Le elezioni presidenziali in Gambia

Pubblicato il 4 dicembre 2021 alle 15:14 in Africa Gambia

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Il 4 dicembre, i cittadini del Gambia stanno votando per la prima volta per eleggere il proprio presidente, da quando l’ex sovrano, Hyahya Jammeh, è stato costretto all’esilio. 

L’attuale presidente, Adama Barrow, deve affrontare altri cinque candidati per ottenere la rielezione, in quella che gli esperti ritengono che sarà una corsa serrata. Il veterano politico Ousainou Darboe è considerato il principale candidato dell’opposizione. Quando la votazione è iniziata alle 8 del mattino, ora locale, si erano già formate lunghe code fuori dai seggi elettorali. I risultati preliminari sono attesi già per domenica 5 dicembre.

Il sovrano autocratico di lunga data, Jammeh, è stato costretto all’esilio nel gennaio 2017 dopo che Barrow, all’epoca relativamente sconosciuto, lo aveva sconfitto alle urne, nelle elezioni del primo dicembre 2016. I Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (in inglese Economic Community of West African States o ECOWAS) hanno avviato l’operazione denominata “Restore Democracy”, concedendo due giorni di tempo a Jammeh, per lasciare il Paese. 

Il 19 gennaio 2017, le truppe dell’ECOWAS sono entrate nella capitale del Gambia. Il 22 gennaio, infine, Jammeh è stato costretto all’esilio nella Guinea Equatoriale e Barrow, che si era rifugiato in Senegal per sfuggire alle minacce, è rientrato in Gambia, divenendo ufficialmente il presidente. A seguito dell’estradizione dell’ex dittatore, circa 45.000 cittadini gambiani, rifugiatisi in Senegal all’inizio del conflitto, sono rientrati in patria. 

Il governo di Barrow ha quindi istituito la “Commissione per la Verità, la Riconciliazione e le Riparazioni” (nota con l’acronimo in inglese TRRC), per indagare sui crimini commessi durante i 22 anni di governo di Jammeh. In tale contesto, sono state ascoltate testimonianze su presunte torture autorizzate dallo Stato, squadroni punitivi e un generale clima di terrore che sembra aver colpito anche le persone più vicine al dittatore. 

I risultati sono attesi con impazienza dalle organizzazioni per la tutela dei diritti umani, che sperano che la Commissione raccomandi di perseguire Jammeh. A tale proposito, Barrow aveva da tempo indicato che avrebbe aspettato le raccomandazioni della TRRC prima di chiedere un’azione legale contro il suo predecessore. A fine agosto, il procuratore capo della Commissione, Essa Faal, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 4 dicembre.

Oggi, le nuove elezioni metteranno ulteriormente alla prova la transizione democratica del Gambia. Quasi un milione di persone su 2,5 milioni di abitanti si sono registrati per votare. Nel Paese africano viene utilizzato un insolito metodo di voto, introdotto negli anni ’60 a causa del diffuso analfabetismo. In pratica, per ogni candidato presidenziale viene disposta un’urna elettorale in ogni seggio e gli elettori marcano la propria scelta lasciando cadere una biglia all’interno di una delle urne. 

“Centinaia di persone hanno fatto la fila e hanno aspettato”, ha riferito Ahmed Idris ad al-Jazeera, da un seggio elettorale nella capitale, Banjul, osservando che la “massiccia affluenza alle urne” non è stata “una sorpresa”. “Questa è la prima elezione in molti anni in cui una persona può andare a votare senza doversi preoccupare di essere osservato, intimidito o arrestato dopo il voto”, ha aggiunto. “Ora le persone godono di una maggiore libertà. La gente ha capito il valore delle elezioni come un mezzo per la pace. I gambiani amano la pace e vedono le elezioni come un mezzo pacifico per eleggere i loro leader”, ha affermato Sait Matty Jaw, docente presso l’Università del Gambia.

Anche se questa volta l’ex sovrano Jammeh non avrà una propria urna elettorale, il suo ritorno in politica e nel Paese è stato un tema centrale nella corsa alle elezioni. In una serie di discorsi telefonici, l’uomo ha esortato folle di simpatizzanti a non votare per Barrow, ma a sostenere una coalizione guidata dal candidato dell’opposizione Mammah Kandeh, che era arrivato terzo nel 2016.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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