Cipro attende misure dell’UE per limitare le azioni della Turchia

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 11:09 in Cipro Turchia

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Il presidente della Repubblica di Cipro, Nicos Anastasiades, ha riferito di attendere l’annuncio di nuove misure da parte dell’Unione Europea per esercitare pressione sulla Turchia, affinché sospenda le sue azioni illegali a Famagosta.

Tale dichiarazione è stata rilasciata nel corso di una cena diplomatica con l’ambasciatore sloveno, Matjas Longar. In relazione a Famagosta, il presidente cipriota ha ricordato la dichiarazione dell’Alto rappresentante dell’Unione europea, Josep Borrell, dello scorso luglio, con la quale sono state condannate le azioni unilaterali e illegali della Turchia nell’area recintata di Varosha.

Anastasiades ha invitato i partner dell’UE a sostenere gli sforzi per la ripresa dei negoziati, esortandoli a esercitare la loro influenza sulla Turchia, affinché rispetti i diritti sovrani della Repubblica di Cipro, sulla base del diritto internazionale e affinché si astenga dalle sue continue attività illegali. Il Presidente cipriota ha assicurato che, nonostante le difficoltà legate alla posizione turca sulla questione di Cipro, Nicosia pienamente impegnata nella ripresa del processo per una soluzione del problema dell’isola.

ll presidente ha altresì espresso preoccupazione sia per la posizione contraria della Turchia in merito all’opzione federale, sia per le sue tattiche provocatorie in mare e nell’area di Famagosta, così come per i suoi piani per un’ulteriore militarizzazione dei territori occupati. A tale proposito, Anastasiades ha fatto riferimento ai piani di Ankara per la costruzione di una base di droni a Lefkoniko e una base navale a Trikomo.

Sulla questione migratoria, il presidente cipriota ha sottolineato lo stato di emergenza di Cipro a causa dell’aumento dei flussi, riferendo che, dall’inizio del 2021, sono state presentate circa 11.000 richieste di asilo nell’isola, che non è in grado di gestire la situazione. A suo dire, la Turchia ha inviato intenzionalmente migranti sprovvisti di documenti nelle aree libere di Cipro attraverso il Nord sotto l’amministrazione turca. Questi migranti arrivano nelle zone occupate e vengono prelevati per essere portati in vari punti della linea del cessate il fuoco per poter entrare nelle zone controllate dalla Repubblica di Cipro.

L’11 novembre, il portavoce del governo greco-cipriota, Marios Pelekanos, ha riferito che il Paese, per via dei crescenti flussi migratori, sta subendo un cambiamento demografico, con effetti socioeconomici preoccupanti, motivo per cui si appellerà alla Commissione europea, affinché intervenga per migliorare la situazione. A tal proposito, Cipro vorrebbe sospendere le richieste di asilo. Da parte sua, il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, il 30 novembre, ha riferito che l’UE sosterrà Cipro per quanto riguarda la questione migratoria.

La Repubblica di Cipro occupa 2/3 del territorio dell’isola, mentre la parte restante è sotto il controllo della Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC), fondata il 15 novembre 1983, e riconosciuta soltanto dalla Turchia. La Repubblica di Cipro, invece, è riconosciuta a livello internazionale e, dal maggio 2004, fa parte dell’Unione Europea. Mentre la Greca e l’amministrazione della Repubblica di Cipro sono a favore di una soluzione federale, la Turchia e la TRNC insistono su una soluzione a due Stati, che rifletta le due realtà dell’isola del Mediterraneo, esistenti dal 1964.

In merito alle attività turche a Famagosta, il 16 novembre, un documento altamente riservato, redatto dal Servizio degli esperti europei, riguardante le mosse della Turchia a Varosha a partire dallo scorso 20 luglio, è stato consegnato ai ministri degli Esteri dell’Unione Europea a Bruxelles. Il file include fotografie aeree della base di droni allestita nell’aeroporto di Lefkoniko, nel territorio della TRNC, ma anche nell’area di Bogazi, dove l’esercito turco pianifica di stabilire una base navale. 

Varosha è un quartiere della città di Famagosta che, tra gli anni Sessanta e Settanta, era uno dei principali siti turistici di Cipro. Nell’agosto 1974, in seguito all’invasione dell’esercito turco, temendo un massacro, gli abitanti ed i turisti abbandonarono l’area, così che Famagosta venne chiusa con un recinto spinato per vietare l’accesso. Il quartiere è rimasto abbandonato fino al 6 ottobre scorso, quando le autorità turche-cipriote hanno annunciato la riapertura della spiaggia di Varosha, provocando la condanna da parte delle autorità greco-cipriote. In particolare, il governo di Nicosia, stretto alleato della Grecia, si è opposto alla riapertura del resort abbandonato della spiaggia di Varosha e ha dichiarato che presenterà ricorso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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