Libia, elezioni presidenziali: il premier rientra in gioco

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 15:31 in Africa Libia

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Il primo ministro libico ad interim, Abdulhamid Dabaiba, è stato riammesso nella corsa alle presidenziali, dopo che, il primo dicembre, la Corte di Tripoli ha accolto l’appello presentato dai suoi avvocati.

Dopo aver presentato la documentazione richiesta per concorrere alla carica di capo di Stato, il 21 novembre, Dabaiba aveva visto la propria candidatura essere respinta dal Tribunale di primo grado di Tripoli, il quale, il 28 novembre, aveva accolto il ricorso presentato da una serie di personalità libiche, tra cui l’ex ministro dell’Interno, Fathi Bashagha. Tra gli altri candidati che avevano richiesto la sospensione di Dabaiba vi erano Aref Ali Nayed, Othman Abdel Jalil e Mohamed al-Muntasser, tutti in corsa alle presidenziali di dicembre. Sono diversi gli articoli citati nel ricorso per motivare il rifiuto alla candidatura. Tra questi, il conteso articolo 12 della legge elettorale, in base al quale gli aspiranti capi di Stato sono stati chiamati a lasciare i propri incarichi sia civili sia militari tre mesi prima della data prevista per le elezioni, calendarizzate per il 24 dicembre. Inoltre, Dabaiba sarebbe in possesso della nazionalità canadese, il che violerebbe un’altra condizione della medesima legge, la quale stabilisce che il futuro presidente “non dovrà avere il passaporto di un altro Paese”.

Dabaiba è stato definito dai media un ricco imprenditore proveniente dalla città di Misurata, sconosciuto all’opinione pubblica libica prima di essere nominato a capo del governo di unità nazionale, il 5 febbraio scorso. La sua nomina non è stata priva di controversie, sorte dopo le accuse rivolte contro il premier, il quale avrebbe offerto tangenti ai membri del Forum di dialogo politico per votare a suo favore. Tuttavia, ad oggi, Dabaiba risulta ricevere il sostegno della popolazione libica, soprattutto nella Libia occidentale, attirata dalle doti comunicative del premier, diverse rispetto ai suoi predecessori, e dal suo essere al passo coi tempi e “vicino a tutti”. Come specificato da alcuni analisti, per vincere alle presidenziali, Dabaiba necessiterebbe anche semplicemente dei soli voti della regione occidentale, la quale ospita la maggior parte degli elettori libici. Non da ultimo, anche le Nazioni Unite, gli Usa e l’Unione Europea sarebbero a favore della nomina di Dabaiba come futuro presidente del Paese Nord-africano. Tuttavia, il destino del primo ministro ad interim potrebbe essere influenzato dalle critiche degli ultimi mesi contro il suo operato, che hanno portato il Parlamento libico con sede a Tobruk, il 21 settembre, ad esprimersi a favore del ritiro della fiducia al governo di unità nazionale.

Da parte sua, nel discorso rivolto al momento della presentazione dei documenti, Dabaiba ha esortato la popolazione libica a “non perdere la speranza”, nonostante le difficoltà e le circostanze “ambigue” che caratterizzano il processo elettorale. “L’inizio del percorso è oramai chiaro. Abbiamo iniziato il viaggio insieme e lo termineremo insieme”, ha affermato il capo dell’esecutivo ad interim, il quale si è impegnato a porsi a servizio della popolazione in un momento considerato storico per il Paese Nord-africano. Dabaiba ha specificato che il suo unico desiderio è raggiungere l’unità della Libia, portare avanti il processo, “lungo e complesso”, già intrapreso e lavorare insieme per far fronte alle crisi in corso. “Non ci sarà nessuna guerra dopo oggi” ha dichiarato il premier, che ha poi promesso unità, sicurezza, prosperità e una vita dignitosa per la popolazione libica.

Nel frattempo, continuano i preparativi per le elezioni del 24 dicembre, seppur compromesse da divergenze ed episodi come quelli verificatisi a Sebha il 29 novembre. In tale data, uomini armati, affiliati al generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, hanno circondato il tribunale nella città libica meridionale, impedendo ad avvocati e impiegati di lavorare al ricorso presentato dal figlio dell’ex leader libico Gheddafi, Saif al-Islam, la cui candidatura alle elezioni presidenziali è stata respinta dall’Alta Commissione elettorale.

Da parte loro, le Nazioni Unite, attraverso la Missione di Sostegno (UNSMIL) e l’inviato speciale, Jan Kubis, continuano a esprimere il proprio sostegno alle elezioni presidenziali e legislative in Libia. A tal proposito, nella mattina del primo dicembre, Kubis ha incontrato il capo dell’Alta Commissione elettorale nazionale libica (HNEC), Imad al-Sayeh, con cui sono stati presi in esame gli ultimi sviluppi in materia di elezioni e i preparativi da completare in vista dell’evento imminente. Kubis ha poi richiamato l’attenzione sull’interesse della comunità internazionale per i progressi compiuti in questo senso e sul suo sostegno, attraverso le Nazioni Unite, ai passi intrapresi dalla Commissione. Infine, le Nazioni Unite hanno ribadito il proprio impegno ad accompagnare i libici verso la realizzazione dello Stato democratico desiderato.

Oltre al futuro capo di Stato, la popolazione libica attende di recarsi alle urne per poter esprimere la propria preferenza anche sui membri del Parlamento. Secondo quanto riferito da Imad al-Sayeh, le elezioni legislative si terranno dopo 52 giorni dal primo turno delle presidenziali, presumibilmente il 14 febbraio 2022. Entrambe le elezioni rappresentano un momento significativo per l’elettorato libico, che si troverà a scegliere democraticamente le proprie autorità, dopo essere stato testimone, dal 15 febbraio 2011, di crisi e guerra civile.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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