Russia, FSB: 85 arresti durante un’operazione contro il contrabbando di armi

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 11:34 in Russia

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Il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa ha dichiarato, mercoledì primo dicembre, di aver arrestato 85 persone con l’accusa di contrabbando di armi. Nel corso dell’operazione, sono state sequestrate oltre 350 armi.

A riportare la notizia, il medesimo mercoledì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Secondo quanto reso noto, l’operazione di arresto è stata svolta congiuntamente con le autorità del Ministero degli Affari Interni russo e la Rosguard. Insieme, le forze anti-terrorismo della Federazione hanno posto in stato di fermo 85 persone perché impegnate in attività criminali compatibili con la modernizzazione e la vendita di armi da guerra. A seguito di tale epilogo, sono state sequestrate “353 unità di armi da fuoco di produzione nazionale ed estera”, si legge nel comunicato dell’FSB, citato da TASS. Nello specifico, il lotto conteneva 29 mitragliatrici, 18 mitra, 224 pistole e revolver, 104 armi quali carabine, fucili e doppiette. A queste si aggiungono circa 10 munizioni, 14 mine antiuomo, 30 bombe a mano, 11.000 cartucce di vario calibro e 30 chilogrammi di esplosivo, nonché 12 dispositivi silenziatori. L’operazione speciale è stata avviata nel mese di novembre e ha coinvolto 30 regioni della Federazione: Mosca, Buriazia, Mordovia, Udmurtia, Chuvashia, Krasnodar, Krasnoyarsk e Territori di Khabarovsk, Arkhangelsk, Belgorod, Vladimir, Volgograd, Ivanovo, Irkutsk, Kemerovo, Lipetsk , Murmansk, , Novosibirsk, Omsk, Orenburg, Ryazan, Samara, Sverdlovsk, Smolensk, Tomsk, Tyumen, Ulyanovsk, Chelyabinsk e Yaroslavl. “Misure di ricerca operativa e azioni investigative sono state eseguite presso gli indirizzi dei criminali che contrabbandavano armi”, ha affermato l’FSB.

Anche il 28 settembre, l’FSB, il Ministero degli Interni e la Rosguard avevano completato un’operazione che aveva portato all’arresto di 48 produttori di armi illegali, i quali operavano in 28 regioni della Russia. In totale, a seguito della perquisizione di circa 29 fabbriche clandestine, le Forze dell’ordine di Mosca avevano sequestrato ingenti quantità di prodotti illegali. Tra questi, è importante menzionare circa 149 armi da fuoco, 7 fucili d’assalto sequestrati, quali AK-74, AKS-74U, AK-103, 9 mitragliatrici, 67 carabine, 66 pistole e revolver. Inoltre, 27 kg di esplosivo, 6 granate manuali, 24 micce e detonatori e più di 12.000 cartucce di vario calibro. I sistemi di pagamento utilizzati erano di tipo elettronico e la consegna delle merci illegali avveniva attraverso operatori postali o società di spedizione. L’operazione ha portato all’arresto di un totale di 48 persone.

Altrettanto rilevante è menzionare un’operazione analoga, condotta il 26 luglio, che aveva portato allo smantellamento di un’altra rete di contrabbando di armi. In tale occasione erano state smantellate 32 fabbriche di armi illegali, dove operavano circa 45 persone, che sono state poste in stato di fermo. Nel corso della perquisizione delle strutture erano state sequestrate 272 armi da fuoco, 439 munizioni e mine di artiglieria, 65 bombe a mano, oltre 26,5 mila cartucce di vario calibro. A queste si aggiungono altri 256 dispositivi militari, 20 silenziatori e un totale di 130 kg di sostanze altamente esplosive. Per quanto riguarda le armi da fuoco, le indagini hanno portato alla confisca di 20 mitragliatrici, 11 fucili d’assalto, 118 pistole e revolver, 125 carabine e altri fucili di vario calibro.

In tale contesto, è importante ricordare che il Cremlino ha approvato, il 12 luglio, una serie di modifiche a sei articoli del Codice penale del Paese. Questo ha reso più ferree le norme riguardanti il deposito illegale, la fabbricazione clandestina, nonché la modifica e la vendita di armi senza disporre dei permessi necessari. Pertanto, l’FSB ha dichiarato che i processi penali contro i 45 accusati saranno svolti sulla base delle nuove normative in vigore. È altresì importante sottolineare che i membri della Commissione per la Sicurezza e la Lotta alla Corruzione della Duma di Stato russa, guidata dal suo presidente, Vasily Piskarev, hanno elaborato alcuni emendamenti per rafforzare la responsabilità amministrativa per le violazioni nel settore del traffico di armi civili. La nota esplicativa del progetto di legge è stata divulgata dall’agenzia di stampa russa TASS, il 13 maggio. Tale iniziativa è stata presa alla luce del recente episodio di Kazan, verificatosi l’11 maggio, quando due adolescenti armati hanno fatto irruzione nella scuola secondaria di primo grado numero 175 di Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan, uccidendo 7 persone e ferendone 23.

Secondo i membri della Commissione, le modifiche erano necessarie perché, attualmente, la validità della licenza per l’acquisto di armi è di sei mesi. Il problema sorge dal fatto che se i cittadini non registrano l’arma acquistata presso la Guardia Nazionale della Federazione Russa Rosguard dopo il periodo di prescrizione di due mesi, non sono soggetti alla responsabilità amministrativa. Tutto ciò contribuisce al traffico illecito e ostacola la tempestiva tracciabilità da parte delle autorità. Pertanto, in seguito alla riunione della Commissione parlamentare del 12 maggio, Piskarev ha evidenziato che i deputati lavorano costantemente per migliorare la legislazione in materia di armi, al fine di non avere “alcuna ripetizione di ciò che è successo a Kazan”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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