Russia-USA: annunciati i temi del prossimo vertice tra Biden e Putin

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 17:36 in Russia USA e Canada

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Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato, venerdì 3 novembre, che prossimamente il presidente russo, Vladimir Putin, e l’omologo statunitense, Joe Biden, si incontreranno nuovamente. Questa volta, però, il bilaterale si terrà in video conferenza, ha spiegato Peskov, aggiungendo che le parti ancora non hanno concordato una data.

A riportare la notizia, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Nel corso di un briefing, il portavoce del Cremlino ha riferito che le due delegazioni non hanno ancora raggiunto un’intesa sui prossimi negoziati. Una delle date che si starebbero discutendo potrebbe essere il prossimo 7 dicembre. A rivelare di cosa discuteranno Biden e Putin, durante il secondo vertice transatlantico, è stato l’assistente presidenziale del leader russo, Yuri Ushakov, il medesimo venerdì. “Sono numerose le questioni all’ordine del giorno”, ha affermato, ponendo particolare accento sull’Ucraina, il ripristino del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), la Libia e la Siria. Inoltre, i colloqui permetteranno a Russia e USA di affrontare il tema delle relazioni bilaterali, nonché l’attuazione degli accordi raggiunti durante il precedente incontro a Ginevra, lo scorso 16 giugno.

Il bilaterale si colloca in un momento di tensioni tra Russia e Stati Uniti, sia sul fronte della questione ucraina sia su quello diplomatico. Quanto a quest’ultimo, il primo dicembre, il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha annunciato che il personale dell’Ambasciata statunitense a Mosca, impiegato nella struttura da oltre tre anni, dovrà tornare negli USA entro il 31 dicembre. Le misure a cui Mosca avrebbe risposto erano state annunciate, il 28 novembre, dagli USA. In tale occasione, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, aveva riferito che altri 27 diplomatici russi e le loro famiglie erano stati espulsi dal Paese, aggiungendo che avrebbero dovuto lasciarlo entro il 30 gennaio 2022. “Stiamo affrontando una grave carenza di personale”, aveva sottolineato Antonov. L’agenzia di stampa Reuters ha riferito che gli Stati Uniti non hanno ancora rilasciato commenti sulla questione. In tale quadro, è importante sottolineare che il calo del personale statunitense metterebbe a dura prova le già precarie relazioni transatlantiche. Inoltre, l’Ambasciata a Mosca è l’ultima struttura degli USA ancora attiva nel Paese, dopo che sono stati chiusi i Consolati di Vladivostok e Ekaterinburg. Mentre, in precedenza, la missione diplomatica a Mosca ospitava circa 1200 dipendenti, negli ultimi tre anni il numero è stato drasticamente ridotto, per via delle frequenti espulsioni diplomatiche. Al momento, sono circa 120 le persone operative nella struttura.  

L’altro tema caldo nelle relazioni russo-statunitensi riguarda l’Ucraina e l’accumulo di circa 92.000 militari russi lungo il suo fianco Orientale. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che il monitoraggio dell’attività militare russa vicino all’Ucraina ha messo in luce dettagli “che suscitano molta preoccupazione“. Il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha avvertito Mosca di “dure conseguenze” in caso di aggressione russa. Quanto all’accumulo militare russo, è importante ricordare quanto reso noto, il 25 novembre, dall’agenzia di stampa statunitense Bloomberg. I preparativi “dell’invasione russa in Ucraina” si sarebbero estesi anche nella regione del Kamchatka, dove sarebbero state distribuite Forze Armate in caso di “guerra globale”. Inoltre, citando analisi di esperti internazionali, la testata statunitense ha spiegato l’improbabilità che un’invasione su larga scala possa verificarsi prima di gennaio a causa del terreno fangoso e della necessità di mobilitare truppe aggiuntive. Nelle ultime due settimane, sono incrementate le dichiarazioni rilasciate da funzionari statunitensi, NATO, europei e ucraini riguardo a “insoliti movimenti di truppe russe in prossimità dell’Ucraina”. Il capo dell’intelligence militare del Paese Est-Europeo, Kyrylo Budanov, ha dichiarato al quotidiano Military Times, citato da Reuters, che la Russia aveva più di 92.000 soldati ammassati attorno ai confini ucraini. Secondo Budanov, Mosca si starebbe preparando a sferrare un attacco contro Kiev entro la fine di gennaio o l’inizio di febbraio. Un attacco di tale portata, ha spiegato il capo dell’intelligence, includerebbe attacchi aerei e attacchi corazzati. Questi sarebbero poi seguiti da assalti aerei a Est, assalti anfibi a Odessa e Mariupol, nonché da un’incursione più ridotta tramite la Bielorussia.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione