La Russia consegna al Mali 4 elicotteri militari

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 14:34 in Mali Russia

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La Russia ha consegnato quattro elicotteri da trasporto militare Mi-171 alle Forze Armate del Mali. Ad annunciarlo, lunedì 29 novembre, è stata l’Ambasciata russa a Bamako, capitale del Paese Nord-Africano.

La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa russa Interfax. Secondo quanto reso noto dalla missione diplomatica russa, attraverso un post su Twitter, gli elicotteri sono stati consegnati al Mali, il 26 novembre, e alla cerimonia ufficiale di consegna era presente il presidente di transizione, Assimi Goyta, e il primo ministro, Shogel Maiga. In precedenza, il ministro degli Esteri maliano, Abdoulaye Diop, aveva dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa russa RIA Novosti che il Mali aveva bisogno della fornitura di velivoli militari russi e della formazione di personale qualificato.

Tali dichiarazioni erano giunte dopo che, lo scorso 11 novembre, i ministri degli Esteri di Russia e Mali, rispettivamente Sergey Lavrov e Abdoulaye Diop, avevano ribadito la volontà di sviluppare ulteriormente il partenariato militare bilaterale. Lavorv aveva poi aggiunto che le relazioni russo-maliane sono “amichevoli” e basate sulla “fiducia reciproca” e aveva osservato che sarebbe nell’interesse di entrambi i Paesi promuovere i legami commerciali, militari e culturali. “Ogni volta che il Mali si è trovato in situazioni difficili dalla nostra indipendenza, la Russia è sempre stata con noi”, aveva affermato Diop al termine dell’incontro avvenuto con l’omologo russo, a Mosca. “Siamo in una situazione difficile e chiediamo ancora aiuto a questo amico in modo che possa aiutarci”, aveva continuato il funzionario maliano, aggiungendo che “fino all’80%” dell’equipaggiamento militare del Mali è di origine russa. Di analogo avviso si era detto Lavrov, il quale aveva ribadito Mosca avrebbe continuato a fornire “attrezzature, munizioni, armamenti” e ad addestrare ufficiali del Mali in modo che Bamako possa difendersi “efficacemente” dalla minaccia terroristica.

L’incontro dell’11 novembre settembre tra Mosca e Bamako è da collocare nel quadro degli ultimi sviluppi nel Paese Africano, dove la giunta militare al potere dallo scorso maggio avrebbe avviato trattative con il Gruppo militare russo Wagner, per ottenere sostegno nella lotta al terrorismo, soprattutto dopo che la Francia ha dichiarato di voler ridurre il numero di soldati di stanza nel Paese. Le prime notizie sulla possibile cooperazione sono iniziate a circolare il 13 settembre. Secondo quanto reso noto, la giunta militare in Mali sarebbe in trattative con il Gruppo Wagner per l’assunzione di 1.000 mercenari. Lo scopo del contratto è la lotta ai gruppi armati di al-Qaeda e dello Stato Islamico. La conferma ufficiale sulla cooperazione, però è giunta dopo il 27 settembre, data in cui Lavrov ha affermato che le autorità del Mali “si sono rivolte a una compagnia militare privata russa” poiché “la Francia intende ridurre significativamente il proprio contingente militare”, dispiegato precedentemente per combattere i militanti terroristi. Anche il primo ministro maliano, Choguel Kokalla Maiga, ha affermato che il Paese si è rivolto al Gruppo Wagner a causa della decisione “unilaterale” di Parigi di ritirare le truppe dispiegate nell’ambito dell’Operazione Barkhane. Il premier maliano ha spiegato che l’attuale situazione ha portato le autorità a “esplorare nuovi percorsi e mezzi per garantire al meglio la nostra sicurezza, sia in modo autonomo sia con altri partner”.

Dall’altra parte, la nuova cooperazione militare è stata condannata dall’Unione Europea (UE), dalla Francia, dalla Germania e dalle Nazioni Unite. Si tratta di attori che, da anni, sono impegnati nella lotta al terrorismo nel Paese attraverso numerose missioni militari. Parigi ha affermato che una mossa del genere sarebbe “incompatibile” con la sua presenza militare nel Paese Africano. Qualora l’accordo venisse stipulato, il governo francese potrebbe considerare la possibilità di ritirarsi ufficialmente. Analogamente, la Germania ha riferito che un tale accordo potrebbe “mettere in discussione” l’operato dell’Occidente per contrastare la minaccia jihadista. Infine, anche l’Onu, che ha circa 15.000 peacekeeper in Mali, ha espresso preoccupazione per il possibile coinvolgimento dei mercenari Wagner.

In tale quadro, è importante sottolineare che la Francia è impegnata nello Stato Africano, in particolare nella regione del Sahel, dal primo agosto 2014, data in cui è stata avviata la suddetta missione Barkhane, con la quale Parigi ha dispiegato un contingente di 5.100 uomini. L’operazione è stata lanciata insieme a Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ad una missione più ampia, con il coinvolgimento di vari alleati europei. Quest’ultima prende il nome di “Task Force Takuba” ed è composta, per ora, oltre che dalle truppe francesi, anche dalle forze armate di Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Roma dovrebbe partecipare alla Task force con un contributo di 200 unità di personale militare, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei. 

I timori di Parigi sono anche legati al fatto che l’accordo con la Russia è arrivato a seguito dell’annuncio del presidente francese, Emmanuel Macron, riguardo la riduzione del contingente di Parigi nel territorio. Nel dettaglio, Macron aveva reso noto, il 12 luglio scorso, che entro il primo trimestre del 2022 il Paese avrebbe concluso la propria operazione antiterroristica. Per quanto riguarda l’impegno di Berlino, è importante sottolineare che la Germania dispone di circa 1.500 soldati nel Paese dell’Africa Occidentale, dispiegati nel quadro della missione di pace delle Nazioni Unite e dell’UE, l’operazione Minusma, avviata per addestrare i soldati maliani.

La presenza di mercenari Wagner in Mali rafforzerebbe significativamente l’influenza del Cremlino in Africa, continente in cui la Russia vanta l’assenza di un passato coloniale. Tale mossa rientrerebbe all’intero di una più ampia strategia di Mosca: sovvertire lo storico ordine internazionale in Africa, dove Parigi ha sempre svolto un ruolo chiave, nonché gli equilibri di potere esistenti. Mentre le relazioni tra il Mali e la Francia si deteriorano, quelle con la Russia sembrerebbero svilupparsi. Nell’ultimo periodo, il Paese dell’Africa Nord-Occidentale ha intensificato i contatti di alto livello con Mosca, come hanno dimostrato gli ultimi incontri ufficiali. Tra questi, è importante menzionare che il ministro della Difesa del Mali, Sadio Camara, si è recato nella capitale russa, il 4 settembre, per discutere di “cooperazione e assistenza militare”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione