Ucraina: al via la costruzione di due basi navali sul Mar Nero

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 10:22 in UK Ucraina

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Il Ministero della Difesa dell’Ucraina ha annunciato, venerdì 3 dicembre, di aver avviato i lavori per la costruzione di due basi navali. Una a Berdyansk, città portuale dell’Ucraina Sud-Orientale, e l’altra a Ochakov, città nell’Ucraina Meridionale, bagnata dalle acque del Mar Nero.

A riportarlo, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Durante un briefing al Parlamento, il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, entrato in carica il 4 novembre, ha spiegato che le due nuove basi navali rientrano all’interno del memorandum firmato, il 26 giugno scorso, con la Gran Bretagna. Il focus dell’intesa tra Londra e Kiev era stato posto sullo sviluppo della potenza navale ucraina. “Stiamo passando alla fase pratica della costruzione di due basi navali a Berdyansk e Ochakovo e ad altri contatti nel quadro degli accordi con il Regno Unito”, ha detto Reznikov, parlando alla Rada. Nel mese di giugno, il ministro britannico per gli Appalti della Difesa, Jeremy Quinn, e il viceministro della Difesa ucraino, Oleksandr Mironyuk, hanno firmato un memorandum sulla produzione congiunta di navi da guerra che sarebbero state destinate alle Forze Navali ucraine.

Più tardi, il 22 novembre, il Foreign Office britannico ha pubblicato il testo completo dell’accordo quadro con l’Ucraina. Nel documento, citato da RIA Novosti, si legge che Londra si impegna a fornire all’Ucraina un prestito di 1,7 miliardi di sterline per l’acquisto di armi e per la costruzione di infrastrutture navali. Secondo i termini dell’intesa, il prestito dovrà finanziare contratti con fornitori britannici, quindi, almeno il 50% dei prodotti bellici acquistati dovrà essere di fabbricazione britannica. Il documento rileva che la decisione è stata presa tenendo conto della necessità di garantire l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina, nonché di proteggere la navigazione delle navi civili e le acque territoriali del Mar Nero e del Mar d’Azov. Inoltre, il memorandum è stato concordato anche tenendo in considerazione della capacità finanziaria della Gran Bretagna, la quale è in una posizione favorevole che le consente di fornire supporto sotto forma di prestiti. Tra gli altri elementi, nell’intesa di fa riferimento al finanziamento dei costi di manutenzione di due navi antimine classe Sundown, alla produzione congiunta di otto navi missilistiche, alla consegna e modifica di sistemi militari su navi esistenti, alla produzione congiunta di una fregata. Infine, alla consulenza e al supporto tecnico da parte britannica nella costruzione di basi navali. L’accordo di prestito è stato presentato al Parlamento britannico il 12 novembre e non è ancora entrato in vigore.

Nonostante l’accordo quadro tra Kiev e Londra, è importante sottolineare che gran parte dei sostegni militari verso l’Ucraina giungono da Washington. Solo nel 2021, il volume di assistenza finanziaria ricevuta dagli Stati Uniti è stato di oltre 130 milioni di dollari. Tale somma è da collocare nel quadro di un pacchetto di assistenza, dal valore di oltre 2,5 miliardi di dollari, elaborato a partire dal 23 febbraio 2014. In tale anno, la Russia aveva annesso la penisola di Crimea e aveva iniziato a supportare sia militarmente sia economicamente i separatisti nel Donbass, regione dell’Ucraina Orientale dov’è tutt’ora in corso una guerra. Tra il 2014 e il 2016, Kiev ha ricevuto circa 2.000 giubbotti antiproiettile, 35 veicoli blindati HMMWV e altre attrezzature belliche come 130 Hummers e diverse tipologie di imbarcazioni ad alta velocità. Infine, l’Esercito di Kiev ha anche aggiunto al proprio arsenale tecnico oltre 2000 dispositivi per la visione notturna. Nel 2018, il Pentagono ha fornito armi di attacco di ultima generazione. Tra queste, la stampa russa ha citato i sistemi missilistici anticarro FGM-148 Javelin. Recentemente, il 23 novembre, l’ufficio stampa della Marina militare ucraina ha annunciato di aver ricevuto due ex motovedette della Guardia Costiera statunitense di tipo Island, le quali sono state ristrutturate e rinnovate. Le navi sono progettate per operazioni di pattugliamento e di ricerca e soccorso marittimo. Washington aveva già trasferito due di queste barche alla Marina ucraina, nel settembre del 2018.

Più tardi, il primo settembre, durante il vertice di alto livello tra il presidente ucraino e statunitense, rispettivamente Volodymyr Zelensky e Joe Biden, è stato raggiunto un nuovo accordo sui finanziamenti militari. Con l’intesa, duramente condannata dalla Russia, la Casa Bianca si impegna a consegnare un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev, dal valore totale di 60 milioni di dollari. Tale finanziamento, che includerebbe anche la consegna dei sistemi missilistici Javelin, era stato attivato per aiutare l’Ucraina nel contenimento “dell’aggressione russa”. Secondo Zelensky, la mossa aveva segnato “una nuova tappa nella cooperazione in materia di Difesa tra Ucraina e Stati Uniti”. Infine, è importante ricordare che, anche nel mese di marzo, l’amministrazione presidenziale della Casa Bianca aveva stanziato 125 milioni di dollari sotto forma di “pacchetto di aiuti militari”. Tale somma è da collocare nel quadro dei 250 milioni di dollari che Washington, secondo il bilancio della Difesa per il 2021, prevede di attivare per fornire assistenza militare all’Ucraina. Tuttavia, tale quantità è minore rispetto a quella stanziata nel 2020, quando il valore si attestava a quota 300 milioni. In precedenza, il primo ottobre, l’agenzia di stampa russa Lenta, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal Pentagono, aveva reso noto che, entro il 2025, gli USA avrebbero consegnato alle Forze Armate dell’Ucraina sei pattugliatori Mark-VI, dal valore di circa 85 milioni di dollari.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione