Russia, FSB: arrestati tre uomini ucraini per spionaggio

Pubblicato il 2 dicembre 2021 alle 10:51 in Russia Ucraina

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Il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa ha dichiarato, giovedì 2 dicembre, di aver soppresso le attività di “intelligence e di sabotaggio” dei servizi segreti ucraini sul territorio di tre regioni russe, arrestando tre uomini legati ai servizi segreti di Kiev.

A riportarlo, il medesimo giovedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS, citando le dichiarazioni rilasciate dall’ufficio stampa dell’FSB. Le autorità russe hanno poi riferito che sono ancora in corso le attività di ricerca operativa e le azioni investigative. Secondo quanto reso noto, gli ufficiali dell’FSB hanno arrestato due agenti del servizio di sicurezza dell’Ucraina, Zinovy Koval e suo figlio Igor, giunti in Russia con lo scopo di raccogliere informazioni e scattare fotografie di “infrastrutture strategicamente importanti”. “I detenuti hanno confessato di essere stati reclutati dall’attuale impiegato dell’intelligente ucraina”, la SBU, della regione di Ternopil, il colonnello Vasily Vasilyevich Kovalik. Quest’ultimo, secondo quanto reso noto dagli accusati, gli aveva assegnato il compito di raccogliere informazioni su “oggetti strategici”. In cambio, il colonnello avrebbe consegnato agli uomini una tangente di 10.000 dollari. Durante la perquisizione dell’auto degli uomini, sono state rinvenute armi automatiche.

La medesima operazione ha portato all’arresto anche di un agente dei servizi segreti di Kiev, legato al Ministero della Difesa ucraina, Alexander Viktorovich Tsilyk, che si trovava in Russia con “l’obiettivo di commettere un attentato terroristico”, ha spiegato TASS. Tsilyk avrebbe confessato di essere stato reclutato dal colonnello Kirilovets Maksim Leonidovich. Si tratta di un alto ufficiale a capo di un gruppo operativo di intelligence del Ministero della Difesa ucraino. Secondo i piani di Tsilyk, rivelati da TASS, l’attentato sarebbe stato effettuato attraverso la detonazione di due ordigni esplosivi improvvisati (IED), contenenti 1,5 kg di tritolo.

Anche il 10 novembre, l’FSB aveva annunciato di aver arrestato un residente di Yalta, città della Crimea, con l’accusa di spionaggio per conto dei servizi segreti ucraini, la SBU. L’intelligence moscovita aveva stabilito che, tra il 2017 e il 2018, l’uomo aveva raccolto e passato informazioni strettamente riservate, che rientravano nella sezione “segreti di Stato”, alla SBU, seguendo le richieste avanzate dai servizi segreti ucraini. Nella Federazione Russa, il principale lavoro di antiterrorismo è svolto dal Servizio Federale per la Sicurezza in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni, la Rosguard, il Comitato per la Sicurezza Interna e altre agenzie di polizia. L’ufficio del procuratore generale della Federazione Russa svolge poi un ruolo di coordinamento nella lotta contro la criminalità.

A tal riguardo, nel 1998 è stata adottata la legge federale “Lotta al terrorismo”, che per la prima volta nella storia della Russia ha stabilito le basi giuridiche e organizzative della lotta al terrorismo, le questioni di coordinamento e di procedura delle autorità, nonché i diritti, gli obblighi e le garanzie dei diritti dei cittadini. Una nuova norma “Sulla lotta al terrorismo” è stata adottata nel 2006. Secondo il codice penale della Federazione Russa, i terroristi sono passibili della pena più severa, fino all’ergastolo. Inoltre, tali criminali sono detenuti separatamente in strutture di detenzione al fine di prevenire la diffusione dell’ideologia terroristica e impedire tentativi di recluta di altri prigionieri. Le richieste pubbliche di attività terroristiche o estremiste, l’addestramento in campi terroristici o la partecipazione a tali organizzazioni, il finanziamento di attività estremiste, sono altresì punibili ai sensi del diritto penale di Mosca.

In passato, soprattutto a partire dal 1996, erano principalmente i separatisti ceceni a minacciare la sicurezza della Russia e ad organizzare assedi di matrice terroristica. I tre attentati più gravi che hanno colpito la nazione sono avvenuti a Stavropol, a Mosca e nell’Ossezia del Nord.  Il primo si è verificato il 14 giugno 1995. Con il fine di richiedere il ritiro delle truppe russe dal Caucaso, un gruppo di separatisti ceceni prese in ostaggio circa 1.600 persone all’interno dell’ospedale cittadino. Le vittime totali furono 129, oltre a diverse centinaia di feriti. Il secondo attacco durò tre giorni, dal 23 al 26 ottobre 2002. Anche in questo caso, una coalizione di separatisti ceceni sequestrò circa 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. In seguito a trattative non soddisfacenti, le autorità russe intervennero per porre fine al sequestro. La tragedia si concluse con la morte di 129 persone e numerosi feriti. Il terzo attentato era stato organizzato nella regione autonoma dell’Ossezia del Nord, a Beslan, quando, dal primo al 3 settembre 2004, un gruppo di separatisti ceceni attaccò una scuola. Durante l’assedio e l’assalto delle forze speciali russe morirono 334 persone, mentre oltre 800 rimasero ferite. Durante la missione del 2004, a guidare i gruppi d’assalto era Movsar Barayev, il nipote del comandante della milizia cecena, Arbi Barayev, organizzatore dei precedenti sequestri.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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