Allarme dall’UE: mercenari russi al comando delle Forze Armate Centrafricane

Pubblicato il 30 novembre 2021 alle 18:28 in Repubblica Centrafricana Russia

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Il 29 novembre, il sito belga EuObserver ha citato un documento del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), secondo il quale i mercenari russi del Gruppo Wagner avrebbero assunto il comando di un intero battaglione delle Forze Armate della Repubblica Centrafricana addestrato dall’UE. 

Secondo il report trapelato, datato 15 novembre e visionato dal sito belga, la maggior parte delle unità delle Forze Armate Centrafricane (FACA) “opera sotto il comando diretto o la supervisione di mercenari del Gruppo Wagner”. In particolare, il documento europeo farebbe riferimento ad un totale controllo sul Battaglione di Fanteria Territoriale 7 delle FACA. Non solo, per raggiungere tale obiettivo, il gruppo russo avrebbe anche stabilito “una solida influenza” sullo staff militare e su altre istituzioni governative. 

Per fornire un quadro delle risorse impiegate dall’Unione Europea nel Paese africano, è importante ricordare che a beneficio delle Forze Armate Centrafricane (FACA), che contano circa 12.500 unità, è stata organizzata la Missione di Addestramento dell’UE (EUTM RCA), istituita nel 2014, avviata nel 2016 e prorogata fino a settembre 2022. A questa contribuisce anche l’Italia con l’invio di 3 militari, su un totale di circa 365 ufficiali europei coinvolti, a fronte di un budget annuale complessivo da circa 17 milioni di euro.

Parallelamente, una missione civile di natura consultiva, l’EUAM RCA, istituita il 9 dicembre 2019, integra l’azione dell’UE nel Paese africano con 71 persone impiegate e un bilancio annuale da 11 milioni di euro. A completare il quadro, la Missione di Stabilizzazione Integrata Multidimensionale nella Repubblica Centrafricana delle Nazioni Unite, MINUSCA, stanzia quasi 15.000 caschi blu in Repubblica Centrafricana. 

Sul fronte opposto, a partire dal 2018, la Russia ha stanziato 2.600 militari nel Paese, con il fine dichiarato di supportare il presidente, Faustin-Archange Touadéra, nella repressione di una ribellione armata anti-governativa. Inoltre, secondo il rapporto europeo, ci sarebbero anche “diverse centinaia” di mercenari del Gruppo Wagner, che sono strettamente legate al Cremlino. A tale proposito, è interessante sottolineare che il documento del SEAE fa spesso riferimento alla sigla “RU/WG” per indicare la presenza russa, non distinguendo tra truppe ufficiali e mercenari. 

Spiegando il processo di infliltrazione della Russia nella Repubblica Centrafricana, il documento del SEAE sembrerebbe suggerire una scarsa comunicazione tra i soldati sul campo e le alte sfere militari del Paese. Questa situazione avrebbe favorito Mosca, che è riuscita a imporre la propria influenza tramite una figura “strettamente legata” al Cremlino: il vice capo delle operazioni dello Stato Maggiore delle Forze Armate Centrafricane. In ogni caso, secondo il rapporto europeo, la cessione del comando delle FACA al gruppo russo rappresenterebbe una violazione degli impegni presi dal governo del Paese africano con l’UE. 

Al momento, secondo il documento del SEAE, i battaglioni guidati dalla Russia stanno combattendo i ribelli anti-Touadéra nelle loro roccaforti, nelle zone rurali centro-occidentali del Paese. Tuttavia, l’obiettivo principale della Russia sembrerebbe la ricchezza mineraria centrafricana. Secondo quanto riportato, il report europeo specifica che “l’attuale modello di dispiegamento delle risorse […] copre tutte le parti vitali nell’Ovest e nel Centro della Repubblica Centrafricana, con una priorità alle aree minerarie economicamente importanti al fine di garantire gli investimenti del WG attraverso la Lobaye Investment Company”.

Inoltre, le truppe legate alla Russia avrebbero anche iniziato a dirigersi verso le vaste riserve naturali nella parte orientale del Paese, come quella di Chinko, “per scopi ancora sconosciuti”. Non da ultimo, secondo il rapporto europeo, i movimenti delle FACA guidate dalla Russia sarebbero accompagnati da accuse riguardanti “uccisioni arbitrarie, stupri e torture” ed anche riscossione di tasse illegali e confisca di beni. Secondo l’UE, queste violazioni rischiano di favorire un’ulteriore instabilità nella Repubblica Centrafricana.

In un contesto oltremodo complesso, il 15 novembre, l’Unione Europea ha annunciato di star valutando l’imposizione di sanzioni contro il Gruppo Wagner riguardo ad una serie di presunte attività in corso in Mali. Il timore è che l’influenza della Russia e le conseguenze che ne sono derivate nel caso centrafricano possano ripetersi anche in un Paese particolarmente instabile e assolutamente prioritario per l’UE, come il Mali. A proposito dell’interesse russo nel Sahel, è possibile notare la notizia più recente, che risale allo stesso 29 novembre, quando l’ambasciata russa a Bamako ha annunciato la consegna di quattro elicotteri militari da parte di Mosca alle forze armate maliane. 

Secondo l’Unione Europea, la Russia applica una “strategia ibrida complessa” in Africa, che nella Repubblica Centrafricana fa anche leva sul debito finanziario del Paese verso Mosca. Anche il supporto militare è cruciale in questo quadro. A tale proposito, è nota la presenza del Gruppo Wagner anche in Libia, Mozambico, Sudan, Siria, Ucraina Orientale e Venezuela.

Secondo una fonte anonima nel settore della sicurezza europea, citata dall’EuObserver, i mercenari russi contano un totale di circa 5.000 combattenti. Si tratta di ex soldati per lo più provenienti dalla Russia, dall’Ucraina Orientale, dalla Bielorussia, dalla Moldova e dalla Serbia, ma anche da Paesi africani, come la Repubblica Centrafricana stessa, il Mali e il Sudan. Secondo la fonte, il Gruppo Wagner è così chiamato in riferimento al soprannome militare di Dmitry Utkin, un ex ufficiale delle forze speciali russe. Il 51enne, proveniente dalla città Nord-occidentale russa di Pskov, avrebbe fondato l’organizzazione para-militare e ne sarebbe ancora alla guida. Tuttavia, è importante sottolineare che le informazioni ufficiali riguardo al gruppo sono scarse e gli interrogativi al riguardo rimangono numerosi. 

Invece, la società Lobaye, menzionata nel rapporto del SEAE in relazione alle attività dei mercenari russi, è un’impresa nel settore minerario registrata nella Repubblica Centrafricana. Questa è stata presieduta, fino a poco tempo fa, da Yevgeny Khodotov, un ex funzionario delle forze dell’ordine di San Pietroburgo. Come sottolineato dalla fonte europea, Khodotov è collegato al miliardario russo Evgeny Prigozhin, anche lui di San Pietroburgo, attraverso il gruppo di società Concord. L’UE ha inserito Prigozhin nella lista nera delle sanzioni, nel 2020, per aver supportato le attività del Gruppo Wagner in Libia. Si tratta di uno “stretto alleato” del presidente russo Vladimir Putin, secondo il Parlamento Europeo, che ha sottolineato gli stretti rapporti tra i mercenari e l’esercito ufficiale russo. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione