Yemen: tra sventati attacchi e scambi di prigionieri

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 8:13 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione internazionale a guida saudita ha riferito, nelle prime ore di oggi, mercoledì primo dicembre, di aver distrutto un’imbarcazione carica di esplosivi e un drone appartenente ai ribelli Houthi. Questi ultimi, ore prima, hanno annunciato di aver effettuato uno scambio di prigionieri con le forze yemenite filogovernative nelle regioni di Ma’rib e al-Bayda’.

Secondo quanto riportato da fonti mediatiche saudite, l’imbarcazione esplosiva distrutta si trovava nel Sud del Mar Rosso e si pensa sia stata posta dai ribelli dal governatorato yemenita occidentale di Hodeidah. Anche il 22 novembre scorso, l’alleanza internazionale aveva dichiarato di aver monitorato movimenti e attività “ostili” condotte dai ribelli Houthi nel Mar Rosso meridionale, per mezzo di imbarcazioni cariche di trappole esplosive. Ciò, a detta della coalizione, rappresenta un pericolo imminente per la navigazione e il commercio marittimo internazionale in tale regione. Motivo per cui, sono state adottate misure operative volte a neutralizzare tale minaccia e garantire la libertà di navigazione.

Parallelamente, la coalizione ha affermato di aver intercettato e distrutto un drone nello spazio aereo del governatorato yemenita centro-occidentale di Amran. In tal caso, si pensa che questo sia stato lanciato dall’aeroporto internazionale di Sanaa, dove era stato precedentemente depositato a seguito del suo assemblaggio. Stando a quanto specificato dall’alleanza internazionale, è stato un intero contingente ad essere stato colpito all’interno dell’aeroporto, al fine di “neutralizzare” la minaccia posta da droni e missili. Ciò si è verificato in concomitanza con i raid aerei della coalizione contro la capitale yemenita, parte di un’operazione lanciata, il 23 novembre scorso, in risposta alle continue azioni ostili degli Houthi a Ma’rib, governatorato situato a Est di Sanaa, ultima roccaforte delle forze filogovernative nel Nord dello Yemen.

Nelle ultime ore, poi, gli aerei della coalizione a guida saudita hanno preso di mira un centro di addestramento degli Houthi situato nel Sud del distretto di Mahlia, nel governatorato di Ma’rib. In tal caso, a detta dell’alleanza, è stata provocata la morte di circa 60 combattenti ribelli. Gli Houthi, dal canto loro, hanno riferito che la coalizione ha lanciato, nella giornata del 30 novembre, 18 attacchi aerei contro 4 distretti di Ma’rib, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito.

Sono stati i ribelli Houthi ad annunciare, il 30 novembre, la liberazione di 31 prigionieri legati alle forze filogovernative, nella regione di al-Bayda’, in attuazione delle direttive del leader Abdul-Malik al-Houthi. Dall’altro lato, nella medesima giornata, 14 combattenti ribelli sono stati rilasciati sul fronte di Ma’rib, secondo quanto affermato dal gruppo sciita stesso. Da parte dell’esercito yemenita, sinora, non sono stati ancora rilasciati commenti ufficiali. La notizia è stata riportata anche dall’emittente al-Arabiya, sulla base di dichiarazioni di fonti dell’esercito yemenita, ma non ha fornito particolari dettagli in merito. 

Risale al 6 aprile scorso la dichiarazione con cui il governo yemenita si era detto disposto ad effettuare un nuovo scambio di prigionieri con le milizie di ribelli Houthi, secondo il principio “tutti per tutti”, in occasione dell’avvento del mese sacro di Ramadan. Lo scambio dei prigionieri è uno dei punti stipulati nell’Accordo di Stoccolma del 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale i ribelli sciiti avevano accettato, tra le diverse clausole, di ritirarsi da tutti e tre i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area.

Un altro punto riguarda lo scambio di prigionieri tra governo e milizie Houthi, pari a circa 15.000 detenuti. Da un lato, il governo ha consegnato un elenco composto da 8.567 nomi all’inviato speciale delle Nazioni Unite, mentre, dall’altro lato, gli Houthi hanno chiesto il rilascio di 7.000 prigionieri. In tale quadro si inserisce l’operazione del 15 ottobre 2020, quando 1.056 prigionieri, affiliati al governo legittimo e ai ribelli sciiti Houthi, sono stati rilasciati, dando luogo al maggiore scambio di detenuti mai verificatosi nel corso del conflitto yemenita.

Il successo raggiunto il 15 ottobre 2020 aveva alimentato le speranze di un possibile progresso nel processo di rafforzamento della fiducia tra gli attori che si affrontano sui fronti di combattimento yemeniti, i ribelli Houthi e il governo legittimo legato al presidente Rabbo Mansour Hadi, protagonisti di un violento conflitto civile, scoppiato a seguito del colpo di Stato del 21 settembre 2014.  Tuttavia, tale risultato è stato seguito da una serie di fallimenti in fase di negoziati, in concomitanza con il perpetuarsi di una violenta offensiva nel governatorato di Ma’rib e di tensioni nelle restanti regioni yemenite.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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