Regno Unito-Marocco: partnership sul gas per sopperire al voltafaccia di Algeri

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 20:37 in Algeria Marocco UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Sound Energy, società del gas britannica, rifornirà l’azienda elettrica statale del Marocco come parte di un programma, previsto dal Regno nordafricano, per cercare di sostituire le forniture provenienti dall’Algeria, al momento ai ferri corti con le autorità di Rabat. L’accordo tra Sound Energy e l’ONEE marocchina arriva un mese dopo che Algeri ha dichiarato di non voler rinnovare il contratto relativo al Maghreb–Europe Gas Pipeline (MEG), che fornisce gas alla Spagna passando per i territori marocchini. La decisione ha tagliato il Marocco fuori dal progetto, da cui Rabat riceveva vantaggi grazie alle tasse di transito, e ha coinciso con un aumento globale dei prezzi del gas. Il Regno riceveva il 7% delle royalties sul gas trasportato da MEG, guadagnando cifre che sono oscillate, nel corso degli anni, dai 500 milioni ai 2,4 miliardi di dirham. Secondo la stampa algerina, il valore delle importazioni di gas naturale del Marocco, per l’anno 2020, è stato di 750 milioni di metri cubi, di cui 600 milioni forniti dal gasdotto maghrebino-europeo, cifre che hanno coperto circa il 97% del suo fabbisogno nazionale.

Sound Energy, con sede a Londra, ha dichiarato di aver firmato un “accordo vincolante di compravendita di gas” con ONEE “per la vendita di gas naturale dalla concessione di Tendrara (di proprietà di Sound) nel Marocco orientale, per un periodo di 10 anni”. In base all’accordo, la società del gas upstream “si è impegnata a produrre, elaborare e consegnare” fino a 350 milioni di metri cubi di gas all’anno, che alimenteranno e riattiveranno il Maghreb-Europe Pipeline, precedentemente utilizzato per le forniture algerine dirette in Spagna. Il contratto sul gasdotto, della durata di 25 anni, è scaduto il 31 ottobre nel mezzo delle tensioni tra Marocco e Algeria a seguito di una serie di episodi controversi. Algeri ha tagliato completamente i legami con Rabat il 24 agosto, citando “azioni ostili” da parte delle autorità marocchine, accuse che il Regno ha negato.

L’Algeria, il più grande esportatore di gas del continente africano, utilizzava il Maghreb–Europe Pipeline dal 1996 per esportare circa 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno in Spagna e poi in Portogallo. Algeri continua a esportare gas sul territorio spagnolo attraverso il gasdotto Medgaz, direttamente sotto il Mediterraneo, anche se questo non possiede le capacità di compensare tutte le perdite del MEG. L’ONEE ha affermato che la decisione dell’Algeria di chiudere il gasdotto non avrà un impatto significativo sulla fornitura di energia elettrica del Marocco e ha assicurato che sono al vaglio varie opzioni.

La recente crisi tra Algeri e Rabat è esplosa dopo che il governo algerino, principale sostenitore del Fronte Polisario, il movimento che si batte per l’indipendenza del Sahara Occidentale, ha accusato, il 3 novembre, il suo rivale marocchino dell’uccisione, avvenuta due giorni prima, di 3 concittadini su un’autostrada sahariana, al confine con la Mauritania. In particolare, i fatti avevano riguardato un camion, su cui viaggiavano le tre vittime, che sarebbe stato oggetto di un “barbaro bombardamento”, secondo le dichiarazioni di Algeri. Il veicolo, è stato specificato dalla presidenza algerina, stava viaggiando tra Nouakchott-Ouargla, per un normale scambio commerciale. A detta del presidente Abdelmadjid Tebboune, diversi elementi dimostrerebbero la responsabilità delle “forze di occupazione marocchine” nel Sahara Occidentale, le quali avrebbero commesso tale attacco per mezzo di “armi sofisticate”. L’episodio, tuttavia, è stato ignorato dalle autorità di Rabat. Già ad agosto, l’Algeria aveva interrotto le relazioni diplomatiche con il suo vicino, citando “azioni ostili”, smentite dal governo marocchino.

La disputa sul Sahara Occidentale, da cui hanno avuto origine gli attriti tra Algeri e Rabat, ha avuto inizio nel 1975, quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte di tale area, situata sulla costa nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza. Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario, sostenuto da Algeri, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio. Il cessate il fuoco del 1991, monitorato dalle Nazioni Unite, ha lasciato a Rabat la responsabilità di circa 4/5 del territorio, compresa la maggior parte delle vaste riserve di fosfati del Sahara occidentale e l’accesso alle ricche acque di pesca dell’Atlantico. L’accordo prevedeva altresì un referendum sull’autodeterminazione, ma da allora il Marocco ha respinto qualsiasi voto che includa l’indipendenza come opzione, offrendo solo un’autonomia limitata. Il mese scorso, una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto alle “parti” di riprendere i negoziati “senza precondizioni”. Il Sahara occidentale è scarsamente popolato e in gran parte desertico, ma possiede vaste riserve minerarie e rappresenta una potenziale rotta commerciale tra il Regno arabo e i mercati dell’Africa occidentale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.