Il Regno Unito allarmato dalla corsa all’intelligenza artificiale di Russia e Cina

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 11:21 in Cina Russia UK

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Il capo del Secret Intelligence Service del Regno Unito, Richard Moore, ha avvertito che Cina e Russia stanno facendo a gara per padroneggiare le tecnologie alla base dell’intelligenza artificiale in un modo che potrebbe rivoluzionare la geopolitica nei prossimi 10 anni. Nel suo primo discorso pubblico da quanto è salito al vertice dell’agenzia, nota anche con la sigla MI6, Moore ha sottolineato che l’ingegneria quantistica, la biologia ingegneristica, i big data e i progressi informatici rappresentano una minaccia che deve essere affrontata dai poteri democratici. Moore, ex diplomatico, è diventato capo del servizio di spionaggio estero nell’ottobre 2020.

“I nostri avversari stanno impiegando denaro e ambizioni nel cercare di padroneggiare l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica e la biologia sintetica, perché sanno che dominare queste tecnologie darà loro una marcia in più”, ha affermato il direttore del Secret Service. Le agenzie di sicurezza di tutto il mondo stanno cercando di cavalcare i progressi informatici per sfidare le tradizionali tecniche di spionaggio. 

Parlando nel corso di un evento organizzato dal think tank “Institute for International and Strategic Studies”, Moore ha ipotizzato che il progresso tecnologico, nel prossimo decennio, potrebbe superare tutti i traguardi compiuti durante il secolo scorso. “Come società, dobbiamo ancora interiorizzare questo fatto cruciale e il suo potenziale impatto sulla geopolitica globale. Ma è un obiettivo incandescente per l’MI6″, ha detto.

Di particolare interesse, per i funzionari di sicurezza occidentali, sono i servizi di intelligence russi e cinesi, che sembrano affrettarsi nella corsa verso il potenziamento delle tecnologie informatiche e intendono sfruttare al massimo la potenza di una serie di tecnologie sofisticate, ad un ritmo più veloce di quello dei loro competitor nell’altro emisfero. Le agenzie di intelligence occidentali temono che Pechino possa dominare tutte le principali tecnologie emergenti entro pochi decenni, in particolare l’intelligenza artificiale, la biologia sintetica e la genetica. 

L’ascesa economica e militare che la Cina ha vissuto negli ultimi 40 anni è considerata uno degli eventi geopolitici più significativi degli ultimi tempi, insieme alla caduta dell’Unione Sovietica, nel 1991. Il mondo ha guardato con stupore alla trasformazione del Paese asiatico in una superpotenza in grado di sfidare il dominio degli Stati Uniti, dopo la Guerra Fredda, sia militarmente, sia economicamente, sia dal punto di vista dello spionaggio. “Adattarsi ad un mondo colpito dall’ascesa di Pechino è la massima priorità per l’MI6”, ha detto Moore. Elencando le aree in cui la Cina è diventata più assertiva, il capo del Secret Service britannico ha individuato nel desiderio cinese di risolvere la questione di Taiwan, con la forza, se necessario, “una seria sfida alla stabilità e alla pace globali”. Tuttavia, ha osservato, “Pechino crede troppo alla propria propaganda sulle fragilità occidentali e sottovaluta la determinazione di Washington”. “Il rischio di un errore di calcolo cinese dovuto all’eccessiva fiducia è reale”, ha puntualizzato Moore. La Cina nel 1979 aveva un’economia più piccola di quella dell’Italia, ma, dopo l’apertura agli investimenti esteri e l’introduzione delle riforme di mercato, è diventata la seconda economia del mondo, compiendo un’ascesa quasi unica nella storia.

Moore ha specificato che il servizio di intelligence dovrà rinunciare a parte della sua radicata segretezza e aprirsi alle aziende tecnologiche per combattere le minacce emergenti. L’MI6 e le agenzie di sicurezza occidentali dovranno “diventare più aperte per rimanere segrete” in un mondo di destabilizzanti cambiamenti tecnologici, ha sottolineato, aggiungendo: “Non possiamo sperare di replicare l’industria tecnologica globale, quindi dobbiamo sfruttarla”.

Moore, che si è unito all’MI6 negli anni ’80 e ha lavorato sotto copertura diplomatica in Vietnam, Turchia, Pakistan e Iran, si è lamentato altresì del pessimo stato delle relazioni tra Gran Bretagna e Russia. “Ho un profondo rispetto per la storia, la cultura e le persone della Russia”, ha detto Moore. “L’attuale difficile relazione con Mosca non è quella che il Regno Unito vuole. Faremo però tutto il necessario per mantenere il nostro Paese al sicuro e per scoraggiare e difenderci dall’intero spettro di minacce che Mosca pone”. L’MI6 opera all’estero e ha il compito di difendere il Regno Unito e la sua sicurezza. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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