen è una delle maggiori fonti di preoccupazione per Riad ed Abu Dhabi in merito al comportamento dell’Iran. A tal proposito, gli UAE hanno spesso mostrato solidarietà all’alleato saudita a fronte degli attacchi, attribuiti ai ribelli Houthi, contro petroliere al largo delle acque del Golfo e alle infrastrutture energetiche saudite. Parallelamente, l’Iran è stato molto critico verso gli Accordi di Abramo, siglati, il 15 settembre 2020, da Israele e alcuni Paesi arabi, tra cui proprio gli UAE, che hanno portato alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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