Emirati Arabi Uniti-Francia: accordo record in materia di Difesa

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 17:57 in Emirati Arabi Uniti Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un contratto record da 14 miliardi di euro per l’acquisto di 80 aerei da guerra Rafale, di fabbricazione francese. Gli impegni presi da Abu Dhabi con Parigi comprendono anche una serie di altre intese, discusse tra le due parti in occasione del tour del presidente Emmanuel Macron nel Golfo, iniziato venerdì 3 dicembre. Oltre agli Emirati Arabi Uniti, il viaggio toccherà anche il Qatar e l’Arabia Saudita.

La compravendita franco-emiratina di jet Rafale, che si caratterizza per essere il più grande ordine internazionale mai effettuato per questa tipologia di velivolo, arriva dopo lunghi colloqui tra Macron e il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammed bin Zayed. Insieme ai caccia Rafale, Parigi ha altresì firmato con Abu Dhabi un ordine, dal valore di oltre 17 miliardi di euro, per la consegna di 12 elicotteri da trasporto militare Caracal. È il nome in codice francese dell’H225M, la versione militare multiruolo del Super Puma. “Questo è il risultato della partnership strategica tra i due Paesi, che consolida la capacità reciproca di agire insieme per la propria autonomia e la propria sicurezza”, ha affermato la presidenza francese in una nota.

L’accordo sottoscritto venerdì sosterrà direttamente 7.000 posti di lavoro in Francia e garantirà la catena di approvvigionamento degli aerei prodotti da Dassault Aviation fino alla fine del 2031. Il contratto stipulato con gli Emirati Arabi Uniti si va ad aggiungere a quelli già conclusi, quest’anno, con Grecia, Egitto e Croazia e porterà ad un aumento della produzione mensile di aerei da guerra. Le azioni di Dassault Aviation SA, il produttore dei Rafale, sono aumentate di oltre il 9% dopo la notizia. Il modello F4, attualmente in fase di sviluppo, sarà consegnato a partire dal 2027. Acquistando questa tipologia di caccia, gli Emirati Arabi Uniti stanno seguendo l’esempio del loro rivale nel Golfo, il Qatar, che detiene attualmente 36 aerei. Il Cairo, da parte sua, ne ha ordinati 24 nel 2015 e 30 all’inizio di quest’anno.

I negoziati tra Abu Dhabi e Parigi per l’acquisto dei caccia Rafale sono durati più di 10 anni. Nel 2011, gli Emirati avevano pubblicamente rifiutato l’offerta francese per la vendita di 60 jet, descrivendo i velivoli “non competitivi e impraticabili”. Abu Dhabi possiede già aerei da guerra di fabbricazione francese, i Mirage 2000, che saranno sostituiti dai nuovi Rafale. Questi ultimi, tuttavia, non dovrebbero rimpiazzare gli F-35 statunitensi, dal momento che gli Emirati intendono continuare a proteggere la propria sicurezza facendo affidamento su entrambi i loro maggiori fornitori, ovvero Francia e Stati Uniti. Secondo alcuni esperti, tuttavia, l’accordo franco-emiratino di venerdì potrebbe voler lanciare un messaggio specifico a Washington, dove il Congresso esita ad approvare l’intesa sugli F-35 a causa delle preoccupazioni relative ai rapporti tra Emirati e Cina. 

Parigi ha profondi legami con Abu Dhabi, soprattutto nel settore della Difesa, ma subisce forti pressioni interne da parte di chi spinge per una revisione delle sue vendite a causa delle implicazioni del conflitto yemenita. Quest’ultimo, che vede la coalizione araba a guida saudita, di cui fanno parte anche gli Emirati, contrapporsi ai ribelli sciiti Houthi, allineati all’Iran, rappresenta una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. “La Francia sta portando avanti queste vendite nonostante gli Emirati Arabi Uniti svolgano un ruolo di primo piano nelle operazioni militari, caratterizzate da atrocità, guidate dalla coalizione saudita in Yemen”, ha sottolineato Human Rights Watch in una nota, evidenziando come Abu Dhabi sia stato, tra il 2011 e il 2020, il quinto più grande cliente della Francia in termini di vendite di armi, pari ad un totale di circa 4,7 miliardi di euro. “Il presidente francese dovrebbe denunciare le violazioni dei diritti umani in questi Paesi”, ha aggiunto la ONG. Gli aerei da combattimento e il personale di Parigi sono di stanza presso la base aerea di al-Dhafra, una struttura chiave fuori dalla capitale emiratina, che ospita anche diverse migliaia di truppe statunitensi.

Mesi dopo la sua elezione, nel 2017, Macron si era recato negli Emirati Arabi Uniti per inaugurare il Louvre di Abu Dhabi, costruito nell’ambito di un accordo da 1,2 miliardi di dollari. A settembre, il presidente francese ha ospitato il principe ereditario degli Emirati nello storico Chateau de Fontainebleau, fuori Parigi, restaurato nel 2019 con una donazione emiratina dal valore di 10 milioni di euro. Infine, il fondo sovrano Mubadala ha impegnato 8 miliardi di euro in investimenti in imprese francesi, mentre la licenza per la filiale del Louvre nel Paese del Golfo è stata estesa per 10 anni, fino al 2047.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.