Etiopia: bombardata la diga Tekeze, rischio blackout per due mesi

Pubblicato il 2 dicembre 2021 alle 19:58 in Africa Etiopia

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Diverse aree nella regione del Tigray, in Etiopia, potrebbero assistere a blackout senza precedenti per i prossimi due mesi, a seguito della distruzione della centrale idroelettrica di Tekeze, nel mezzo dei combattimenti tra l’esercito federale e le forze ribelli. La diga è stata bombardata dall’aeronautica etiope nella giornata di martedì 30 novembre. Con un serbatoio di 9,3 miliardi di metri cubi di acqua, l’infrastruttura fornisce elettricità ad un’ampia zona nel Nord dell’Etiopia. Addis Abeba ha intensificato l’inseguimento contro i combattenti del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), da quando il primo ministro, Abiy Ahmed, è sceso sul campo di battaglia al fianco dei militari, il 23 novembre. 

La distruzione della diga Tekeze è stata confermata dal portavoce delle forze di difesa del Tigray, Getachew Reda. “Il regime di Abiy Ahmed ha bombardato la centrale idroelettrica di Tekeze”, ha detto, aggiungendo: “Che il regime di Addis Abeba farà il possibile per distruggere tutto ciò che potrebbe avvantaggiare il popolo del Tigray non può essere più chiaro”. L’accusa segue le denunce, rivolte all’amministrazione di Abiy Ahmed, riguardo al blocco delle comunicazioni e alla chiusura della rete Internet nel Nord del Paese. Ciò impedisce, tra le altre cose, di verificare in maniera indipendente le informazioni che giungono dal fronte. 

L’esercito etiope ha avviato nuove operazioni contro il TPLF dopo aver perso il controllo di alcune città, cadute in mano ai ribelli, e dopo che questi ultimi hanno minacciato di marciare verso la capitale. Nella loro avanzata, le truppe sono riuscite a riconquistare alcune località chiave, come la storica città di Lalibela, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e Chifra, nella regione di Afar. Tra le aree di cui Addis Abeba ha ripreso possesso nella regione di Amhara, ci sono invece le località di Gashena, Arbit, Dubko, Molale, Mezezo, Degolo, Were Ilu, Aketsa e Shewa Robit. Anche l’Aeronautica militare è stata coinvolta nelle operazioni.

Il principale obiettivo delle forze di Abiy è ora quello di riconquistare anche Dessie, mentre i combattenti del TPLF, supportati dalle milizie del Movimento di liberazione oromo (Ola), puntano su Debre Berhan, nel tentativo di liberare la strada verso la capitale. Nel frattempo, dopo i primi successi rivendicati sul terreno di battaglia, il primo ministro ha invitato i suoi nemici ad arrendersi e a deporre pacificamente le armi. I filmati dal fronte sono stati trasmessi su Fana Broadcasting, l’emittente televisiva affiliata allo Stato, e hanno mostrato Abiy che indossava tuta e berretto militari nella giungla, mentre scrutava l’orizzonte con un binocolo. “L’East Command si è assicurato una vittoria inimmaginabile in un solo giorno di pianificazione e un giorno e mezzo di combattimenti”, ha detto il premier. “Ora ripeteremo quella vittoria su questo fronte”, ha aggiunto, rivolgendosi alle truppe in prima linea nel conflitto, vicino alla località di Gashena, nella regione di Amhara. “Il nemico è perso. Il nostro compito è sbaragliarlo e distruggerlo”, ha esclamato, continuando: “I giovani del Tigray stanno cadendo come foglie. Dovrebbero sapere che sono stati sconfitti e arrendersi a partire da oggi”. Reda, portavoce del TPLF, il 29 novembre, aveva accusato Abiy di essersi impegnato in “finti giochi di guerra”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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