Ucraina: USA “molto preoccupati” per le attività militari russe

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 9:41 in Russia USA e Canada Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti hanno dichiarato che il monitoraggio dell’attività militare russa vicino all’Ucraina ha messo in luce dettagli “che suscitano molta preoccupazione”. A rivelarlo, la sera del 2 dicembre, è stato il generale dell’Esercito degli USA, Mark Milley, nonché presidente del Joint Chiefs of Staff.

La notizia è stata riportata, il 3 dicembre, da Reuters. Secondo la testata internazionale, Milley si è rifiutato di fornire informazioni sulle opzioni che Washington potrebbe prendere in considerazione in caso di invasione russa. Ribadendo il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina, Milley ha dichiarato che, qualora Mosca decidesse di procedere con un’aggressione palese contro l’Ucraina, entrerebbero in gioco “significativi interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti e degli Stati membri della NATO”. Il generale degli USA si è rifiutato di dichiarare pubblicamente la stima del numero di forze russe vicino all’Ucraina, ma ha suggerito che le sue preoccupazioni andavano oltre il numero indicativo circolato nelle testate giornalistiche, ovvero di circa 92.000 militari. “Non ho intenzione di rivelare quali aspetti stiamo tracciando e quali indicatori stiamo utilizzando, da un punto vista dell’intelligence”, ha affermato Milley, aggiungendo, però, che tali fattori sono in costante monitoraggio.

Lo stesso giovedì, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha tenuto un bilaterale con il suo omologo russo, Sergey Lavrov, a margine del vertice dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a Stoccolma. Nel corso del vertice, Blinken ha avvertito il suo omologo di “serie conseguenze” che la Russia avrebbe affrontato se avesse invaso l’Ucraina. Inoltre, il funzionario degli USA ha esortato Lavrov a cercare una “via d’uscita diplomatica” dalla crisi nel Donbass. Il segretario di Stato ha affermato che Russia e Ucraina dovrebbero adempiere pienamente ai propri obblighi nell’ambito del processo di pace di Minsk del 2014, progettato per porre fine alla guerra tra i separatisti filo-russi e le forze governative ucraine nel Donbass, regione situata nell’Est dell’ex Repubblica Sovietica. Dall’altra parte, Lavrov ha rivelato ai giornalisti che Mosca è pronta al dialogo con Kiev. “Noi, come ha affermato il presidente, Vladimir Putin, non vogliamo alcun conflitto”, ha ribadito il ministro russo.

L’avvertimento si colloca nel quadro delle recenti dichiarazioni di Washington, che ha affermato, il giorno prima, che sarebbe stata pronta ad adottare risposte “decise” e a varare “dure sanzioni” in caso di aggressione russa contro l’Ucraina. Rivolgendosi ai funzionari russi e ambasciatori stranieri, durante una cerimonia al Cremlino, Putin ha sottolineato che Mosca è in cerca di “garanzie di sicurezza a lungo termine” da parte dell’Occidente. In particolare, il presidente russo ha fatto riferimento all’interruzione del dispiegamento militare della NATO e degli USA vicino ai confini della Federazione, ma anche alla limitazione dell’espansione dell’Alleanza Atlantica verso Est. “Nel dialogo con gli Stati Uniti e i suoi alleati, insisteremo per elaborare accordi specifici che escludano qualsiasi spostamento della NATO verso Est e il dispiegamento di sistemi missilistici” nelle vicinanze del territorio russo perché rappresentano una “minaccia”, ha affermato il presidente. Mosca avrebbe bisogno non solo di assicurazioni verbali, ma di “garanzie legali”, ha continuato Putin. “Non chiediamo condizioni speciali per noi stessi e siano consapevoli che qualsiasi accordo deve tenere conto degli interessi della Russia e di tutti i Paesi Euro-atlantici”, ha proseguito il capo del Cremlino, aggiungendo: “Una situazione stabile deve essere assicurata a tutti. Questo è ciò che è necessario”.

Prima della ministeriale della NATO, svoltasi il primo dicembre a Riga per discutere di aggressione russa, il ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha richiesto all’Alleanza di preparare un pacchetto di sanzioni per contrastare la “imminente aggressione russa”. “Siamo fiduciosi che, unendo gli sforzi e agendo in modo coordinato, saremo in grado di contrastare la Russia”, ha affermato Kuleba, aggiungendo che lo scopo sarebbe proprio spingere il presidente della Federazione ad abbandonare l’idea di avviare un’operazione militare lungo il fianco Orientale dell’Ucraina. Durante la prima giornata del multilaterale della NATO, i ministri dei 30 Paesi membri hanno avvisato la Russia che, nel caso di aggressione, avrebbe pagato un “prezzo molto alto”, mentre Mosca ha ricordato all’Occidente di prestare attenzione a non “varcare alcuna linea rossa”. Parlando ai giornalisti a Riga, il 30 novembre, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha affermato che la Russia “pagherà un alto prezzo se userà ancora la forza” contro l’Ucraina, ricordando che l’Occidente ha già imposto misure economiche, finanziarie, e sanzioni politiche contro Mosca per le azioni del 2014. “Dobbiamo essere pronti al peggio”, ha detto Stoltenberg, sottolineando che un’aggressione su larga scala non sarebbe una novità perché è quanto “è già stato fatto”, nel 2014, anno di annessione della Crimea e del supporto dei separatisti nel Donbass. Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha affermato che Washington è “molto preoccupata per i movimenti lungo il confine ucraino” e ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione russa in Ucraina scatenerebbe “serie conseguenze”.

Quanto all’accumulo militare russo, è importante ricordare quanto reso noto, il 25 novembre, dall’agenzia di stampa statunitense Bloomberg. I preparativi “dell’invasione russa in Ucraina” si sarebbero estesi anche nella regione del Kamchatka, dove sarebbero state distribuite Forze Armate in caso di “guerra globale”. Inoltre, citando analisi di esperti internazionali, la testata statunitense ha spiegato l’improbabilità che un’invasione su larga scala possa verificarsi prima di gennaio a causa del terreno fangoso e della necessità di mobilitare truppe aggiuntive. Nelle ultime due settimane, sono incrementate le dichiarazioni rilasciate da funzionari statunitensi, NATO, europei e ucraini riguardo a “insoliti movimenti di truppe russe in prossimità dell’Ucraina”. Il capo dell’intelligence militare del Paese Est-Europeo, Kyrylo Budanov, ha dichiarato al quotidiano Military Times, citato da Reuters, che la Russia aveva più di 92.000 soldati ammassati attorno ai confini ucraini. Secondo Budanov, Mosca si starebbe preparando a sferrare un attacco contro Kiev entro la fine di gennaio o l’inizio di febbraio. Un attacco di tale portata, ha spiegato il capo dell’intelligence, includerebbe attacchi aerei e attacchi corazzati. Questi sarebbero poi seguiti da assalti aerei a Est, assalti anfibi a Odessa e Mariupol, nonché da un’incursione più ridotta tramite la Bielorussia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione