L’ipotesi di una missione diplomatica europea in Afghanistan

Pubblicato il 4 dicembre 2021 alle 10:15 in Afghanistan Europa Francia

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Sabato 4 dicembre, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che i Paesi europei stanno lavorando per avviare una missione diplomatica congiunta in Afghanistan per consentire ai loro ambasciatori di tornare nel Paese.

Gli Stati Uniti, insieme a molti altri Paesi occidentali, hanno chiuso le loro ambasciate e ritirato i diplomatici quando i talebani hanno conquistato Kabul con la forza, il 15 agosto. “Stiamo pensando ad un’organizzazione tra diversi Paesi europei”, ha dichiarato Macron ai giornalisti da Doha, in Qatar, mentre si stava per dirigere in Arabia Saudita. “Un luogo comune per diversi europei, che consentirebbe ai nostri ambasciatori di essere presenti”, ha aggiunto il presidente francese. “Si tratta di un’iniziativa diversa da un riconoscimento politico o da un dialogo politico con i talebani”, ha specificato. “Avremo una rappresentanza non appena sarà possibile”, ha quindi dichiarato Macron, aggiungendo che è ancora necessario risolvere i problemi di sicurezza.

Separatamente, il 3 dicembre, la Francia ha effettuato una missione di evacuazione dall’Afghanistan, che ha interessato 258 cittadini afgani, 11 francesi, circa 60 olandesi e un numero imprecisato di persone a loro legate. La notizia è stata riferita da un portavoce del Ministero degli Esteri francese e l’operazione è stata organizzata con l’aiuto del Qatar, secondo un comunicato di Parigi. Tra le persone interessate dalla misura ci sono cittadini afghani a rischio, come giornalisti e altri individui che hanno collaborato con le forze armate francesi. Dal 10 settembre, 110 francesi e 396 afgani sono stati evacuati dall’Afghanistan su 10 voli organizzati con l’aiuto del Qatar, ha aggiunto la nota di Parigi. 

Inoltre, la Francia e il Qatar hanno gestito congiuntamente una missione umanitaria, il 2 dicembre, consegnando attrezzature mediche, cibo e forniture invernali alle organizzazioni internazionali che operano nel Paese, utilizzando un aereo militare qatarino. La notizia era stata riferita da un portavoce del Ministero degli Esteri francese. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ha definito “allarmante” la situazione dell’Afghanistan per i prossimi 13 mesi. L’UNDP ha previsto che la povertà potrebbe diventare quasi universale entro la metà del 2022.

Il Paese deve affrontare una carestia e la mancanza diffusa dei beni di prima necessità, accompagnata da una costante crisi di liquidità, con lo Stato che non riesce a pagare gli stipendi da mesi e la siccità che contribuisce ad affamare la popolazione. Le conseguenze sono estremamente gravi e le Nazioni Unite parlano di una “catastrofe umanitaria” in corso in Afghanistan. 

Al momento, le posizioni delle grandi potenze riguardo ad un possibile riconoscimento del governo talebano a Kabul sono disparate. Sebbene il rapporto tra i talebani e Mosca sia complesso, la Russia è favorevole a dichiarare legittimo l’esecutivo ad interim. La stessa posizione è stata espressa dalla Cina. La Commissione Europea, invece, chiede maggiori garanzie riguardanti la sicurezza nazionale ed internazionale e la tutela dei diritti delle minoranze e delle donne. Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno sottolineato in diverse occasioni che il governo talebano verrà giudicato sulla base delle sue azioni. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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