Gli USA rimuovono le FARC dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 16:14 in Colombia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno revocato la designazione di organizzazione terroristica straniera al gruppo colombiano delle Forze armate rivoluzionarie (FARC).

Lo ha annunciato, martedì 30 novembre, il segretario di Stato USA, Antony Blinken, in una nota in cui si sottolinea che le forze sono state formalmente sciolte dopo l’accordo di pace del 2016, siglato tra i ribelli e il governo colombiano, e che il gruppo non esiste più come organizzazione unificata impegnata in azioni di terrorismo. Tuttavia, le due formazioni dissidenti nate dallo scioglimento delle FARC, ovvero La Segunda Marquetalia e FARC-EP, altresì detto Esercito Popolare, continuano ad essere considerate entità terroristiche straniere. “La designazione nei confronti di FARC-EP e Segunda Marquetalia è diretta a coloro che hanno rifiutato di smobilitarsi e a coloro che sono coinvolti in attività terroristiche”, ha affermato Blinken. Anche i leader di tali organizzazioni, tra cui Luciano Marin Arango, Hernan Dario Velasquez Saldarriaga, Henry Castellanos Garzon, Nestor Gregorio Vera Fernandez, Miguel Santanilla Botache ed Euclides Espana Caicedo, sono stati identificati come terroristi globali.

“La decisione di revocare la designazione non cambia la posizione statunitense per quanto riguarda eventuali o potenziali accuse negli USA contro ex leader delle FARC, incluse accuse di narcotraffico”, ha specificato Blinken, aggiungendo che la rimozione del gruppo dall’elenco delle organizzazioni considerate terroristiche renderà più facile per gli Stati Uniti sostenere l’attuazione dell’accordo. La decisione consentirà alle agenzie governative statunitensi, come l’Agenzia per lo sviluppo internazionale, di lavorare per l’attuazione della pace in alcune parti della Colombia dove si trovano ex membri delle FARC ormai smobilitati.

Fondate nel 1964, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia sono state responsabili di esecuzioni sommarie e rapimenti di migliaia di persone, compresi cittadini statunitensi. Fonti della sicurezza stimano che i gruppi dissidenti delle FARC, che a volte competono con i guerriglieri dell’Esercito di Liberazione Nazionale e con altre bande criminali per il controllo del territorio, si compongano di circa 2.500 combattenti. Sebbene le Forze armate rivoluzionarie della Colombia abbiano firmato un accordo con il governo e la maggior parte dei membri sia stata smobilitata, alcuni ex combattenti rifiutano il patto e continuano a combattere contro le autorità, che li accusano di estrazione illegale, produzione di droga, uccisioni e altri crimini. 

Secondo l’ONU, la piena attuazione dell’accordo di pace firmato nel 2016 con i ribelli delle FARC, che inizialmente aveva portato ad una riduzione degli omicidi, è l’unica chiave per arginare le violenze nel Paese. L’intesa aveva visto 13.000 membri del gruppo smobilitarsi e quest’ultimo diventare un partito politico legale. Le autorità, tuttavia, devono ancora smilitarizzare altri gruppi armati, compresi i ribelli, di ispirazione marxista-leninista, dell’Esercito di Liberazione Nazionale ancora attivi, gli ex combattenti delle Forze armate rivoluzionarie che rifiutano l’accordo di pace e le bande criminali gestite da ex paramilitari, responsabili dell’uccisione degli attivisti che oppongono resistenza. 

Il conflitto armato tra le FARC e il governo colombiano aveva provocato un totale di almeno 260mila morti e milioni di sfollati. Funzionari governativi e forze armate stimano che ci siano ancora circa 2.500 dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia attivi in tutto il Paese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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