Guinea: l’ex presidente Conde è ritornato a casa

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 19:00 in Africa Guinea

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La giunta militare della Guinea ha reso noto che l’ex presidente Alpha Conde, deposto il 5 settembre di quest’anno e messo agli arresti, è stato riportato a casa della moglie, in un sobborgo della capitale, Conakry. L’ex leader guineano è stato detenuto, prima, presso la sede del Gruppo delle Forze Speciali, poi, nel Palazzo Mohammed V, che ospita la presidenza. Qui, dopo il colpo di stato, si è insediato il colonnello Mamadi Doumbouya, che ha guidato il golpe e si è autoproclamato alla guida del Paese. 

Conde sarebbe tornato a casa domenica 28 novembre, secondo quanto riferito dal quotidiano in lingua francese”Jeune Afrique”. La residenza della moglie fa parte della cosiddetta città ministeriale, costituita dai quartieri ufficiali evacuati dagli ex ministri di Conde dopo il golpe. La giunta, che si è autodefinita National Rally Committee for Development (CNRD), ha assicurato che “continuerà a fornire all’ex capo di Stato un trattamento degno del suo rango, e questo senza alcuna pressione nazionale o internazionale”. La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) aveva imposto sanzioni ai golpisti e chiesto il “rilascio incondizionato” del presidente. In più, l’organizzazione aveva sospeso la Guinea dal blocco e chiesto elezioni entro sei mesi.

Dopo la presa del potere, il nuovo uomo forte del Paese, il colonnello Doumbouya, ha prestato giuramento come presidente ad interim. Pur impegnandosi a ripristinare il governo civile dopo le elezioni, il leader militare ha finora rifiutato di impegnarsi a rispettare un calendario per la transizione. Il colonnello ha giustificato il colpo di stato accusando Conde di corruzione e autoritarismo. Allo stato attuale, la giunta ha sciolto il governo e sostituito i ministri, i governatori e i prefetti con amministratori civili e militari appositamente scelti. Dopo aver nominato il primo ministro, Mohamed Béavogui, di estrazione civile, Doumbouya ha approvato la formazione di un governo di 25 membri, di cui 7 donne, senza particolare esperienza nella gestione della cosa pubblica. Il leader militare, in precedenza a capo delle Forze speciali guineane, ha tenuto colloqui con gli ambasciatori di Cina, Turchia, Russia, Francia, Sierra Leone e Stati Uniti, nel tentativo di rassicurare i partner internazionali.

Il presidente Conde aveva vinto un terzo mandato presidenziale, in un’elezione fortemente contestata, lo scorso ottobre, dopo aver approvato una nuova Costituzione, nel marzo 2020, che gli aveva permesso di eludere il limite di due mandati presidenziali consecutivi. La decisione aveva scatenato accese proteste nella capitale e nei dintorni e decine di persone erano state uccise durante le manifestazioni, spesso finite in scontri con le forze di sicurezza. Centinaia di abitanti erano stati arrestati. Ciononostante, Conde, 83 anni, si era insediato nuovamente come presidente del Paese il 7 novembre dello scorso anno. Lui stesso ex attivista dell’opposizione, è diventato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea, nel 2010, venendo rieletto per la seconda volta nel 2015. I critici lo accusano di aver virato verso l’autoritarismo durante gli anni della sua presidenza. Gran parte del malcontento nei confronti di Conde deriverebbe poi dalla sua scarsa capacità di unire la popolazione, dove la maggior parte degli abitanti è di etnia Fulani ma governata dalla minoranza etnica Malinke. Tuttavia, anche il colonnello Doumbouya fa parte di quest’ultimo gruppo.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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