Indonesia: 8 studenti arrestati per tradimento a Papua Occidentale

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 14:37 in Asia Indonesia

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Le autorità indonesiane hanno arrestato e accusato di tradimento otto studenti di Papua occidentale per aver issato la bandiera della Morning Star, che è stata vietata dalle autorità ma è utilizzata dai sostenitori dell’indipendenza di Papua.

Gli arresti sono arrivati dopo che, il primo dicembre, decine di persone si erano radunate in uno stadio a Jayapura, capoluogo di Papua Occidentale, per celebrare l’anniversario della dichiarazione di indipendenza della regione dal dominio coloniale olandese nel 1961, prima che l’Indonesia ne prendesse il controllo due anni dopo. Il portavoce della polizia di Papua, Ahmad Musthofa Kamal, ha affermato che gli otto studenti sono stati accusati di aver organizzato e partecipato ad un evento illegale, nonché di aver prodotto materiali che promuovono l’indipendenza di Papua. Kamal ha riferito che, nello specifico, gli 8 arrestati hanno issato striscioni, cantato una canzone e gridato ‘indipendenza papuana’ durante una marcia.

Se giudicati colpevoli di tradimento, gli studenti rischiano l’ergastolo. Il loro avvocato, Michael Hilman, ha confermato gli arresti e ha affermato che anche altri studenti papuani che hanno protestato lo stesso primo dicembre a Bali e nella città di Ambon sono stati attaccati dalla polizia, ma non sono stati effettuati ulteriori arresti.

Alcuni gruppi per i diritti affermano che Jakarta stia utilizzando sempre più spesso accuse di tradimento per soffocare il dissenso e, ad oggi, oltre 50 attivisti papuani avrebbero affrontato tale accusa negli ultimi anni. Tra loro ci sono altri attivisti accusati di esporre la bandiera dell’indipendenza di Papua.

Le province indonesiane di Papua e Papua Occidentale, situate sull’isola di Nuova Guinea e conosciute insieme come Papua, fanno parte ufficialmente dell’Indonesia dal 2 agosto 1969, quando 1.025 abitanti locali hanno scelto di far rientrare il territorio sotto il controllo indonesiano con un voto, noto come Atto di libera scelta e che era stato supervisionato dalle Nazioni Unite.  Da allora, però, le autorità indonesiane hanno combattuto la popolazione indigena malese, che conta circa 2,5 milioni di persone e che vuole l’indipendenza. Secondo varie fonti, negli anni, durante la lotta contro i separatisti, le forze di sicurezza indonesiane avrebbero violato i diritti della minoranza malese locale con atti quali uccisioni extragiudiziarie degli attivisti e dei manifestanti pacifici.

Il 15 luglio scorso, l’Indonesia ha approvato una legge sull’autonomia di Papua per incentivarne lo sviluppo. Secondo il Fronte unito per la liberazione di Papua Occidentale, però, si sarebbe trattato di un’estensione di una “legge coloniale e razzista”. Prima ancora, il 25 aprile scorso, il generale a capo dell’intelligence indonesiana regionale di Papua, Gusti Putu Danny Karya Nugraha, era stato ucciso in un’imboscata dei separatisti del gruppo armato Free Papua Organisation (OPM). In seguito a tale evento, il presidente indonesiano, Joko Widodo, aveva chiesto alla polizia e all’Esercito di inseguire e arrestare tutti i membri dei gruppi ribelli presenti a Papua. Il governo aveva poi designato formalmente i separatisti e i gruppi armati criminali della provincia di Papua “terroristi”, lo scorso 29 aprile. Successivamente, il 6 maggio, Jakarta aveva inviato 400 militari in tali territori per accerchiare e reprimere i gruppi armati locali.

I separatisti considerano legittima la propria ribellione in quanto i Paesi Bassi, l’ex potenza coloniale che dominava l’isola, aveva promesso l’indipendenza alla provincia di Papua prima che venisse annessa all’Indonesia nel 1963. Per i separatisti il voto del 2 agosto 1969 non rispecchierebbe la volontà della popolazione locale. 

Il territorio della provincia indonesiana di Papua è ricco di risorse naturali ma è una tra le aree più povere del Paese. Negli ultimi vent’anni il governo di Jakarta vi ha riversato 7,4 miliardi di dollari in finanziamenti, ciò nonostante non è riuscito a migliorare le condizioni della popolazione locale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese  

di Redazione

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