Uganda: avviata l’operazione contro l’affiliata dell’Isis in Repubblica Democratica del Congo

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 12:46 in Rep. Dem. del Congo Uganda

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L’esercito dell’Uganda ha lanciato raid aerei e colpi di artiglieria contro alcune postazioni del gruppo ribelle delle Forze democratiche alleate (ADF), situate nell’Est della Repubblica Democratica del Congo, in un’operazione concordata con le autorità congolesi.

L’offensiva è stata avviata nella mattinata di martedì 30 novembre e, secondo quanto riferito da un portavoce dell’Uganda People’s Defense Force, obiettivo dell’attacco sono state le basi delle ADF. “Un’azione mirata e concertata con l’esercito ugandese è iniziata oggi con attacchi aerei e fuoco di artiglieria dall’Uganda contro le posizioni del gruppo terroristico delle ADF nella RDC”, ha affermato, dal canto suo, Patrick Muyaya, portavoce del governo della Repubblica Democratica del Congo e ministro delle Comunicazioni. I residenti hanno riferito di aver iniziato a sentire le esplosioni, martedì mattina, nel territorio di Watalinga, nella provincia del Nord Kivu, nell’Est della RDC, al confine con l’Uganda. “C’è un vero panico qui a casa, soprattutto perché non siamo stati informati di questa situazione”, ha rivelato all’agenzia di stampa Reuters un testimone locale, Julien Ngandayabo. “Abbiamo sofferto troppo con le ADF, che hanno massacrato le nostre famiglie. Aspettiamo di vedere se questa sarà la soluzione”, ha aggiunto. Pascal Saambili, governatore del territorio di Watalinga, ha dichiarato che la comunità si è svegliata al suono di pesanti bombardamenti, che sono andati avanti per tutta la mattinata.

Ieri, lunedì 29 novembre, il governo della Repubblica Democratica del Congo ha reso noto che gli eserciti di Kampala e Kinshasa si starebbero scambiando informazioni da molti mesi, ma ha assicurato che, al momento, nessun membro delle truppe ugandesi erano ancora entrato nel territorio della RDC. “Non abbiamo detto che ci saranno operazioni congiunte. Abbiamo detto che ci saranno azioni concertate”, aveva assicurato Muyaya in conferenza stampa, senza approfondire. “Se sarà necessario fare un salto di qualità, lo faremo”, aveva però precisato. 

Erano state altresì alcune fonti anonime, consultate da Reuters, che avevano confermato la notizia di imminenti operazioni militari transfrontaliere tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo. Stando a quanto riferito, il presidente della RDC, Felix Tshisekedi, già nei giorni scorsi, aveva consultato la missione di pace delle Nazioni Unite nel Paese (MONUSCO) invitandola ad autorizzare una cooperazione militare con l’Uganda contro le Forze Democratiche Alleate. La scorsa settimana, tra l’altro, il ministro degli Esteri ugandese aveva affermato che Kampala aveva il diritto di perseguire le ADF in Repubblica Democratica del Congo, dove la milizia opera da circa due decenni ed è accusata di decine di massacri compiuti negli ultimi anni. “Abbiamo diritto all’autodifesa, all’inseguimento. Possiamo rispondere in modalità di autodifesa ed entrare nella Repubblica Democratica del Congo”, aveva riferito a Reuters Henry Okello Oryem, ministro degli Affari esteri dell’Uganda. 

La notizia delle operazioni ugandesi nel territorio della RDC ha suscitato una certa preoccupazione tra la popolazione congolese, memore del ruolo avuto dall’Uganda nella guerra civile del 1998-2003. Kinshasa sta ancora chiedendo a Kampala oltre 13 miliardi di dollari di riparazioni a seguito del coinvolgimento dell’Uganda nel conflitto esploso oltre vent’anni fa. In molti hanno evidenziato le possibili ripercussioni di un’interferenza ugandese nella Repubblica Democratica del Congo. Juvenal Munubo, membro della Commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza della RDC, ha affermato che la presenza dell’Uganda nel Paese potrebbe rischiare di riaccendere le rivalità nella regione.

Le Forze Democratiche Alleate sono una milizia fondata in Uganda nel 1995 e successivamente trasferitasi nella Repubblica Democratica del Congo, dove agisce come una delle decine di formazioni armate che minacciano la sicurezza del Paese e si contendono il controllo del territorio e delle risorse minerarie delle regione orientale. Le ADF, nate in opposizione al governo del presidente ugandese, Yoweri Museveni, sono affiliate allo Stato Islamico dal 2016, quando il loro comandante, Nkalubo, ha promesso fedeltà al califfato. Il gruppo è stato accusato di aver ucciso migliaia di civili nell’Est della Repubblica Democratica del Congo. La Chiesa cattolica congolese sostiene che le Forze ribelli abbiano ucciso circa 6.000 civili dal 2013, mentre il Kivu Security Tracker, un centro che si occupa della raccolta dati su incidenti, attacchi e violazioni dei diritti umani nel Paese, attribuisce all’organizzazione oltre 1.200 omicidi nella sola area di Beni, dal 2017.

Il gruppo è ritenuto responsabile degli ultimi attentati che hanno colpito l’Uganda, da tempo risparmiata dalle azioni offensive delle organizzazioni terroristiche. Nell’ultimo mese, il Paese ha assistito ad una recrudescenza degli attacchi di matrice islamista. Il 23 ottobre, un attentato contro un bar della capitale ha ucciso una persona (una cameriera di circa vent’anni) e ferito almeno 3 clienti. L’esplosione, provocata da una bomba piena di chiodi e schegge, è stata definita un “atto di terrore interno” e lo Stato islamico, il giorno dopo, ne ha rivendicato la responsabilità. L’ordigno era stato nascosto in un sacchetto di plastica lasciato sotto un tavolo del bar. Due giorni dopo, il 25 ottobre, una seconda bomba è esplosa su un autobus che percorreva l’autostrada Kampala-Masaka, uccidendo il presunto aggressore e ferendo diversi pendolari. Una terza esplosione si è verificata il 29 ottobre, nel distretto di Nakaseke, a 60 chilometri a Nord di Kampala. L’attacco ha ucciso due bambini. Infine, il più recente assalto terroristico registrato nell’ultimo periodo risulta essere quello del 16 novembre, quando tre attentatori suicidi hanno colpito il centro della capitale provocando 4 morti e decine di feriti. 

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Chiara Gentili

di Redazione