Austria: l’attuale ministro dell’Interno sarà il nuovo cancelliere

Pubblicato il 3 dicembre 2021 alle 19:24 in Austria Europa

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In Austria, il Partito popolare conservatore (ÖVP), al governo con i Verdi, ha scelto l’attuale ministro degli Interni, Karl Nehammer, alla guida del partito e del Paese, dopo la catena di dimissioni innescata dall’uscita di scena di Sebastian Kurz. Nehammer, 49 anni, è una figura politica dal profilo intransigente su ciò che riguarda i temi dell’immigrazione e ha assicurato che manterrà questa linea anche nella sua nuova futura veste. “È importante per me, in qualità di nuovo leader del Partito popolare, mantenere le nostre linee, dire chiaramente ciò che è necessario quando si tratta della questione dell’immigrazione e dell’asilo, quando si tratta della sicurezza per le persone nel nostro Paese”, ha affermato durante una conferenza stampa, venerdì 3 dicembre. Non appena prenderà la guida del governo, ha assicurato Nehammer, darà priorità assoluta alla lotta contro il coronavirus. L’Austria è attualmente in lockdown mentre le autorità cercano di allentare la pressione sugli ospedali, che stanno nuovamente affrontando problemi di sovraffollamento con i tassi di infezione in aumento.

Nel suo discorso di venerdì, Nehammer ha specificato di essere stato scelto all’unanimità dall’ÖVP per succedere a Kurz come capo del partito e al cancelliere uscente, Alexander Schallenber, come capo del governo di coalizione. Kurz, che si era dimesso da cancelliere, a ottobre, dopo che i pubblici ministeri austriaci avevano aperto un’inchiesta per corruzione a suo carico, ha lasciato, giovedì 2 dicembre, anche la direzione del partito. La sua decisione ha suscitato forti agitazioni all’interno dell’ÖVP e ha spinto due dei suoi più stretti alleati, ovvero Schallenberg e il ministro delle Finanze Gernot Bluemel, ad annunciare anche loro le proprie dimissioni. Schallenberg era alla guida del governo da meno di due mesi.

Non è ancora chiaro quando Nehammer presterà ufficialmente giuramento come cancelliere. Il presidente austriaco, Alexander Van der Bellen, deve prima accettare la sua nomina, ma il tutto dovrebbe essere solo una formalità. Il futuro capo dell’esecutivo ha affermato che si consulterà continuamente con il presidente per arrivare alla nomina dei ministri della nuova squadra governativa il più rapidamente possibile. È improbabile che Van der Bellen si opponga a una delle scelte di Nehammer. I Verdi, partner della coalizione, hanno affermato che la loro squadra rimarrà invariata. Il futuro cancelliere ha anticipato che avrebbe nominato il funzionario del partito, Magnus Brunner, come ministro delle Finanze, mentre Schallenberg sarebbe tornato al suo precedente incarico di ministro degli Esteri.

La maggior parte dei sondaggi ha mostrato che l’ÖVP aveva un vantaggio di almeno 10 punti rispetto al suo rivale più vicino, i socialdemocratici, all’opposizione, fino a quando Kurz non è stato messo sotto inchiesta, a ottobre. Le statistiche attuali mostrano invece le due parti in un testa a testa. Tuttavia, è improbabile che si svolgano elezioni anticipate poiché gli ultimi sondaggi suggeriscono che sia l’ÖVP che i Verdi potrebbero perdere seggi. Questo parlamento dovrebbe dunque durare fino all’autunno del 2023.

Kurz, 35 anni, è una delle 10 persone sospettate di corruzione e concussione in un caso in cui i pubblici ministeri hanno denunciato l’utilizzo di fondi pubblici per commissionare segretamente sondaggi manipolati e pubblicati con l’obiettivo di aiutare il candidato conservatore a diventare leader del partito e poi cancelliere, nel 2017. Kurz nega ogni accusa. La sua intenzione di lasciare la politica, pertanto, è stata accolta con stupore. È stata la figura dominante più polarizzante della politica austriaca dal 2017, quando è diventato leader dell’ÖVP e poi cancelliere, vincendo le elezioni parlamentari e formando una coalizione con il Partito della libertà, di estrema destra (FPO). Nella giornata di giovedì 2 dicembre, ha affermato di aver sempre fatto del suo meglio per “spostare un po’ la nostra bella Austria nella giusta direzione”, ma ha riconosciuto di aver commesso alcuni errori durante i suoi 10 anni di carriera. “Non sono né un santo né un criminale”, ha detto in una dichiarazione ai media, sottolineando di voler passare più tempo con la sua compagna e il figlio appena nato.

Rispetto al suo passo indietro da cancelliere, Kurz ha affermato di essersi sentito “cacciato” per via delle pesanti critiche ricevute nel corso del suo mandato. Recentemente, era stato preso di mira per non essere riuscito a prevenire i danni causati dall’ultima ondata di infezioni da COVID-19, che ha provocato un nuovo blocco nazionale. Aveva guidato il suo partito in due elezioni parlamentari, nel 2017 e nel 2019, diventando cancelliere dopo entrambe. L’ÖVP è uno dei partiti austriaci tradizionali, ma sotto Kurz è stato in gran parte costruito intorno alla sua figura, una mossa che lo lascia senza alcuna scelta ovvia per la sua successione.

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Chiara Gentili

 

di Redazione