USA: Austin in Corea del Sud per parlare dell’alleanza Washington-Seoul

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 12:42 in Corea del Sud USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, si è recato in Corea del Sud con altri alti ufficiali militari, il primo dicembre, per discutere del futuro dell’alleanza militare tra Washington e Seoul e dei piani per contrastare le minacce dalla Corea del Nord. Oltre a partecipare a eventi cerimoniali, Austin ha in programma un incontro con il ministro della Difesa Sud-coreano, Suh Wook, il 2 dicembre.

Mentre l’arrivo di Austin è previsto nel pomeriggio del primo dicembre, il presidente degli Stati maggiori riuniti degli USA, il generale Mark Milley, è già arrivato a Seoul. I due parteciperanno a incontri consultivi annuali con la Corea del Sud, che ospita circa 28.500 soldati statunitensi le, U.S. Forces Korea (USFK). I militari di Washington sono presenti nel territorio Sud-coreano dalla Guerra di Corea, combattuta dal 1950 al 1953, e non hanno lasciato il Paese a causa della “minaccia coreana”. Gli incontri del primo dicembre saranno il primo “Security Consultative Meeting” ufficiale tra i due alleati da quando il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si è insediato alla Casa Bianca, il 21 gennaio scorso.

Seoul sta cercando di convincere Washington a sostenere una “dichiarazione di fine della guerra” con la Corea del Nord per rilanciare i colloqui sulla denuclearizzazione di Pyongyang, che sono in una fase di stallo. Lo scorso 21 settembre, il presidente Sud-coreano aveva rinnovato l’appello per la pace e la riconciliazione con la Corea del Nord, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.  Più funzionari statunitensi hanno segnalato il proprio sostegno a tale dichiarazione, ma hanno affermato che potrebbero esserci disaccordi con la Corea del Sud sulla sequenza di tali misure. Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine alla guerra. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato trattato di pace. Ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo, nonostante ad esso ci si riferisca come zona demilitarizzata. In tale quadro, però, la Corea del Nord accusa la Corea del Sud e gli Stati Uniti di alimentare le tensioni con le loro attività militari congiunte, mentre gli alleati affermano che le loro forze sono necessarie per scoraggiare Pyongyang.

Un’altra questione che Seoul potrebbe sollevare durante i colloqui con Austin sono gli sforzi della Corea del Sud per ottenere il “controllo operativo” delle forze militari combinate in un eventuale scenario di guerra, che attualmente spetta a un generale statunitense. Questa transizione è stata ritardata dalla pandemia di coronavirus, che ha portato alla cancellazione di importanti esercitazioni militari e altri incontri.

Intanto, il primo dicembre, il generale Milley ha incontrato il presidente degli Stati maggiori riuniti della Corea del Sud, il generale In-Choul Won. In una dichiarazione riguardante l’incontro è statao affermato che: “Durante le discussioni, il generale Milley e il generale Won hanno riconosciuto l’alleanza duratura e hanno evidenziato i significativi progressi fatti per rafforzare la cooperazione”. Il generale Milley avrebbe anche sottolineato l’impegno degli Stati Uniti a fornire una “deterrenza estesa” alla Corea del Sud, un riferimento all’impegno di Washington di difendere il suo alleato con armi nucleari, se necessario.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione