Turchia: analista militare accusato di “spionaggio” per conto di Italia e Spagna

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 20:26 in Italia Spagna Turchia

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Un analista turco arrestato a Istanbul la scorsa settimana è stato accusato dai magistrati locali di “spionaggio politico e militare” per conto di alcuni diplomatici italiani e spagnoli ad Ankara. L’uomo in questione si chiama Metin Gurcan, ha lavorato per l’esercito turco, come analista militare, tra il 2002 e il 2008 e, più recentemente, è stato autore di ricerche e approfondimenti pubblicati su vari media turchi e internazionali, come il quotidiano Al Monitor. È altresì membro fondatore del nuovo partito di opposizione Deva (“Rimedio” in turco) guidato da Ali Babacan, influente ex ministro che, dopo aver servito in vari governi guidati da Erdogan, è fuoriuscito dall’Akp nel 2019.

Secondo le ultime informazioni in merito al caso, rese note dall’agenzia di stampa italiana Ansa, Gurcan avrebbe ammesso di aver redatto studi per le ambasciate straniere in cambio di denaro. Tuttavia, l’analista ha assicurato che i dati trasmessi sarebbero stati di dominio pubblico e non avrebbero rivelato segreti militari. Stando a quanto riferito relativamente alla testimonianza rilasciata da Gurcan davanti ai giudici, l’uomo avrebbe ricevuto un compenso in euro, tra il 2020 e il 2021, in cambio di analisi sulla situazione in Iran, Iraq, Libia, Siria, Afghanistan e Mediterraneo orientale. Queste ricerche erano destinate a diplomatici spagnoli e italiani che lavoravano presso le sedi dei loro Paesi ad Ankara. In particolare, riferisce l’Ansa, il 30 novembre 2020 Gurcan avrebbe incontrato un diplomatico spagnolo in un hotel della capitale turca e gli avrebbe consegnato una busta prendendola da sotto il cappotto. Gli incontri con il diplomatico italiano sarebbero stati invece tre e sarebbero avvenuti tra gennaio e febbraio di quest’anno. Gli scambi si sarebbero svolti all’interno di un’auto nel parcheggio di un centro commerciale di Ankara. Sempre l’Ansa, citando quanto riportato dal portale turco Halk Tv, ha specificato che i rapporti redatti da Gurcan sarebbero stati venduti per una cifra tra i 400 e 500 euro ciascuno. Dopo che l’uomo è stato prelevato dalle forze dell’ordine turche nella sua abitazione, la sorsa settimana, le autorità hanno confermato l’arresto ieri, lunedì 29 novembre, con l’accusa di “spionaggio politico e militare”.

Stando alla descrizione del profilo di Gurcan pubblicata da Al Monitor, l’uomo lavorava come editorialista per la sessione “Turkey Pulse” del quotidiano. Come consigliere militare dell’esercito turco, tra il 2002 e il 2008, ha prestato servizio in Afghanistan, Kazakistan, Kirghizistan e Iraq. Dopo le dimissioni dall’esercito, è diventato un analista di sicurezza indipendente con sede a Istanbul. Ha conseguito un dottorato di ricerca nel 2016 con una tesi sui cambiamenti avvenuti nell’esercito turco nel corso del decennio passato. Ha pubblicato ampiamente su riviste accademiche turche e straniere e il suo libro “What Went Wrong in Afghanistan: Understanding Counterinsurgency in Tribalized, Rural, Muslim Environments” è stato pubblicato nell’agosto del 2016.

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Chiara Gentili

di Redazione

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