USA e Grecia espandono la loro cooperazione militare

Pubblicato il 2 dicembre 2021 alle 18:54 in Grecia USA e Canada

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Gli Stati Uniti daranno alla Grecia un totale di 33,5 milioni di dollari per espandere e rinnovare le strutture militari nel Paese. I fondi saranno utilizzati principalmente per la costruzione di due hangar e di strutture di supporto in una base aerea nella provincia centrale di Larissa.

Washington fornisce assistenza ad Atene nell’ambito del cosiddetto Accordo di cooperazione per la Difesa reciproca (MDCA), rinnovato ad ottobre, che consente ai due Paesi di migliorare la sicurezza nella regione del Mediterraneo orientale e permette alle forze statunitensi di addestrare uomini e svolgere attività sul territorio greco dal 1990. In base alla suddetta intesa, gli USA intendono altresì pianificare il trasferimento di ulteriore materiale militare alla Grecia. Fonti interne hanno riferito di colloqui in corso tra le due amministrazioni per valutare le richieste di Atene e le relative proposte statunitensi finalizzate ad aumentare la potenza militare della Grecia grazie all’acquisizione di nuove armi e alla modernizzazione del suo arsenale. 

Il governo greco sta pensando all’acquisizione dagli Stati Uniti di oltre una decina di veicoli d’assalto anfibio (AAV) per la sua flotta marina. Ciò avviene dopo che Atene ha recentemente ricevuto una spedizione di veicoli blindati di sicurezza M1117, nonché varie consegne di elicotteri OH-58 Kiowa e di imbarcazioni veloci Mark V per operazioni speciali. Le fonti hanno altresì riferito che le compagnie statunitensi presenteranno presto proposte per il programma di modernizzazione delle fregate tipo MEKO 200 della marina greca. Considerati nel loro insieme, questi sviluppi dimostrano la volontà di Stati Uniti e Grecia di espandere la loro cooperazione militare. La Marina greca gestisce già 13 fregate, tra cui 9 olandesi di classe Kortenaer, e ne ho ordinate altre 3, di classe FDI, dalla Francia, a settembre. Oltre alla cooperazione militare con gli USA, altresì rafforzata dalla firma di un recente accordo per l’aggiornamento dei caccia F-16 della Grecia, Atene ha sottoscritto intese difensive di ampia portata con Israele, per l’acquisto di veicoli aerei senza equipaggio (UAV) e missili, e con la Francia, per l’acquisizione di aerei da guerra Rafale. Atene e Parigi hanno firmato, a gennaio 2021, un accordo da 2,5 miliardi di euro per l’acquisto, da parte della Grecia, di 18 jet da combattimento Rafale, prodotti dall’azienda francese Dassault. Più avanti, il 28 settembre di quest’anno, la Grecia e la Francia hanno intensificato anche la loro cooperazione militare in ambito marittimo e hanno finalizzato un’intesa per l’acquisto, da parte del governo greco, di navi da guerra di fabbricazione francese. La mossa è stata definita dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis “un primo passo verso l’autonomia della Difesa europea”.

Le intese in materia di Difesa sottoscritte da Atene sono spesso percepite in funzione anti-turca. Gli Stati Uniti possiedono diverse basi militari in Grecia e Ankara si oppone alla crescente cooperazione militare tra Washington e Atene. L’accordo di collaborazione tra i due Paesi in materia di Difesa e le trattative per l’aggiunta di basi militari USA sul suolo greco, oltre a quelle già messe a disposizione per le forze statunitensi, sono fonte di malcontento per il governo turco. Funzionari e media legati all’esecutivo di Ankara si lamentano soprattutto della presenza di militari degli Stati Uniti nella città portuale di Alessandropoli. Questa si trova nella Tracia occidentale, una regione che ospita una cospicua comunità musulmana, l’unica minoranza ufficialmente riconosciuta in Grecia. Recentemente, la Federazione dei turchi della Tracia occidentale in Europa ha presentato una dichiarazione scritta al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite criticando l’atteggiamento delle autorità greche nei confronti delle popolazioni di origine turca. Al contempo, Ankara si è lamentata con Atene per la gestione della scoperta di un cimitero ottomano in un cantiere edile nella regione greca della Penisola Calcidica. Il 23 febbraio, il Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato che la Turchia avrebbe dovuto essere informata quando sono state trovate circa 200 tombe nell’area. Tuttavia, fonti diplomatiche greche hanno respinto la denuncia definendola un altro tentativo di Ankara di creare una narrativa neo-ottomana in cui il governo di Recep Tayyip Erdogan figuri come il protettore di tutti i musulmani all’estero.

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Chiara Gentili

di Redazione

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