Talebani e Stati Uniti: come sono andati i colloqui a Doha

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 11:49 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 29 e 30 novembre, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Afghanistan, Thomas West, alla guida di una delegazione inter-agenzia, ha partecipato a due giorni di colloqui a Doha, in Qatar, con i delegati dell’Emirato Islamico guidati dal ministro degli Esteri ad interim, Amir Khan Muttaqi.

La delegazione degli USA comprendeva rappresentanti del Dipartimento di Stato, del Dipartimento del Tesoro, dell’agenzia US AID e della comunità dell’intelligence. Secondo quanto riferito in una dichiarazione del portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, i talebani sono stati esortati a mantenere la parola data su una serie di questioni. In particolare, Washington ha fatto riferimento all’impegno contro qualsiasi organizzazione intenzionata ad utilizzare il suolo afghano come base per effettuare attacchi terroristici. Inoltre, è stata menzionata l’importanza di garantire un passaggio sicuro per i cittadini statunitensi e afghani, ma anche la protezione dei diritti di tutta la popolazione, compreso il mondo femminile e le minoranze. Infine, la delegazione statunitese ha chiesto ai talebani di garantire il rilascio sicuro di Mark Frerichs, un ingegnere statunitense scomparso in Afghanistan a febbraio del 2020. 

Un altro tema trattato è stato quello del supporto umanitario, con gli USA che si sono impegnati a sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite e delle agenzie umanitarie in Afghanistan, in modo da garantire un supporto al popolo afgano con l’avvicinarsi dell’inverno. Il Dipartimento di Stato ha quindi sottolineato che gli Stati Uniti garantiranno che le sanzioni imposte al Paese non interferiranno con questo tipo di movimenti. Tuttavia, entità e individui sanzionati non saranno facilitati in nessuna maniera, sottolinea la dichiarazione del portavoce Price. Quindi, i delegati statunitensi hanno condiviso le loro preoccupazioni su al Qaida e lo Stato Islamico in Afghanistan. In risposta, i talebani hanno ribadito il loro impegno ad assicurarsi che il territorio afghano non venga utilizzato da nessun gruppo per minacciare la sicurezza di nessun Paese. 

Quindi, i rappresentanti degli USA hanno esortato l’Emirato islamico a garantire l’accesso delle donne e delle ragazze all’istruzione, a tutti i livelli. “I talebani hanno espresso disponibilità a impegnarsi con la comunità internazionale per il pieno accesso all’istruzione e hanno accolto con favore gli sforzi per verificare e monitorare i progressi nell’iscrivere donne e ragazze a scuola, a tutti i livelli”. In cambio, Kabul avrebbe chiesto un maggiore sostegno nel settore dell’istruzione. Dalla presa del potere da parte dei talebani, finalizzata il 15 agosto con la presa di Kabul, solo le studentesse afghane dalla prima elementare alla prima media erano potute tornare a scuola. Dalla seconda media in poi, sono tornate a scuola solo le ragazze della provincia di Herat, dopo lunghe discussioni tra il Consiglio degli insegnanti e i rappresentanti dei talebani. Questi affermano che per garantire l’accesso all’istruzione debba prima essere assicurato il rispetto della sharia, tramite una divisione rigorosa tra maschi e femmine ed una serie di altri provvedimenti. 

I delegati statunitensi hanno anche espresso la loro preoccupazione per le segnalazioni di violazioni dei diritti umani e hanno esortato l’Emirato islamico a proteggere i diritti di tutti gli afghani, in un probabile riferimento alla minoranza sciita hazara, oltre che alle donne, ad applicare l’amnistia generale garantita agli ex rivali politici e ad adottare misure per formare un governo inclusivo e rappresentativo. Da parte loro, i delegati dell’Emirato Islamico hanno invitato gli Stati Uniti a scongelare “immediatamente e senza condizioni” i finanziamenti che erano stati garantiti alla Banca Centrale afghana. Questi sono stati bloccati dopo che i talebani hanno preso il controllo di Kabul con la forza, il 15 agosto, nonostante gli impegni presi a garantire un dialogo politico con il governo deposto, supportato dalla comunità internazionale. Inoltre, la delegazione talebana ha chiesto di rimuovere le sanzioni e eliminare dalle liste nere i rappresentanti del gruppo. 

 Le Nazioni Unite hanno ripetutamente avvertito che l’economia dell’Afghanistan è sull’orlo di un collasso, che rischia di alimentare ulteriormente la carestia nel Paese, con conseguenze terribili per la popolazione. Oltre a causare sofferenze e decessi, Paesi come la Turchia e l’Italia hanno sottolineato il fatto che questa situazione non farà altro che favorire ulteriori ondate di emigrazione verso l’Occidente nel breve e lungo periodo. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.