Unione per il Mediterraneo: forum a Barcellona per aumentare la cooperazione nell’area

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 7:16 in Immigrazione Spagna

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L’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha affermato, lunedì 29 novembre, nel corso del sesto forum ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), che il bacino “dovrebbe essere un punto di unione e non un confine” e ha chiesto di colmare il “divario” tra i Paesi che si affacciano sulla sponda settentrionale e quella meridionale. 

L’incontro è stato organizzato a Barcellona con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra gli Stati di fronte alle sfide comuni poste dai problemi della disuguaglianza, della migrazione, del cambiamento climatico e della crisi dovuta al COVID-19. Il forum rappresenta dunque un’occasione per avviare “un dialogo aperto su come promuovere l’integrazione regionale” e per valutare “i benefici di una maggiore cooperazione nella regione euro-mediterranea”. “Nel Mediterraneo siamo una famiglia dove c’è amore, ma a volte anche qualche litigio. Condividiamo una storia comune che ci unisce, ma anche che ci separa. Il Mediterraneo divide due mondi con tante differenze, ma il mare dovrebbe essere un punto di unione e non una frontiera”, ha commentato il capo della diplomazia europea.

Borrell ha riconosciuto che “in alcuni Paesi sono stati fatti pochissimi progressi” e ha parlato della mancanza di opportunità per i giovani in Nord Africa, un fenomeno che aumenterebbe la “pressione migratoria”. “Il divario demografico e di ricchezza è insostenibile e non diminuisce ma aumenta. È la realtà che ci riguarda e per colmare questo divario è necessario affrontarlo con soluzioni specifiche e promuovere un’economia sostenibile e inclusiva”, ha aggiunto. 

Allacciandosi al tema dell’immigrazione, Borrell ha fatto riferimento alla crisi dell’UE con la Bielorussia e ha ringraziato la “solidarietà” offerta dalla regione nel rifiutare le pratiche di Minsk, che utilizza le “persone come se fossero proiettili”. “Avete contribuito a fermare questo flusso di gente che viene usata come proiettili alle frontiere europee. Questo armamento delle persone non può avvenire e l’UE ha visto che possiede molti amici”, ha affermato l’alto rappresentante a proposito del sostegno mostrato dalla regione mediterranea sulla questione della crisi dei migranti con la Bielorussia. 

La prima sessione del sesto forum dell’UpM è stata inaugurata dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, dal Segretario Generale dell’Unione, Nasser Kamel, e dal Ministro degli Esteri e degli Espatriati della Giordania, Ayman Safadi. L’Unione è un’organizzazione che comprende 42 Paesi. L’incontro ha visto la partecipazione dei ministri degli Esteri e di altri rappresentanti degli Stati coinvolti, tra cui quella del titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari europei, Vincenzo Amendola.

Nel corso del forum, Safadi ha richiamato l’attenzione sui conflitti che persistono nella regione, in particolare in Libia, da un lato, e Israele e Palestina, dall’altro, argomento sul quale ha ribadito ancora una volta l’importanza di favorire una soluzione a due Stati. Albares ha invitato alla collaborazione mediterranea per affrontare la “crisi energetica”, mentre Kamel ha ricordato come “nessun Paese o organizzazione può affrontare da solo” sfide globali come le disuguaglianze, la crisi climatica o la pandemia e ha ribadito l’importanza del multilateralismo.

Mentre i ministri dei Paesi membri dell’UpM si riunivano a Barcellona, la Guardia costiera italiana ha riferito di aver salvato, nel fine settimana, circa 250 migranti, tra cui un neonato, a poche miglia di distanza dalla costa calabrese, a bordo di un’imbarcazione alla deriva. Il salvataggio, effettuato nella notte tra sabato 27 e domenica 28 novembre, è stato complicato dalle difficili condizioni meteorologiche ed è durato più di 16 ore. In totale sono state salvate 244 persone, di cui 41 minorenni. Solo pochi giorni prima, il 25 novembre, altri 296 migranti erano stati tratti in salvo dalla Guardia costiera italiana nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Europa.

Finora, dall’inizio del 2021, sono sbarcati in Italia circa 62.236 migranti. Lo riferiscono i dati del Ministero dell’Interno, evidenziando l’incremento registrato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando gli arrivi erano stati circa 32.542. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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