Honduras: candidata di sinistra sempre più vicina alla presidenza

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 17:42 in America centrale e Caraibi

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Il partito di governo dell’Honduras ha ammesso la sconfitta alle ultime elezioni presidenziali, riconoscendo la vittoria della candidata dell’opposizione di sinistra, Xiomara Castro. Quest’ultima si avvicina a diventare la prima donna presidente del Paese. É atteso ancora il responso ufficiale del Consiglio elettorale nazionale.

L’aspirante capo di Stato rimasto indietro nella corsa elettorale, Nasry Asfura, sindaco di Tegucigalpa e candidato del Partito nazionale, ha dichiarato, nella serata di martedì 30 novembre, di essersi personalmente congratulato con Castro, nonostante ancora solo la metà delle schede sia stata scrutinata. La probabile futura presidente honduregna ha ottenuto, al momento, circa il 53% dei voti, mentre Asfura il 34%, con il 52% delle schede conteggiate. Il Consiglio elettorale nazionale ha tempo 30 giorni dalle elezioni per dichiarare il vincitore.

“Ora voglio dirlo pubblicamente”, ha detto il candidato conservatore. “Mi congratulo con lei per la sua vittoria e, come presidente eletto, spero che Dio la illumini e la guidi in modo che la sua amministrazione faccia il meglio per il bene di tutti noi honduregni, per raggiungere lo sviluppo e il desiderio di democrazia”‘, ha aggiunto, riferendosi a Castro. Anche il segretario di Stato americano, Antony Blinken, si è congratulato con Castro, pochi minuti dopo la dichiarazione di Asfura. “Gli Stati Uniti si congratulano con il popolo dell’Honduras per la sua elezione e con Xiomara Castro per la sua storica vittoria come primo presidente donna dell’Honduras”, ha detto Blinken in una nota. “Non vediamo l’ora di lavorare con il prossimo governo honduregno”, ha aggiunto.

Il riconoscimento, da parte di Asfura, della vittoria della rivale ha dato sollievo a molti honduregni, i quali temevano che l’elezione venisse contestata dal candidato perdente. La preoccupazione è sorta per via di quanto successo nel 2017, quando la sconfitta elettorale di Salvador Nasralla portò a proteste di piazza che causarono la morte di circa 23 persone. A seguito di quelle elezioni, il governo impose il coprifuoco e, tre settimane dopo, dichiarò vincitore il presidente uscente Juan Orlando Hernández, nonostante la missione di osservazione dell’Organizzazione degli Stati americani avesse chiesto una ripetizione del voto.

Castro ha cavalcato un’ondata di malcontento popolare, dopo 12 anni di governo da parte del Partito Nazionale, e, a gennaio, si sostituirà alla destra, rappresentata da Juan Orlando Hernández, che termina il suo secondo mandato nel mezzo di accuse per traffico di droga negli Stati Uniti. La futura presidente, moglie dell’ex capo di stato Manuel Zelaya, affronterà grandi sfide. La disoccupazione, nel Paese centroamericano, è superiore al 10%, l’Honduras settentrionale è stato devastato da due grandi uragani, lo scorso anno, e le bande amate danneggiano la stabilità economica con i loro racket di estorsioni e violenze, spingendo le persone a emigrare verso gli Stati Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione