Erdogan: la Turchia vuole migliorare i rapporti con Arabia Saudita ed Egitto

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 9:54 in Arabia Saudita Egitto Turchia

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La Turchia vuole migliorare i rapporti con l’Arabia Saudita e l’Egitto. È quanto ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, martedì 30 novembre, nel corso di un discorso televisivo sull’emittente TRT, durante il quale ha reso noto che sono in corso contatti a livello ministeriale tra Ankara e il Cairo. In relazione ai rapporti con l’Arabia Saudita, invece, Erdogan ha riferito che ci sono diverse possibilità di cooperazione con i Paesi del Golfo, poiché le loro economie e quella turca “sono complementari”.

Tali dichiarazioni sono state rilasciare a una settimana di distanza dalla visita ufficiale, la prima dal 2012, del principe ereditario emiratino, Sheikh Mohammed bin Zayed al-Nahyan, ad Ankara. Nell’occasione, gli Emirati Arabi Uniti hanno stanziato 10 miliardi di dollari di fondi da investire in Turchia, firmando altresì diversi memorandum di intesa e accordi di cooperazione e partnership su questioni relative alle dogane, e nel campo dell’energia e dell’ambiente.

L’incontro tra al-Nahyan ed Erdogan ha costituito una svolta nelle relazioni tra i due Paesi, rivali in Medio Oriente e in Nord Africa da ormai un decennio. Le tensioni sono legate alle diverse posizioni politiche: mentre Erdogan sostiene la Fratellanza Musulmana, Abu Dhabi, dal 2014, la considera un’organizzazione terroristica. Per tale ragione, la Turchia e gli UAE hanno appoggiato fazioni opposte in diversi teatri di conflitto, tra cui in Libia, dove Ankara ha sostenuto l’ex governo di Tripoli, mentre gli Emirati hanno sostenuto il generale Haftar insieme all’Egitto e all’Arabia Saudita, altri due Stati del blocco “anti-Fratellanza Musulmana”.

È prevista una visita ufficiale di Erdogan negli Emirati Arabi Uniti il prossimo febbraio, per la quale il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, e il capo dell’intelligence, Hakan Fidan, stanno lavorando ai preparativi. Nel frattempo, sono attesi in Turchia ufficiali del Bahrein. La Turchia ha espresso la volontà di migliorare i rapporti anche con Israele, dove Erdogan dovrebbe effettuare una visita ufficiale nei prossimi mesi. Nonostante la posizione a difesa dei palestinesi, accompagnata da una retorica accesa contro le azioni di Israele, Ankara ha mantenuto legami con i servizi di sicurezza e l’intelligence israeliani, così come i rapporti commerciali.

Secondo i dati ufficiali dell’Istituto statistico turco e della Banca Centrale turca, le relazioni economiche tra i due Paesi non sono mai state interrotte ma, al contrario, sono aumentate nel tempo, così come il volume degli investimenti diretti. Nel 2020, la Turchia le esportazioni turche in Israele sono state pari a 4,7 miliardi di dollari, facendo del Paese mediorientale la sua nona destinazione per esportazioni. Nei primi quattro mesi del 2021, invece, le esportazioni turche in Israele hanno raggiunto 1,85 miliardi di dollari, segnando un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Da parte sua, Israele non attribuisce molta importanza alle dichiarazioni della Turchia relative a Gaza o Gerusalemme, ma monitora costantemente la cooperazione di Ankara con Hamas. Il desiderio di Israele sarebbe la chiusura degli uffici dell’organizzazione sul suolo turco.

Secondo il quotidiano turco Daily Sabah, questo cambiamento in politica estera della Turchia è il risultato naturale degli sforzi delle autorità turche di adattarsi alla nuova realtà post-pandemia, e soprattutto al nuovo ordine internazionale, cercando nuove opportunità di cooperazione economica e politica con i Paesi vicini. Rispetto al 2020, quando Erdogan aveva attuato una politica estera aggressiva, soprattutto nel Mediterraneo orientale, che aveva relegato la Turchia in un isolamento politico, nel 2021, il presidente turco ha voluto cambiare la propria posizione, mostrandosi intenzionato a risolvere le tensioni regionali.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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