Stati Uniti: “iniziative globali” contro l’invasione russa dell’Ucraina

Pubblicato il 4 dicembre 2021 alle 11:02 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha dichiarato di star elaborando una serie di iniziative globali per contrastare l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, mentre aumentano i timori riguardo ad un’offensiva militare su larga scala imminente. 

Secondo quanto riferito il 3 dicembre, la Casa Bianca ha ribadito la sua preoccupazione sul tema, specificando che Washington non è disposta ad accettare le “linee rosse” imposte da Mosca. Come suggerito anche dalle parole del presidente stesso, la questione sarà discussa durante un colloquio bilaterale con il suo omologo, Vladimir Putin. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato la notizia, aggiungendo che l’incontro svolgerà la sera del 7 dicembreIntanto, più di 94.000 soldati russi sono stati stanziati vicino ai confini dell’Ucraina, secondo quanto ha affermato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov. Questo ha citato rapporti di intelligence secondo cui Mosca starebbe pianificando un’offensiva militare su larga scala, entro la fine di gennaio.

“Quello che sto facendo è mettere insieme quella che ritengo essere la serie di iniziative più completa e significativa per rendere molto, molto difficile per il signor Putin andare avanti e fare ciò che le persone sono preoccupate che farà”, ha dichiarato Biden a proposito, senza entrare nei dettagli. Più tardi, lo stesso 3 dicembre, mentre partiva per una visita a Camp David, il presidente degli USA ha accennato nuovamente il tema ai giornalisti: “Siamo consapevoli delle azioni della Russia da molto tempo e la mia aspettativa è che avremo una lunga discussione con Putin”. “Non accetto le linee rosse di nessuno”, ha specificato, facendo riferimento alle richieste di Mosca riguardo all’Ucraina.

La Russia, da parte sua, ha accusato l’Ucraina e gli Stati Uniti di portare avanti attività destabilizzanti e ha suggerito che sia Kiev a prepararsi a lanciare una propria offensiva nell’Ucraina orientale, un’ipotesi che le autorità ucraine hanno negato. Rivolgendosi ai funzionari russi e ambasciatori stranieri, durante una cerimonia al Cremlino, Putin ha sottolineato che Mosca è in cerca di “garanzie di sicurezza a lungo termine” da parte dell’Occidente. In particolare, il presidente russo ha fatto riferimento all’interruzione del dispiegamento militare della NATO vicino ai confini della Federazione e alla limitazione dell’espansione dell’Alleanza Atlantica verso Est. Mosca avrebbe bisogno non solo di rassicurazioni verbali, ma di “garanzie legali”, ha sottolineato Putin. “Non chiediamo condizioni speciali per noi stessi e siano consapevoli che qualsiasi accordo debba tenere conto degli interessi della Russia e di tutti i Paesi Euro-atlantici”, ha proseguito il capo del Cremlino, aggiungendo: “Una situazione stabile deve essere assicurata a tutti. Questo è ciò che è necessario”.

A proposito delle possibili azioni da intraprendere contro Mosca, funzionari statunitensi e ucraini hanno avvertito dell’elaborazione di nuove sanzioni economiche contro la Russia. “Fin dall’inizio di questa amministrazione abbiamo dimostrato che gli Stati Uniti e i nostri alleati sono disposti a utilizzare una serie di strumenti per affrontare azioni russe dannose”, ha dichiarato un alto funzionario statunitense, che è voluto rimanere anonimo, rispondendo alle domande sul piano di Biden riguardo alla situazione in Ucraina. “Non esiteremo a utilizzare questi e altri strumenti in futuro”, ha aggiunto. Parallelamente, l’addetta stampa della Casa Bianca, Jen Psaki, ha affermato in un briefing che l’assistenza alla sicurezza per l’Ucraina è in elaborazione. 

Secondo quanto reso noto, il 25 novembre, dall’agenzia di stampa statunitense Bloomberg, i preparativi “dell’invasione russa in Ucraina” avrebbero interessato anche la Kamchatka, dove sarebbero state distribuite Forze Armate in caso dell’inizio di una “guerra globale”. Inoltre, citando analisi di esperti internazionali, la testata statunitense ha spiegato l’improbabilità che un’invasione su larga scala possa verificarsi prima di gennaio a causa del terreno fangoso e della necessità di mobilitare truppe aggiuntive. Inoltre, nelle ultime due settimane, sono incrementate le dichiarazioni rilasciate da funzionari statunitensi, NATO, europei e ucraini riguardo a “insoliti movimenti di truppe russe in prossimità dell’Ucraina”. Il capo dell’intelligence militare del Paese Est-Europeo, Kyrylo Budanov, ha dichiarato al quotidiano Military Times, citato da Reuters, che la Russia aveva più di 92.000 soldati ammassati attorno ai confini ucraini. Secondo Budanov, Mosca si starebbe preparando a sferrare un attacco contro Kiev entro la fine di gennaio o l’inizio di febbraio. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione