Etiopia: l’esercito continua ad avanzare, riconquista nuove città

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 18:52 in Africa Etiopia

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I soldati etiopi hanno dichiarato di aver ripreso il controllo di alcune piccole città della regione di Amhara, precedentemente catturate dai ribelli del Tigray, tra cui Lalibela e Shewa Robit, quest’ultima situata a circa 220 km dalla capitale, Addis Abeba. L’annuncio segue la cattura di Chifra, nella regione di Afar, dichiarata nuovamente nelle mani del governo il 28 novembre, poco dopo che il primo ministro, Abiy Ahmed, è sceso sul campo di battaglia al fianco dei militari. 

Il portavoce del governo, Legesse Tulu, ha affermato che una decina di città dell’area sono state riprese dall’esercito etiope e dalle forze regionali fedeli ad Abiy: “Sul fronte Shewa, il Mezezo, Molale, Shewa Robit, Rasa e i suoi dintorni sono stati liberati dai terroristi delle Forze di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF)”. Il governo, più tardi, ha annunciato anche la riconquista del sito di Lalibela, patrimonio mondiale dell’UNESCO, caduto nelle mani dei combattenti del Tigray ad agosto.

Le conquiste militari dell’esercito ad Afar e ad Amhara rappresentano un duro colpo per le forze tigrine che, poche settimane fa, avevano minacciato di marciare verso la capitale e più ad Est, per prendere il controllo di una strada che collega l’Etiopia al porto di Gibuti. Il conflitto civile, nel Paese del Corno d’Africa, va avanti da novembre 2020 e, finora, ha provocato migliaia di vittime, costretto milioni di persone a fuggire dalle proprie case e reso più di 9 milioni di abitanti dipendenti dagli aiuti alimentari.

L’agenzia di stampa Reuters ha contattato alcuni residenti delle aree intorno a Lalibela. Uno di loro, che vive nel villaggio di Gragne Amba, a 25 km a Sud-Ovest dalla città, ha affermato che le forze del Tigray hanno lasciato la località ieri. “Pensavo che stessero scherzando quando i combattenti del TPLF hanno detto ‘Molti dei soldati di Abiy stanno arrivando'”, ha riferito a Reuters la fonte, rimasta anonima. “Questa mattina abbiamo visto le forze speciali di Amhara. Ci hanno detto che sono qui per noi e hanno cercato di confortarci”, ha aggiunto. Altre due persone, originarie di Lalibela e ora fuggite dai combattimenti, hanno riferito che anche i loro parenti hanno confermato la fuga delle forze tigrine. Il portavoce del governo ha affermato di essere in attesa di ulteriori informazioni da parte dei militari.

Nel frattempo, dopo aver lodato gli ultimi successi militari, Abiy ha dichiarato che i suoi nemici sono stati sconfitti e ha promesso di riconquistare tutta la regione di Amhara. I filmati dal fronte sono stati trasmessi su Fana Broadcasting, l’emittente televisiva affiliata allo Stato, e hanno mostrato Abiy che indossava tuta e berretto militari nella giungla, mentre scrutava l’orizzonte con il binocolo. “L’East Command si è assicurato una vittoria inimmaginabile in un solo giorno di pianificazione e un giorno e mezzo di combattimenti”, ha detto il premier. “Ora ripeteremo quella vittoria su questo fronte”, ha aggiunto, rivolgendosi alle truppe in prima linea nel conflitto, vicino alla località di Gashena, nella regione di Amhara. “Il nemico è perso. Il nostro compito è sbaragliarlo e distruggerlo”, ha esclamato, continuando: “I giovani del Tigray stanno cadendo come foglie. Dovrebbero sapere che sono stati sconfitti e arrendersi a partire da oggi”. Getachew Reda, portavoce del Fronte di liberazione popolare del Tigray, non ha ancora risposto alle richieste di commento. Lunedì 29 novembre, Reda aveva accusato Abiy di essersi impegnato in “finti giochi di guerra”.

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Chiara Gentili

 

di Redazione