Anche gli Emirati Arabi Uniti si avvicinano a Teheran

Pubblicato il 1 dicembre 2021 alle 11:59 in Emirati Arabi Uniti Iran

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Anwar Gargash, alto consigliere diplomatico del presidente emiratino, nonché ex ministro di Stato degli Affari Esteri, ha affermato, il 30 novembre, che una delegazione degli Emirati Arabi Uniti (UAE) si recherà presto in Iran. L’obiettivo è “aprire una nuova pagina” nelle relazioni tra Teheran ed Abu Dhabi.

“Spero che sia il prima possibile e che tutti i nostri alleati ne siano consapevoli”, ha riferito Gargash alla stampa, in risposta alla domanda sulla possibile visita della delegazione emiratina. Le parole dell’alto consigliere sono giunte dopo che, il 24 novembre, lo stesso Gargash ha tenuto un incontro, definito “insolito”, con il viceministro degli Esteri dell’Iran per gli affari politici, Ali Bagheri Kani, il quale sta attualmente guidando la delegazione iraniana al tavolo delle trattative di Vienna, relative all’accordo sul nucleare del 2015. Secondo quanto riportato da fonti mediatiche emiratine, i colloqui della scorsa settimana sono stati caratterizzati da toni amichevoli e i partecipanti, tra cui il successore di Gargash, Khalifa Shaheen, hanno “sottolineato l’importanza di rafforzare le relazioni sulla base dei principi di buon vicinato e rispetto reciproco. A margine dell’incontro, il diplomatico iraniano, sul proprio account Twitter, ha confermato che Teheran ed Abu Dhabi avevano “concordato di aprire un nuovo capitolo” nella storia di relazioni spesso tese.

Abu Dhabi, seppur consapevole e preoccupata delle attività condotte dall’Iran nella regione mediorientale, sembra essere disposta a migliorare i rapporti, dopo aver accolto “positivamente” il riconoscimento, da parte iraniana, della necessità di ricostruire ponti con i Paesi del Golfo. Ciò è stato dimostrato anche dal riavvicinamento degli ultimi mesi con Riad e dall’avvio dei cosiddetti “colloqui esplorativi”. Ad ogni modo, Gargash ha evidenziato che, anche se i colloqui con l’Iran raggiungeranno risultati positivi, questi “non risolveranno tutte le preoccupazioni sulla politica di Teheran”. Il consigliere emiratino ha poi dichiarato che il dialogo e la cooperazione economica facciano parte delle misure volte a ricostruire fiducia, ma, in ogni caso, ciò richiederà tempo.

Al pari dell’Arabia Saudita, gli UAE si sono spesso schierati sul lato opposto rispetto all’Iran in una serie di conflitti regionali, siriano e yemenita in primis. A tal proposito, Abu Dhabi è un membro della coalizione internazionale guidata da Riad che, il 26 marzo 2015, è intervenuta nel conflitto civile in Yemen per sostenere l’esercito filogovernativo e il presidente Rabbo Mansour Hadi. Teheran, dal canto suo, continua tutt’oggi ad appoggiare le milizie di ribelli sciiti Houthi. La perdurante guerra in Yemen è una delle maggiori fonti di preoccupazione per Riad ed Abu Dhabi in merito al comportamento dell’Iran. A tal proposito, gli UAE hanno spesso mostrato solidarietà all’alleato saudita a fronte degli attacchi, attribuiti ai ribelli Houthi, contro petroliere al largo delle acque del Golfo e alle infrastrutture energetiche saudite.

Parallelamente, l’Iran è stato molto critico verso gli Accordi di Abramo, siglati, il 15 settembre 2020, da Israele e alcuni Paesi arabi, tra cui proprio gli UAE, che hanno portato alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche. Tuttavia, nonostante le divergenze fra loro e l’interruzione dei rapporti tra Teheran e Riad, a gennaio 2016, l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti hanno mantenuto relazioni diplomatiche. Ciò deriverebbe da una “diplomazia collettiva” multilaterale promossa dal principe ereditario, Mohammad bin Zayed, il cui l’obiettivo è disinnescare le tensioni tra gli Stati del Medio Oriente e del Golfo.

Il viaggio di Kani negli Emirati Arabi Uniti è stato effettuato a pochi giorni dalla ripresa dei colloqui sul nucleare, volti a ripristinare il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), siglato nel 2015. A tal proposito, nel 2018, Abu Dhabi ha sostenuto la decisione dell’allora capo della Casa Bianca, Donald Trump, di ritirare gli Stati Uniti dall’intesa. In generale, gli Stati del Golfo hanno spesso criticato il patto, ritenendolo non efficace per contrastare il programma missilistico iraniano e il sostegno di Teheran a gruppi quali gli Houthi in Yemen ed Hezbollah in Libano.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione