USA-Russia: Blinken e Lavrov discutono di Ucraina

Pubblicato il 2 dicembre 2021 alle 14:39 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha tenuto un bilaterale, giovedì 2 dicembre, con il suo omologo russo, Sergey Lavrov, a margine del vertice dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a Stoccolma.

L’incontro, riportato dall’agenzia di stampa russa TASS, si colloca in un momento in cui le tensioni tra l’Alleanza militare Occidentale e la Russia sono in aumento a causa dell’accumulo di truppe di Mosca vicino al confine con l’Ucraina. Nel corso del bilaterale, Blinken ha avvertito il suo omologo di “serie conseguenze” che la Russia avrebbe affrontato se avesse invaso l’Ucraina. Inoltre, il funzionario degli USA ha esortato Lavrov a cercare una “via d’uscita diplomatica” dalla crisi nel Donbass. Il segretario di Stato ha affermato che Russia e Ucraina dovrebbero adempiere pienamente ai propri obblighi nell’ambito del processo di pace di Minsk del 2014, progettato per porre fine alla guerra tra i separatisti filo-russi e le forze governative ucraine nel Donbass, regione situata nell’Est dell’ex Repubblica Sovietica. Dall’altra parte, Lavrov ha rivelato ai giornalisti che Mosca è pronta al dialogo con Kiev. “Noi, come ha affermato il presidente, Vladimir Putin, non vogliamo alcun conflitto”, ha ribadito il ministro russo.

L’avvertimento si colloca nel quadro delle recenti dichiarazioni di Washington, che ha affermato, il giorno prima, che sarebbe stata pronta ad adottare risposte “decise” e a varare “dure sanzioni” in caso di aggressione russa contro l’Ucraina. Rivolgendosi ai funzionari russi e ambasciatori stranieri, durante una cerimonia al Cremlino, Putin ha sottolineato che Mosca è in cerca di “garanzie di sicurezza a lungo termine” da parte dell’Occidente. In particolare, il presidente russo ha fatto riferimento all’interruzione del dispiegamento militare della NATO e degli USA vicino ai confini della Federazione, ma anche alla limitazione dell’espansione dell’Alleanza Atlantica verso Est. “Nel dialogo con gli Stati Uniti e i suoi alleati, insisteremo per elaborare accordi specifici che escludano qualsiasi  spostamento della NATO verso Est e il dispiegamento di sistemi missilistici” nelle vicinanze del territorio russo perché rappresentano una “minaccia”, ha affermato il presidente. Mosca avrebbe bisogno non solo di assicurazioni verbali, ma di “garanzie legali”, ha continuato Putin. “Non chiediamo condizioni speciali per noi stessi e siano consapevoli che qualsiasi accordo deve tenere conto degli interessi della Russia e di tutti i Paesi Euro-atlantici”, ha proseguito il capo del Cremlino, aggiungendo: “Una situazione stabile deve essere assicurata a tutti. Questo è ciò che è necessario”.

Prima della ministeriale della NATO, svoltasi il primo dicembre a Riga per discutere di aggressione russa, il ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha richiesto all’Alleanza di preparare un pacchetto di sanzioni per contrastare la “imminente aggressione russa”. “Siamo fiduciosi che, unendo gli sforzi e agendo in modo coordinato, saremo in grado di contrastare la Russia”, ha affermato Kuleba, aggiungendo che lo scopo sarebbe proprio spingere il presidente della Federazione ad abbandonare l’idea di avviare un’operazione militare lungo il fianco Orientale dell’Ucraina. 

Durante la prima giornata del multilaterale della NATO, i ministri dei 30 Paesi membri hanno avvisato la Russia che, nel caso di aggressione, avrebbe pagato un “prezzo molto alto”, mentre Mosca ha ricordato all’Occidente di prestare attenzione a non “varcare alcuna linea rossa”. Parlando ai giornalisti a Riga, il 30 novembre, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha affermato che la Russia “pagherà un alto prezzo se userà ancora la forza” contro l’Ucraina, ricordando che l’Occidente ha già imposto misure economiche, finanziarie, e sanzioni politiche contro Mosca per le azioni del 2014. “Dobbiamo essere pronti al peggio”, ha detto Stoltenberg, sottolineando che un’aggressione su larga scala non sarebbe una novità perché è quanto “è già stato fatto”, nel 2014, anno di annessione della Crimea e del supporto dei separatisti nel Donbass. Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha affermato che Washington è “molto preoccupata per i movimenti lungo il confine ucraino” e ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione russa in Ucraina scatenerebbe “serie conseguenze”.

Gli alleati della NATO, insieme, “invieranno un messaggio inconfondibile al governo russo: il sostegno della NATO all’Ucraina è ininterrotto e la sua indipendenza, integrità territoriale e sovranità non sono in discussione”, ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas. Anche la sua omologa britannico, Liz Truss, ha affermato che qualsiasi affermazione che alluda al fatto che la NATO stia provocando la Russia è “chiaramente falso”, aggiungendo che “qualsiasi azione che minacci la libertà e la democrazia di cui godono i nostri partner sarebbe un errore strategico”. Nel frattempo, il presidente Putin ha avvertito che la Russia sarebbe costretta ad agire se le sue “linee rosse” fossero varcate dagli Stati membri della NATO, affermando che Mosca considererebbe un fattore scatenante il dispiegamento di alcune capacità missilistiche offensive sul suolo ucraino.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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