USA e Corea del Sud aggiornano la loro alleanza militare

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 12:50 in Corea del Sud USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, e il suo omologo Sud-coreano, Suh Wook, hanno dichiarato di aver esaminato e aggiornato i metodi di deterrenza nei confronti della Corea del Nord e hanno sottolineato un ruolo regionale in crescita per Seoul, in occasione del 53esimo “Security Consultative Meeting”, il 2 dicembre. Per la prima volta, nella dichiarazione congiunta di fine incontro è stata sottolineata “l’importanza di preservare la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan”.

Da un lato, Austin ha dichiarato che gli sviluppi di missili e armi da parte della Corea del Nord sono sempre più destabilizzanti per la sicurezza regionale. Suh ha poi aggiunto che “uno scenario di sicurezza in evoluzione” ha spinto gli Stati Uniti e la Corea del Sud ad aggiornare le linee guida strategiche su come pianificare un potenziale conflitto con la Corea del Nord, nonché a rivedere il loro comando militare combinato, per la prima volta dal 2010. Più funzionari statunitensi e Sud-coreani hanno però sottolineato che gli aggiornamenti ai piani di guerra sono operazioni di routine e non una preparazione al conflitto. Secondo le disposizioni attuali, saranno gli Stati Uniti ad avere il comando delle truppe alleate in caso di guerra, ma la Corea del Sud sta cercando di ottenere il “controllo operativo” (OPCON). Gli Stati Uniti hanno anche riaffermato il loro impegno a fornire una deterrenza estesa alla Corea del Sud, compreso l’uso delle sue armi nucleari, insieme alle capacità di difesa convenzionali e ai missili.

In un incontro separato con Austin del 2 dicembre, poi, il presidente Sud-coreano, Moon Jae-in, ha chiesto agli Stati Uniti di sostenere la sua proposta per una “dichiarazione di fine guerra” con Pyongyang, volta a ridurre le tensioni con la Corea del Nord e a far ripartire i colloqui sulla denuclearizzazione Nord-coreana, che sono in una fase di stallo.  Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine alla guerra. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato trattato di pace. Ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo. In tale quadro, però, la Corea del Nord accusa la Corea del Sud e gli Stati Uniti di alimentare le tensioni con le loro attività militari congiunte, mentre gli alleati affermano che le loro forze sono necessarie per scoraggiare Pyongyang.

Dall’altro lato, le parti hanno discusso anche di questioni oltre la penisola coreana, quali la Cina. La menzione dello Stretto di Taiwan nella dichiarazione congiunta rispecchierebbe il linguaggio utilizzato per la prima volta dal presidente sudcoreano Moon Jae-in a maggio quando ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Washington. La questione di Taiwan è particolarmente delicata per la Corea del Sud, che ha cercato di bilanciare tra le sue relazioni economiche con la Cina e le pressioni di Washington sui suoi alleati per contrastare la crescente influenza di Pechino. La dichiarazione è arrivata lo stesso giorno in cui il consigliere per la sicurezza nazionale della Corea del Sud si è recato in Cina per incontrare il suo massimo diplomatico e in seguito alle osservazioni dell’ex primo ministro giapponese, Shinzo Abe, secondo cui un’invasione cinese di Taiwan sarebbe un pericolo per il Giappone.

Gli incontri del 2 dicembre sono stati il primo “Security Consultative Meeting” ufficiale tra USA e Corea del Sud da quando il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si è insediato alla Casa Bianca, il 21 gennaio scorso. Austin si è recato a Seoul con altri alti comandanti militari degli Stati Uniti.

Il 28 novembre, il Pentagono ha pubblicato una revisione globale del posizionamento militare del Paese, la Global Posture Review (GPR), che richiede un’ulteriore cooperazione con alleati e partner per scoraggiare “potenziali aggressioni militari cinesi e minacce dalla Corea del Nord”. Tra le iniziative previste vi è la decisione di stanziare permanentemente uno squadrone di elicotteri d’attacco Apache e il quartier generale della divisione di artiglieria in Corea del Sud. La Corea del Sud già ospita circa 28.500 soldati statunitensi le, U.S. Forces Korea (USFK). I militari di Washington sono presenti nel territorio Sud-coreano dalla Guerra di Corea, combattuta dal 1950 al 1953, e non hanno lasciato il Paese a causa della “minaccia coreana”. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese  

di Redazione